Blob - il fluido che uccide (1988)


Spettacolare horror-remake di un piccolo classico della fantascienza anni 50.

Nei pressi della piccola cittadina di Arborville precipita un meteorite che sprigiona una strana sostanza gelatinosa. Il primo ad arrivare sul luogo dell’impatto è un anziano senza tetto colpito alla mano da una materia informe, l’uomo fugge spaventato verso la strada dove viene investito da una coppia di ragazzi. All'incidente è presente anche lo scapestrato Brian che insieme ai due giovani presta i primi soccorsi, il gruppo decide di raggiunge l’ospedale più vicino. Il vecchio viene ricoverato in una stanza, all'interno del suo corpo intanto qualcosa si muove sino a consumarlo in maniera orribile, la causa è il fluido giunto dallo spazio che si nutre di carne umana per ingrandire le sue forme. Il terribile mostro miete numerose vittime e si dirige verso il centro dell’inerme cittadina.
I gloriosi horror-anni 80 sono agli sgoccioli ma c’è ancora tempo per l’uscita di titoli imperdibili come questo remake, prodotto a 30 anni di distanza dal film originale con protagonista Steve McQueen. “Blob – il fluido che uccide” può essere visto come un piccolo compendio dell’epoca, un veloce e ispirato fanta-horror che pesca a piene mani dai b-movie degli anni 50 per ricreare quella atmosfera tipica degli anni 80 intorno a una (piccola) comunità felice, non siamo lontani dagli stessi luoghi dei “Goonies” o “Ritorno al futuro” e “Gremlins”, spezzata da una minaccia mostruosa e densa di personaggi che a loro volta rappresentano “topos” ben riconoscibili e collaudati: la ragazza cheerleader, il fidanzato giocatore di football, lo sceriffo ombroso di mezza età, i ragazzini pestiferi, il rigido padre di famiglia, e non ultimo il bullo ribelle emarginato dal paese. Il cinema e la fiction americana hanno vissuto di rendita su certi canovacci ambientati nelle piccole e linde cittadine di provincia, solo pochi anni dopo uscirà un certo “Twin Peaks”, per dirne uno.

I titoli di testa si aprono con le immagini di una Arborville deserta e quasi spettrale, sembra di stare a Silent Hill, la regia di Chuck Russell è precisa e sorregge il film con una sicurezza invidiabile, questo a tuttora è il migliore lavoro del regista ("Nightmare 3", “The Eraser”, “Il Re scorpione”, ecc.), sua è anche la sceneggiatura condivisa con un allora ancora poco conosciuto Frank Darabont("Le ali della libertà") di cui, con molta probabilità, si deve dare il merito del tratteggio sbrigativo ma efficace dei vari personaggi: lo spettatore si affeziona ai protagonisti e viene stroncato nel momento in cui sono coinvolti in situazioni di pericolo e, come succede con frequenza, uccisi brutalmente. Darabont nel 2007 dirige “The Mist” che ha più di un punto di contatto con “Blob – Il fluido che uccide” a partire da una piccola cittadina investita da una minaccia mostruosa.

La pellicola è comunque ricordata per gli straordinari effetti speciali capaci di reggere il confronto con molte produzioni recenti, in gran parte sono protesi in lattice, si intravedono anche fugaci riprese con miniature e foto-montaggi, il tutto però è condotto con una professionalità e senso del realismo da applausi. In “Blob il fluido che uccide” si può assistere ad alcune delle più terrificanti morti violente del decennio, roba forte e dannatamente splatter e i paragoni con i vertici raggiunti da “La cosa” (1982) si possono una volta tanto scomodare. I corpi delle vittime sono inglobati, masticati, scomposti dal mostro fluido-informe in modalità sconvolgenti, quello che resta dei cadaveri sono tessuti corrosi e putrescenti, la morte sopraggiunge il più delle volte con sofferenza e violenza inaudita. Si può ben dire che tutti gli omicidi sono congegnati con cura, si inizia all’ospedale con l’attacco del Blob a un giovane paralizzato in un urlo (di Munch) e lentamente liquefatto sotto gli occhi della ragazza a cui resta solo in ricordo dell’amato un braccio (amputato). Che dire poi della spettacolare e folle morte “per risucchio” di un poveraccio trascinato dentro lo scolo di un lavandino? Vedere per credere, forse la sequenza più celebre del film. Più avanti non ci sarà scampo nemmeno per i bambini, troppa grazia per un horror-fan, e cosi via in un tripudio effettistico-tecnico di prim'ordine.

