La vendetta della maschera nera (1996)



Lo stupefacente action hi-tech con le arti marziali di Jet Li.

Tsui Chik è riuscito a fuggire da una base segreta dopo essere stato sottoposto a un esperimento scientifico attuato per creare dei super-soldati insensibili al dolore, il ragazzo ora vive a Hong Kong sotto le mentite spoglie di un bibliotecario. L'incubo del passato sembra riemergere quando in città scoppia una guerra tra i signori della droga, Tsui Chik intuisce che dietro agli efferati omicidi si nasconde la "squadra 701", i suoi ex-compagni guidati dal carismatico Hung. Per fermare la minaccia e aiutare Rock, il suo amico ispettore di polizia, Tsui Chik decide di vestire i panni di Black Mask, un eroe mascherato dalla forza incredibile, tra i suoi avversari incrocia anche la bella Yeuklan, la compagna ai tempi dell'addestramento.

A volte il trascorrere del tempo mette a posto le cose, nel caso di "Black Mask" invece permane un giudizio frettoloso molto prossimo alla sotto valutazione, importante è contestualizzare: siamo nel 1996 a Hong Kong ma già si può vedere tutto il cinema (fanta)action dei 10 anni successivi. La pellicola arriva in occidente con una timida distribuzione, in Italia solo nel 2005 (!), e come spesso accade il pubblico non apprezza le opere che sono servite da esempio per i cloni/remake per lo più americani. "Black Mask" è uno dei (pochi) film senza i quali il fenomeno "Matrix", e tutto quello che è seguito, non sarebbe esistito come lo conosciamo, i lungimiranti Wachowski Bros. mutuano da questa opera il kung fu fantascientifico, oltre a diverse soluzioni visive, e utilizzano lo stesso direttore delle arti marziali Yuen Woo Ping, allora un perfetto sconosciuto per le masse, "sdoganato" poi in seguito anche da Quentin "Kill Bill" Tarantino.
"Black Mask" è però prima di ogni cosa un film con Jet Li, l'eroe delle arti marziali cinesi ai tempi è anch'egli conosciuto fuori dai confini solo da una ristretta frangia di appassionati, internet non è ancora esplosa e anche il supporto DVD non esiste, la fama mondiale arriva con Hollywood dove approda due anni dopo con il mediocre "Arma Letale 4" (1998).

Il film mantiene le caratteristiche dei migliori lavori prodotti dalla Workshop ("Iron Monkey", "Wicked City", "Burning Paradise", ecc.) di Tsui Hark, il regista faro degli anni 80-90 di Hong Kong, quindi grande cura tecnica per gli effetti speciali, le scenografie ricercate e una fotografia splendida firmata da Tony Cheung per una resa estetica comic-book dinamica e scintillante. "Black Mask" si inserisce nel filone cinecomix per il suo eroe mascherato, una sorta di Batman tecnologico, divenuto immune al dolore in seguito a uno scellerato esperimento scientifico che si intravede nel prologo, Tsui Chik tenta di ritornare umano e ritrovare le emozioni ma deve fare i conti con i suoi ex-compagni divenuti macchine insensibili sotto i comandi di Hung, il capo-santone della setta "squadra 701" deciso a eliminare tutti i trafficanti di droga asiatici per prenderne il posto. Hung è interpretato dal veterano Kong Lung (classe 1934), un ottimo villain con i capelli lunghi e occhiali a goccia che ha agghindato il suo quartiere generale con un trono sormontato da un vecchio lampadario-candelabro, ama inoltre interpretare la simbologia cristiana per fini malvagi (la singolare scena della pagina del libro sacro), il corrotto personaggio è anche un abile combattente in diverse sequenze, in questo caso l'attore è contro-figurato negli stunts più arditi.

