Il mostruoso uomo delle nevi (1957)


Una produzione Hammer con Peter Cushing sulle tracce dello Yeti.

Himalaya, il botanico inglese Rollason e sua moglie si trovano in un remoto monastero buddista per condurre una ricerca sulle strane piante del luogo, il vero scopo dello studioso è quello di unirsi a un'altra spedizione sopraggiunta, decisa a stanare il misterioso uomo delle nevi: lo Yeti. Nonostante il parere contrario della moglie, Rollason parte insieme al piccolo gruppo di uomini guidati dallo spregiudicato Friend, la missione sulle vette impervie è piena di pericoli e la presenza della misteriosa creatura sembra aleggiare nel paesaggio innevato.

Uno dei primi classici della Hammer-Horror è questa trasposizione di uno sceneggiato della BBC ideato da Nigel Kneale e basato sul mito dello Yeti, la creatura leggendaria dalle forme umane che si ritiene nascosta sulle catene dell'Himalaya, nei primi anni 50 nuovi presunti avvistamenti rinfocolarono l'attenzione e la nascita di credenze ancora vive tutt'oggi intorno allo strano essere. "Il mostruoso uomo delle nevi" inoltre è ricordato come la terza fruttuosa collaborazione tra il regista Val Guest e lo sceneggiatore-autore Kneale, dopo i primi due capitoli della saga fanta-horror di Quatermass( "L'astronave atomica del dr.Quatermass",1955 e "I vampiri dello spazio",1957), sempre tratti da una serie tv di successo. La pellicola è girata in uno splendido bianco e nero capace di risaltare l'ambientazione ghiacciata della vicenda, i set storici di Pinewood a Londra e alcune locations ricavate sui Pirenei riproducono le proibitive vette dell'Himalaya.

Il prologo è situato alle pendici della più grossa catena montuosa del mondo all'interno di un tempio buddista, si vede anche una veloce panoramica di un'evidente miniatura dell'edificio, un ambiente quasi alieno per i protagonisti occidentali attorniati da monaci intenti in strani canti e incuriositi da alcune piante sconosciute, un'estraneità che presagisce la sotto-traccia della pellicola sull'arroganza e la stupidità dell'uomo occidentale di fronte a culture e fenomeni ritenuti inferiori e da sfruttare. Il ruolo guida è quello del professore Rollason, il botanico interpretato dal grande Peter Cushing, l'attore è come al solito perfetto e credibile nella parte di un uomo onesto ma all'oscuro dei pericoli che deve affrontare, negli anni successivi contribuisce a rendere indimenticabili numerosi titoli("Dracula il vampiro", "La Mummia", ecc.) della Hammer tanto da divenire un simbolo stesso dell'horror.

La contro-parte di Rollason è il risoluto Friend, l'attore Forrest Tucker presente anche in un altro sci-fi-horror del periodo("I mostri delle rocce atomiche", 1958), uomo con pochi scrupoli che lascia intuire le sue mire commerciali e lo scarso interesse scientifico per il ritrovamento dello Yeti, insieme ai suoi fidati uomini ha difatti predisposto in un precedente sopralluogo tutto il necessario per una vera e propria battuta di caccia. Spuntano fuori fucili e tagliole da disseminare nelle zone in cui sono state rinvenute le impronte della misteriosa creatura, Rollason non condivide ma non può fare altro che seguire i propri simili in un'avventura stretta nella morsa del freddo. Il pericolo viene infatti anche dall'immensità delle montagne e il clima rigido favorisce stati allucinatori, ma il nemico peggiore alberga nella mente degli uomini che con le loro paure e sciocchi desideri possono distruggere tutto, le morti violente dei membri della spedizione non tardano quindi ad arrivare. Altri personaggi da ricordare sono l'ipnotico Lama di Arnold Marlé e l'unica donna presente, la graziosa attrice Maureen Connell, nel ruolo di Helene, la moglie di Rollason.

Val Guest gestisce la pellicola con buon ritmo anche se il maggiore pregio è quello di mantenere la tensione e la curiosità riguardo le apparizioni del "mostro", da questo punto di vista ci sono numerose sorprese tenendo conto dell'epoca, la scelta è quella di mostrare il meno possibile la fisionomia dello Yeti e quando questo accade è sempre eseguito per brevi immagini di cui la più significativa e riserbata per il bellissimo finale all'interno di una caverna, una encomiabile chiusura che non altera il fascino della leggenda e suggerisce una visione del mondo e delle cose dai toni rispettosi e appaganti. Disponibile in dvd.

tit.originale: "The Abominable Snowman"
paese: Inghilterra
Rating: 8/10

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Commenti

Alessandro Giovannini ha detto…
Interessante, questo film mi manca. Ottima recensione e complimenti per il blog! Se ti interessa dai un'occhiata al mio (anch'io recensisco film). Ti aggiungo nei links. Ciao!
Sciamano ha detto…
Grazie 1000, ciao!