Il mostro della palude (1982)



L'adattamento sulle gesta del mostruoso eroe Swamp Thing targato "DC Comics" diretto da Wes Craven.

In un laboratorio nascosto nelle paludi della Florida lo scienziato Alec Holland sperimenta un nuovo composto capace di aumentare la crescita delle piante mirata a debellare la fame nel mondo, alla ricerca è interessato anche il malvagio dottor Arton Arcane che insieme a un manipolo di uomini armati organizza una violenta aggressione. Lo scienziato Holland nel tentativo di fuga viene investito dalla prodigiosa sostanza che si infiamma con esiti catastrofici: l'uomo si trasforma in un mostro-pianta dai super poteri. L'agente governativo Cable, presente all'accaduto, tenta di nascondere le formule del composto dalle mire di Arton che la imprigiona, ma in suo aiuto giunge lo strano essere della palude ricoperto di melma.
Un periodo incerto quello a cavallo tra gli anni 70 e 80 per il regista Wes Craven, anche se di li a poco cala il jolly della vita con il mitico "Nightmare - Dal profondo della notte" (1984), quasi svogliato e lontano dalle belle e crude pellicole 70's "L'ultima casa a sinistra" (1972) e "le colline hanno gli occhi" (1977), forse per scelte sbagliate e progetti non a portata dell'autore come nel caso del live-action "Il mostro della palude" che anche gli stessi fans tendono a dimenticare. Certo la pellicola non è cosi brutta come viene dipinta, ma quasi. Piace l'ambientazione innanzitutto, una fitta vegetazione immersa nelle acque delle paludi, fondamentale elemento primordiale legato alle origini del mostro protagonista scaturito dal "solito" esperimento andato fuori controllo. In questo caso l'originale essere è il risultato di un composto chimico capace di modificare geneticamente le piante, un vero e proprio antenato degli attuali OGM, dagli effetti virulenti e fantasiosi visto che, se ingerito/somministrato, apporta delle trasformazioni mostruose in ogni cellula del corpo.

Non si può fare a meno di notare come il siero conteso dal colore verde fosforescente sia del tutto simile a quello, ben più famoso e dalle conseguenze non meno dannose, usato dal folle Dr. Herbert West nella successiva saga di "Re-Animator". Se nell'affascinante fumetto della DC Vertigo la creatura, Swamp Thing, viene restituita nel suo massimo orrore nella pellicola in questione la sensazione è quasi opposta, per non dire pacchiana, per niente credibile anche ai tempi della sua uscita. "Il mostro della palude" è girato in economia, i costi maggiori devono essere ricondotti all'allestimento del laboratorio che, in fondo, si riduce a dei comuni scaffali in metallo con qualche ampolla e monitor di circostanza, insomma il minimo indispensabile, per non parlare dell'apparato degli effetti speciali gommosi delle creature che, visti oggi, fanno davvero infinita tenerezza. Nel prologo si vede un giovane e simpatico Ray Wise, si lui, l'attore dallo sguardo folle famoso per essere il padre di Laura Palmer in "Twin Peaks", nel ruolo dello scienziato Holland che non esita a fare il marpione nei confronti del nuovo agente governativo di sorveglianza Cable: Adrienne Barbeau, un nome che evoca i capolavori di Carpenter (di cui era compagna) "Fog" (1980) e "Fuga da New York" (1981).

La Barbeau più che un agente in missione sembra una casalinga pronta a tosare il giardino di casa, poco importa, mostra qualche chilo in più ma ha ancora il suo fascino di donna risoluta e un decolté prorompente messo in bella evidenza, anzi, si rimane quasi sorpresi quando più avanti espone le sue grazie nude in una scena gratuita nelle acque della palude. Cable in fondo è la vera protagonista visto che Holland, dopo essere sparito inghiottito nella palude in una scena ridicola di petardi fatti saltare a pelo d'acqua, scompare, cosi come l'interprete Wise, per ritornare nella forma di Swamp Thing, sotto il cui costume-tuta alla clorofilla dall'aspetto ultra posticcio vi è lo stuntman Dick Durock, legato al mostro al punto da interpretarlo in seguito nel sequel, incredibile ma vero lo hanno fatto, "Il ritorno del mostro della palude" (1989) giudicato in maniera ancora più severa e in un serial tv, oltre 70 episodi, uscito nei primi anni 90.

I villains della vicenda sono interessanti, si riconosce il mitico Krug Stillo de "L'ultima casa a sinistra" (1972), David Hess, con quei lineamenti del viso di malvagità pura, in questa occasione a capo di un'improbabile plotone di militari mimetizzati con degli esilaranti rami infilati negli elmetti, il vero nemico di Swamp Thing è però rappresentato dal Dr. Arcane, l'attore di origini francesi Louis Jourdan presente anche nel sequel, che non esita a provare la sostanza verde che lo trasforma a sua volta in un mostro assurdo: una sorta di cinghialone-rettile!
Il secondo tempo de "Il mostro della palude" può fare scaturire due reazioni: risate incontrollabili, oppure sgomento. A un certo punto arriva una delle sequenze più bizzarre ,ambientata in un bordello di lusso con ragazze a seno nudo, con il test del siero sulla cavia consenziente Bruno, uno dei militari al soldo di Arcane, che si trasforma in un nano-scrondo(!), da sbellicarsi. Una riflessione intermedia sarebbe quella di prendere in seria considerazione la possibilità delle intenzioni di Craven nel rendere omaggio ai b-movies anni 50, se non addirittura a classici come "Frankestein" (1931) e "Il mostro della laguna nera" (1954), per certe immagini-icona della creatura che solleva in braccio la donna svenuta e condotta verso i meandri della palude. Nemmeno alcune sequenze d'azione inerenti gli scontri tra Swamp Thing e i militari bastano a salvare un film dagli effetti speciali non all'altezza, si tenta con gommose protesi di evocare il potere rigenerante di Swamp Thing nel momento del braccio amputato, mentre si susseguono curiosi stacchi di montaggio creati da inserti grafici "fumettosi" quanto scomposti.
Visto come b-movie-bizzarro può però, in qualche modo, intrattenere.

Tit.originale: "Swamp Thing"
paese: USA
Rating: 5/10

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