Le invincibili spade delle tigri volanti (1969)


Un film diretto dal maestro Chang Cheh all'apice della carriera.

Come ogni anno un anziano maestro di arti marziali è incaricato del trasporto di denaro verso la capitale. L'uomo è stanco e debole per fronteggiare i criminali a cui fa gola il bottino, chiede quindi l'aiuto di una coppia di valorosi spadaccini prossimi al matrimonio. I due giovani, mentre si recano presso il maestro, incontrano un misterioso e solitario cavaliere dotato di un incredibile arte marziale.

Sono gli anni del sangue per il regista Chang Cheh, il maestro rifonda con le sue opere il genere wuxiapian innervandolo di emoglobina e violenza, un periodo di attività quasi impensabile per gli standard europei/americani, nel 1969 dirige difatti ben 6 lungometraggi tra i quali il famoso "La sfida degli invincibili campioni" e uno dei suoi migliori film di sempre: "Le invincibili spade delle tigri volanti". Da poco Chang Cheh ha individuato un gruppo di giovani attori ideali per le sue epiche avventure ambientate nell'antica Cina, i volti che spiccano maggiormente sono quelli di Ti Lung e David Chang, qui in pratica ancora agli esordi, a posteriori possono essere considerati la coppia più leggendaria del cinema di arti marziali grazie all'autore che li utilizzerà di nuovo in svariate occasioni per sfornare capolavori del calibro di "Vengeance" (1970), "La mano sinistra della violenza" (1971), "Blood Brothers" (1973), ecc.

Uno dei tanti meriti di Chang Cheh è quello di assecondare la scoperta di numerosi e incredibili talenti marziali, come non ricordare il compianto Alexander Fu Sheng ("Disceples of Shaolin"), un'attenzione quasi paterna da parte del regista che vede in David Chiang il suo interprete "preferito", un ragazzo all'epoca poco più che ventenne dal fisico esile ma con una personalità unica che gli permette di interpretare una galleria di eroi complessi e spesso tragici. L'attore in pratica incarna una potente proiezione del regista, un vero e proprio feticcio come Clint Eastwood lo è stato per Sergio Leone e Chow Yun Fat per John Woo. "Le invincibili spade delle tigri volanti" verte sulla storia scritta dal grandissimo Kuang Ni, un monumento del cinema di Hong Kong con quasi circa 200 sceneggiature in carriera , incentrata sul cavaliere solitario Yi Lo interpretato da David Chiang, un formidabile artista marziale ridotto in povertà e in cerca di lavoro nella dura realtà del paese.

Yi Lo racchiude molte delle caratteristiche tipiche degli eroi del cinema di Chang Cheh, prima tra tutte la riluttanza nel combattere (la sublimazione di questo concetto la si può trovare ne "La mano sinistra della violenza") e un pessimismo di fondo incolmabile, la vita del protagonista è una rincorsa verso desideri e pulsioni irrealizzabili, la prima causa di questa situazione è il suo stato di povertà che però non viene giustificato, il ragazzo prima di cadere in disgrazia probabilmente viveva nell'agiatezza rappresentata dall'unico suo possedimento di valore, il poderoso e fedele destriero. L'incontro di Yi Lo con una coppia di giovani spadaccini accende in lui una scintilla di speranza e passione, l'eroe è attratto dalle attenzioni della bella Yun Piau Piau (Li Ching) in viaggio con il compagno Siang (Ti Lung) verso "il villaggio invincibile" (doppiaggio italiano), sorgono delle incomprensioni in quanto Yi Lo viene scambiato come un infiltrato del gruppo criminale della "palizzata delle Tigri Volanti" ma dopo una reciproca dimostrazione di spettacolari tecniche di kung fu, la bella scena intorno a un tavolo imbandito, Yi Lo viene accettato come membro della scorta organizzata per il trasporto del denaro verso la capitale. La tensione amorosa e di gelosia tra Yi Lo e la promessa coppia di sposi Yun Piau Piau/Siang accresce anche perché la ragazza non nasconde l'interesse per il nuovo arrivato, da parte sua Yi Lo vede la situazione come l'ennesimo ingrato scherzo della vita, in seguito arriva una magnifica sequenza flash premonitrice girata al ralenti in cui viene condensata in pochi secondi la funesta tragedia che sta per consumarsi.

Nella prima ora di "Le invincibili spade delle tigri volanti" non ci sono particolari combattimenti, i personaggi mostrano balzi prodigiosi tramite trampolini nascosti e anche il wire-work è più presente del solito per esser un film di Chang Cheh, c'è comunque ampio spazio anche per i malvagi capeggiati da Jiua Hong, il leggendario Ku Feng è un altro fedelissimo del regista, al comando di decine di uomini armati dai capelli lungo criniti e di due luogo-tenenti: il "muto", un guerriero privo della parola usato come spia, e "Pestilenza", temibile per la sua inseparabile lancia.

I criminali hanno predisposto un'enorme trappola presso una pagoda, una splendida location ricreata anche con diversi set ricostruiti nei teatri di posa, intravista anche a inizio pellicola e in cui si sviluppa il lungo combattimento finale costellato di decine di morti ammazzati e scontri estenuanti. Chang Cheh predispone uno dei suoi proverbiali massacri, a disposizione ha il mitico martial art director Tang Chia e il giovane Yuen Cheung-Yan all'esordio come coreografo, uno del famoso clan "Yuen" e fratello di Yuen Woo Ping, gli scontri sono piuttosto fulminei e letali, si colpisce per annichilire l'avversario in una girandola di schizzi di sangue riversati ovunque (i fantastici sacchetti di sciroppo rosso nascosti nelle mani degli stuntmen!), il regista indugia sui lamenti e le sofferenze dei caduti, i colpi più significativi sono ripresi al ralenti per prolungare l'agonia e il senso del macabro.

La pagoda viene visitata piano dopo piano, come un passaggio di livello nei videogame, prerogativa in seguito riproposta anche nei famosi "L'ultimo combattimento di Chen" (1978) e "Ninja in the dragon's den" (1982), il temibile Juah Hong si è difatti rifugiato in cima all'edificio e il solo Siang (Ti Lung) gli si oppone, nel frattempo a Yi Lo ,impegnato a proteggere il vecchio maestro e la ferita Yun Piau Piau, viene chiesto di correre in soccorso di colui che a breve diventerà lo sposo della donna che ama. Dramma, sangue e orgoglio incrollabile per un cruento duello conclusivo scandito con maestria da Chang Cheh, abile a valorizzare il sonoro (le gocce di sangue che cadono a terra) e concepire inquadrature evocative tra gli sfidanti. La tristezza negli occhi di David Chiang è difficile da dimenticare, questo è il cinema degli eroi. Masterpiece.

Tit. originale: "Have Sword, will travel" (Intern.)
paese: Hong Kong
Rating: 9/10

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