L'uomo che cadde sulla terra (1976)


Il trip di fantascienza anni 70 con protagonista David Bowie.

Un alieno dalle sembianze umane giunge sulla terra con l'intento di trovare dell'acqua per il suo pianeta morente. Nonostante il forte stato confusionale l'essere che si nasconde dietro il nome inglese Newton costruisce in poco tempo un impero finanziario delegato al suo avvocato di fiducia, in seguito si stabilisce con la cameriera Mary-Lo invaghita di lui e contatta uno scienziato per costruire un'astronave in cui immagazzinare l'energia necessaria al suo mondo. La CIA intanto si insospettisce delle fiorenti attività di Newton che viene tradito dai suoi collaboratori e consegnato a un equipe medico-scientifica.
Metà anni 70, l'epoca in cui gli ideali progressisti del decennio precedente si schiantano presto contro una realtà immobile e sgradevole, per fortuna gli slanci creativi sono invece in continuo fermento nella musica e nel cinema grazie a titoli della portata di "L'uomo che cadde sulla terra", un'opera sperimentale-esistenziale come solo in quegli anni poteva essere concepita. La storia se riassunta appare anche semplice, nel corso della visione però gli elementi sono frammentati e avvolti nel mistero, non è difficile subire quindi un senso di smarrimento come il suo stralunato, è proprio il caso di dire, protagonista alieno in cerca di acqua per il pianeta natio morente. Il senso sfuggente della pellicola deriva dal distacco della trama lasciata sullo sfondo, non è importante come nel 99% dei film, un aspetto che nel corso degli anni ha scomodato paragoni con i film "indecifrabili" di David Lynch, dietro la cinepresa del resto c'è Nicolas Roeg, uno dei più eccentrici e brillanti registi inglesi del periodo in quello che è forse il suo lavoro più ricordato insieme all'imperdibile horror "A Venezia un dicembre rosso shocking"(1973). Per avere una visione completa e più "lineare" del film esiste comunque la director's cut, purtroppo poco reperibile.

Nel ruolo dell'alieno compare David Bowie, non ancora trentenne e nel pieno del successo come (glam) rockstar, anzi si può dire che degli anni 70 è l'icona primaria per il suo trasformismo e, naturalmente, per i suoi dischi, colonna sonora di almeno due generazioni, dopo questa prova il cantante comincia a frequentare il cinema ("Miriam si sveglia a mezzanotte", "Memento") con molte soddisfazioni sino ai nostri giorni. Curioso sapere che dietro le quinte del set si aggira anche il figlio di Bowie, Duncan Zowie Haywood, futuro regista del notevole fantascientifico "Moon" (2009). Bowie è Thomas Newton, un alieno dalle sembianze umane fragile sia nella psiche che nel fisico, colpisce la sequenza in cui viene sollevato di peso dalla cameriera Mary-Lo, caduto in un mondo incomprensibile che può rivelargli dei messaggi profondi e coerenti nelle trasmissioni tv, la scena dei monitor nell'albergo, ma anche una serie di pericoli e incomprensioni. E dire che "L'uomo che cadde sulla terra" inizia nella maniera più classica, con la caduta di un oggetto misterioso nel centro di un lago mentre è la prolungata scena successiva, un uomo intento a scendere con fatica una montagna di sassi sotto lo sguardo di uno sconosciuto, ad avvertire che siamo di fronte a qualcosa di insolito.

Tratto dal romanzo omonimo del 1963 di Walter Tavis il film è uno sguardo duro e impietoso sulla società occidentale, insensibile anche di fronte la presenza di un essere alieno trascinato in un viaggio senza ritorno nelle debolezze terrene del denaro, sesso e alcool. Per tentare di costruire un'astronave che lo riporti a casa, Newton mette in piedi un impero finanziario grazie a dei brevetti rivoluzionari nel campo della fotografia (in pratica si tratta dell'impiego dell'attuale tecnica digitale) e si rinchiude in un isolamento dorato seguito dalla ex-cameriera Mary-Lo, una bella e brava Candy Clark ("American Graffiti"), una donna che tenta di scacciare la solitudine della sua vita con questo bizzarro "straniero": a dir poco memorabile la sequenza in cui si orina nelle mutandine quando scopre il vero volto di Newton, uscito dal bagno senza le lenti a contatto per mostrare agghiaccianti occhi da rettile e un corpo asessuato (Marilyn Manson ha preso diversi appunti per il suo look). Nel corso della vicenda Newton è rapito dai ricordi del pianeta di origine e dell'amata famiglia, uno scenario figurativo, povero ma creativo nella migliore tradizione della fantascienza anni 70, composto da sterminati spazi desertici e spartani costumi (simili a mute da sub con bombole) per una donna e due bambini dal make up alieno, intenti nei preparativi della partenza del capo-famiglia presso un'astronave-treno, quest'ultima incredibile nella sua resa artigianale di carta-pesta, eppure bellissima.

Un ulteriore tocco psichedelico-esoterico al tutto è portato dalla colonna sonora firmata da John Philips (membro dei celebri Mamas & Papas)e Stomu Yamashta modulata su bizzarri motivi country-rock, la scena spazio-temporale ambientata nel vecchio west, e momenti lisergici, si aggiungono inoltre canzoni di Roy Orbison, Louis Armstrong, Steely Dan, ecc. "L'uomo che cadde sulla terra" si abbandona ai piaceri della carne, non sono poche le scene di sesso presenti e in alcune compaiono anche dei genitali maschili (a riposo), il pene dell'attore Rip Torn nel ruolo del professore-scienziato Nathan Bryce viene impugnato da una scatenata studentessa, anche Bowie fa intravedere per una frazione di secondo un nudo integrale, l'attrice Candy Clark si concede in diversi scene senza veli. Uno dei produttori, Si Litvinoff, pochi anni prima aveva portato sullo schermo "Arancia Meccanica"(1971), forse non è un caso visto che la seconda parte della pellicola ha diversi punti di contatto con il film di Kubrick, anche il protagonista viene imprigionato e messo a disposizione di un'equipe medica dai metodi poco ortodossi (un'altra scena impressionante è il taglio di un capezzolo ) che ne sconvolgeranno per sempre la psiche. Nonostante girato negli splendidi scenari del New Mexico, una terra dove in pochi minuti si può passare dai deserti, ai canyon sino alla meraviglia delle foreste, il film è una produzione inglese cosi come la maggior parte del cast tecnico/artistico.

Film tutt'altro che spettacolare, per buona parte grottesco e pieno di allusioni simbolico-sessuali, può essere visto anche come riflessione sullo scorrere inutile e annichilente del tempo, tutti i personaggi invecchiano tranne Newton, e la vaga illusione di una felicità impossibile anche per un essere giunto da un altro mondo. Di recente uscito in dvd per un'edizione disastrosa: non è la director's cut e manca la traccia in inglese.

P.s: di solito evito riferimenti personali però questo film ha rappresentato uno dei miei veri traumi infantili, mi riferisco alla scena del bagno in cui Bowie si toglie le lenti a contatto, orrore puro.

Tit. originale: "The man who fall to earth"
paese: Inghilterra
Rating: 8/10

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