Jet Li è la star ma anche altri attori hanno spazio per i loro personaggi, la sua spalla è l'eccellente Lau Ching Wan ("A hero never dies", "A sangue freddo") nel ruolo dell'energico ispettore Rock, al centro di numerosi momenti action ad alta tensione, l'uomo ignora che dietro al timido Tsui Chik si nasconde "Black Mask" anche se i sospetti accrescono nel corso della pellicola, lo stesso vale per la collega dell'eroe, l'esilarante Tracy di Karen Mok ("So Close" ), che inventa gag a ripetizione spiritose ed efficaci anche per smorzare la carica horror-dark della pellicola. "Black Mask" infatti brulica di cadaveri e violenza che non lesina dettagli splatter, in una delle scene più macabre il grande Anthony Wong ("Exiled" , "Vendicami") nella parte dell'impaurito e impudico boss King Kau, tutto da vedere nell'improbabile look, mostra le gambe mozzate della figlia recapitate dalla "Squadra 701", i cui membri avanzano anche se martoriati nel fisico come dei terminator. Un'altra presenza femminile è la bella Francoise Yip ("Terremoto nel Bronx"), Yeuklan, uno dei migliori elementi al servizio del perfido Hung scagliato contro Tsui Chik, nel film viene però chiamato dai suoi nemici "il maestro", la ragazza inoltre sembra non provare alcun sentimento verso l'ex compagno, ora è una gelida killer che usa la sua avvenenza per colpire (la fetish-sequenza con la lametta in bocca).

L'azione è gestita dal regista Daniel Lee con risultati straordinari: ispirati tagli di inquadrature, movimenti di camera fluidi e le coreografie di Yuen Woo Ping si fondono con gadgets tecnologici (bombe-flash, raggi laser, lame rotanti, ecc.) in una serie di sequenze continue di combattimenti, sparatorie ed esplosioni. Nei titoli di testa viene ripresa la fuga di Tsui Chik circondato da un nugolo di soldati e un carro armato in quello che sembra il live-action concentrato di "Metal Gear Solid", solo più avanti l'eroe indossa il costume di Black Mask composto da uno spolverino, una maschera e cappello largo di colore nero, i più si sono accorti del chiaro omaggio al personaggio Kato interpretato da Bruce Lee nel telefilm "Green Hornet". Nel corso della vicenda Jet Li cambia cappello con uno di tesa rigida. Le entrate in scena di Black Mask sono esaltate dal riff di una chitarra surf irresistibile, a riprova di come il sonoro sia fondamentale si può notare come la versione americana abbia stravolto la colonna sonora originale con una a base di hip-hop (tremenda!), quella italiana mantiene la traccia originale ma è smorzata dal doppiaggio (?) mentre alcuni passaggi sono assenti, la versione audio inglese è ottima anche se il doppiaggio è discutibile. Del film esiste inoltre la versione estesa ma è disponibile solo quella di Hong Kong (import).

Le sequenze da ricordare si sprecano, il primo combattimento di Black Mask è contro una squadra di soldati muniti di pattini e carrucole per volare sui soffitti, l'eroe mascherato si paracaduta su un tetto per mettere in mostra un kung fu spettacolare composto di calci volanti micidiali, quando si introduce nell'edificio scopre una delle sue armi preferite a spese degli avversari: dei mini-dischi simili a dei cd taglienti come una lama. Nella parte centrale c'è la lunga sequenza dell'ospedale presidiato dalla polizia SWAT con armi agli infrarossi, centinaia di proiettili ed esplosioni si susseguono per fronteggiare un indistruttibile gigante, in aiuto dell'ispettore Rock ormai alle strette giunge provvidenziale Black Mask. In un altra scena Yuen Woo Ping organizza un combattimento wire-work sui tralicci di una fabbrica, come noto gli scontri in equilibrio sono la sua specialità, i cavi vengono comunque usati in altre sequenze della pellicola con ottimi risultati, come nella spettacolare resa dei conti finale tra Tsui Chik e Hung in cui si vedono i più violenti e prolungati confronti, in un turbine di capovolgimenti e mosse acrobatiche che possono essere colti appieno solo dopo ripetute visioni. Un film superiore.

Tit.originale: "Black Mask" (Intern.)
paese: Hong Kong
Rating: 9/10

Commenti

HakHap ha detto…
Ti posto il terzo commento e poi basta sennò mi banni! :-)
Anche in questo caso nonostante avessi acquistato il dvd italiano ho preferito recuperare la versione originale.
A Roma lo proiettarono al Royal nel 1999 (se non erro) e la traccia audio aveva i defetti da Te elencati.
Per vedere un film al cinema con JetLi protagonista e con un comparto audio\video soddisfacente abbiamo dovuto attendere RomeoMustDie e poi Kiss Of Dragon (che a me piace molto).
Ok, basta così Sciamano un saluto!
Sciamano ha detto…
Vedere al cinema "Black Mask" deve essere un'esperienza, che purtroppo non ho potuto assaporare, a me sembra di ricordare che é stato proiettato al Mi-fed (il festival di Milano x addetti che ora non esiste più) nel 1997 o 1998.
Ciao HakHap, grazie a te x i commenti!!