Kevin Dillon, fratello “sfigato” del più famoso Matt, è il burbero protagonista nel ruolo del giovane ribelle del paese munito di chiodo e motocicletta, con il mezzo sarà al centro di un paio di spericolate fughe niente male, l’attore con la sua recitazione nervosa e dolente è in pratica perfetto, si può dire la stessa cosa della protagonista femminile, Shawnee Smith, l’eroina sexy e grintosa decisa a vendicare la scomparsa del suo fidanzato, l'attrice è tornata alla ribalta nella serie "Saw" nella figura di Amanda. La scena famosa chiusa dentro un cinema presente nel film originale, un tormentone qui da noi grazie anche alla trasmissione televisiva “Blob”, viene riproposta con grande dispiegamento di mezzi e spargimento di sangue sino a protrarsi nelle fogne del paese dove non mancano altre memorabili sequenze. Da notare le immagini proiettate nella sala riferite a un finto e divertente slasher con al centro un boogeyman con maschera da hockey armato di moto-sega, già alla fine degli anni 80 era forte il senso di revival (ironico).

“Blob –il fluido che uccide” incontra “La città verrà distrutta all’alba” di Romero, la vicenda diventa interessante con l’arrivo di una squadra militare in tenuta anti-batteriologica per mettere in quarantena la cittadina, si fa strada un clima di paranoia e oppressione rappresentato da decine di uomini in tute bianche ignifughe degne di una missione spaziale , intanto il mostro-Blob cresce nelle dimensioni con l’aumentare delle vittime. Le armi dell’esercito possono poco contro il mostro, c’è solo un metodo per abbatterlo, i protagonisti ingaggiano un gigantesco scontro nelle vie centrali del paese nel conclusivo sfoggio di effetti speciali e azione. Non manca anche un gustoso contro-finale, una prassi tipica per gli horror anni 80, che lascia aperta la strada a un eventuale sequel (mai realizzato). Una goduria.

Tit.originale: “The Blob”
Paese: USA
Rating: 8/10

Dead Inside su Facebook:https://www.facebook.com/pages/Dead-Inside/251824588280249?ref=tn_tnmn

Commenti

Angelo Moroni ha detto…
Grazie Sciamano, per questa recensione rimemorativa, densa di notizie interessanti. Non ero ancora riuscito a vedere questo film, ma adesso me ne dai un motivo in più con queste tue note :) A presto (Psichetechne)
Sciamano ha detto…
Grazie a te per l'attenzione ;) bello vederti qui!...ciao
Alex McNab ha detto…
Bel film, non lo rivedo da tantissimo tempo!
Remake come questo almeno avevano un senso, anche contando gli anni che separano il Blog originale da questo del 1988.
Ora invece...
Sciamano ha detto…
se non erro esiste anche "beware the blob" del 1972....ma pare sia squallido.
Anche ai giorni nostri hanno tirato fuori il progetto di un nuovo possibile remake...diretto da Rob Zombie....spero si ravveda.
Ciao!
Katinkawonka ha detto…
un capolavoro,non un dettaglio trascurato, non una sbavatura (a parte quelle del caro Blob).
Sono propensa a ritenere che il Blob non sia altro che la paura di un Femminile inglobante, un utero rosa e informe semovente che inghiotte e decompone riportando tutti ad uno stato di pre-individuazione.
Ad un livello più sociologico e superficiale invece il blob è "il sistema", che reprime ed espelle le "nature selvagge" (i protagonisti) per fargli abbandonare la loro istintiva saggezza e autenticità... tutto a beneficio del potere.
Sciamano ha detto…
ciao Katinkawonka, affascinante interpretazione la tua! devo ammettere che non avevo pensato a nessuna delle cose che hai detto.