Capitan Kronos cacciatore di vampiri (1974)


Uno degli originali tentativi della Hammer dei primi anni 70 fatti per rinnovare il filone "vampirico" che l'ha resa celebre.

L'ex ufficiale Kronos, capitano delle guardie imperiali, solca le terre d'Inghilterra a caccia di vampiri insieme al fidato Grost, il coraggioso spadaccino è in missione per vendicare la morte dei suoi cari per mano delle creature della notte. L'invito di un vecchio amico lo conduce in una regione funestata dalle strane morti di giovani donne, ridotte in vecchie carcasse sanguinolenti da una misteriosa minaccia che Kronos sospetta essere un vampiro. Inizia una lunga caccia costellata di pericoli.

Forse troppo in anticipo sui tempi la celebre Hammer, verso la metà degli anni 70, prova a battere nuove strade producendo originali vampire-movie che falliscono però l'obiettivo di rinnovare il filone e, soprattutto, raggiungere i gusti del pubblico, nel 1974 escono "Capitan kronos cacciatore di vampiri" e "La leggenda dei 7 vampiri d'oro", accomunati da inedite componenti action e figure eroiche singolari, solo alcuni decenni dopo le intuizioni seminali e spettacolari di questi film verranno prese in considerazione e portate al successo. Capitan Kronos, l'eroe di "Capitan Kronos cacciatore di vampiri", difatti, è il prototipo del diurno Blade nell'omonimo action-horror del 1998, un cacciatore di vampiri armato di spade che vaga a cavallo nell'Inghilterra vittoriana, in compagnia dell'aiutante gobbo professore Hyeronimus Grost, un esperto di strani marchingegni acchiappa-vampiri un po' come il personaggio di Kris Kristofferson visto al fianco del citato Blade interpretato da Wesley Snipes.

L'azione è ancora marginale rispetto alle atmosfere gotiche-contadine dei film marchiati Hammer, ma già si intravedono intuizioni notevoli seppure non sfruttate, tanto che certi atteggiamenti del protagonista sembrano riecheggiare anche nel recente e riuscito fantasy-dark "Solomon Kane" (2009). Il capitan Kronos è una figura affascinante di cui si sa poco o nulla, a interpretarlo è l'aitante Horst Janson, un tipo alto e dal capello biondo discretamente lungo, nel corso della vicenda trapelano brevi ma significativi particolari del suo passato, si viene quindi a sapere che egli è un ex-ufficiale in missione contro il male rappresentato dai vampiri colpevoli di avere ucciso le persone a lui più care. Uno dei suoi passatempi preferiti è fumare "erba cinese"(?), mentre tra le sue armi figura una katana(!), elemento che lo distingue da tutti gli spadaccini di cappa e spada occidentali visti prima, recuperata con grande probabilità in un'avventura esotica precedente, purtroppo l'arma viene poco utilizzata ma quando questo avviene lascia il segno, è il caso di dire, si tratta di una sequenza in puro stile spaghetti-western all'interno di una taverna: tre energumeni sono pronti a scagliarsi su Kronos appoggiato al bancone, qui il montaggio diventa frenetico con inquadrature sempre più veloci sui volti dei contendenti, il fendente della lama del capitano parte improvviso ma viene solo suggerito e subito dopo mostrati i suoi effetti mortali sul corpo degli avversari, un intercalare sorprendente per un film Hammer degno dell'astrazione dei migliori film di Hong Kong del periodo (King Hu).

I vampiri della pellicola si differenziano dai soliti cliché, il nemico principale rimane inafferrabile come un assassino di uno slasher americano (o meglio, visto l'epoca, di un "giallo all'italiana"), non si vede il volto ma solo un essere incappucciato e, soprattutto, non succhia tanto il sangue quanto la linfa vitale delle sue vittime, tutte giovani ragazze in fiore, letteralmente, visto che alcune di loro sono sorprese mentre raccolgo omaggi floreali, le poverette vengono ritrovate con i corpi "aspirati" e raggrinziti in una crudele rappresentazione di invecchiamento precoce, buono il macabro make up sanguinolento dei cadaveri. Per trovare le tracce dei vampiri Grost escogita strane trappole, a dire il vero molto risibili, a base di ranocchie morte sotterrate in scatole di legno e campanellini legati ai cespugli, anche i vecchi metodi di impalamento non sembrano funzionare, a riguardo si ricorda la scena dell'eliminazione di un vampiro legato a una sedia, trafitto e impiccato inutilmente, poi ucciso quasi per caso dal contatto di una croce d'acciaio, lo stesso metallo che serve a Grost per forgiare una spada per il suo capitano. Capitan Kronos non si fa mancare nulla, nel prologo salva una ragazza imprigionata a una gogna, non una tipa qualsiasi visto che è quello schianto di Caroline Munroe, attrice stracult anni 70 ("L'abominveole Dr.Phibes", "La spia che mi amava", "Starcrash"), forse per sdebitarsi la giovane si concede in pratica subito all'eroe che non ci pensa su due volte, in queste buie e fugaci situazioni si può ammirare qualche centimetro nudo della splendida Munroe.

Finale molto classico, quasi alla Mario Bava, all'interno di un'antica villa in cui si svela la piaga che attanaglia la regione, c'è anche il tempo di un'altra schermaglia con le spade questa volta più canonica, non manca comunque uno stratagemma affisso alla lama determinante per il colpo decisivo. Questa è l'unica mirabile regia di Brian Clemens, molto più attivo come sceneggiatore (tra i suoi lavori, il serial "The Avengers" e il cult "Il mostro della strada di campagna"), nelle intenzioni della Hammer la prima indirizzata a una serie di film con protagonista Kronos, mai andata in porto per lo scarso riscontro di pubblico. Negli anni "Capitan Kronos cacciatore di vampiri" ha avuto, come spesso accade, una buona ma tardiva rivalutazione. Da molti considerato come la migliore opera degli ultimi decadenti anni della Hammer.

Tit.originale: "Captain Kronos - Vampire Hunter"
paese: Inghilterra
Rating: 7/10

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