Ong Bak 3 (2010)


Il terzo capitolo della saga "Ong bak" con protagonista la star Tony Jaa in una storia mistica ambientata nel passato.

Il ribelle Tien è imprigionato dalle guardie del despota Lord Rasajena che lo massacrano di botte frantumandogli le ossa, all'indomani dell'esecuzione Tien viene tratto in salvo da un decreto imperiale e trasportato nei pressi di un villaggio nella foresta. Il ragazzo viene protetto da un altro assalto e curato da un monaco e una ragazza, nel frattempo Lord Rasajena deve fare i conti con un temibile guerriero dai poteri magici, detto "il corvo", il quale ha preparato un piano per spodestarlo. Tien si ristabilisce ma nuovi pericoli incombono sulla gente che lo ha aiutato.
Il terzo "Ong Bak" inizia un istante dopo la conclusione (brusca) di "Ong Bak 2", rievocato nei titoli di testa con sequenze flash-back di combattimento, Tony Jaa ("Ong Bak", "The Protector") è l'arruffatissimo eroe Tien incatenato come un salame contro una masnada di guardie pronte a colpirlo, si inizia bene quindi con una bagarre di pura violenza visto che l'eroe riesce per un momento a districarsi per abbattere una serie di avversari, grande montaggio e riprese-stunning ravvicinate, prima di soccombere sotto una gragnola di colpi devastanti, non è finita visto che la tortura continua con lo schiacciamento delle articolazioni per mezzo d tronchi giganti(!). Il ritmo sembra quello del capitolo precedente invece "Ong Bak 3" prende una piega differente, scompare quasi del tutto la componente weird-freak di personaggi bizzarri e stili di lotta variegati, anzi i combattimenti latitano in maniera preoccupante anche per il semplice fatto che l'eroe è messo fuori causa per almeno metà della pellicola.

Tony Jaa, anche regista e sceneggiatore, forse in cerca di qualcosa di diverso gioca la carta del misticismo con spruzzate di magia (nera), viene dirottata l'attenzione anche sul despota Lord Rasajena che ha il suo bel daffare con una maledizione scatenata dalle sue malefatte per raggiungere il potere, non ultimo deve vedersela con uno strano ed eccezionale combattente che dice di avere la soluzione dei suoi problemi, si tratta del Corvo, nome dovuto al look dark e mantella nera del personaggio interpretato da Dan Chupong, il protagonista dei notevoli "Born to fight" e "Dynamite Warrior", intravisto anche in "Ong Bak 2" nei confronti finali. Tien intanto è trasportato quasi cadavere in un villaggio dove viene curato da Pim, la ragazza al fianco dell'eroe già nel capitolo precedente, e da un monaco che come primo rimedio lo mummifica in un sudario di bende. In seguito la bella Pim comincia a tediare Tien con delle canzoni e balletti tradizionali, graziosi e delicati per carità, ma che portano via svariati minuti. Le cure funzionano, non si poteva dubitare, e Tien comincia a riprendersi, solo che ora l'uomo è diventato una specie di asceta con la barba che ama stare solo in mezzo alla foresta a compiere esercizi marziali infiniti, si perdono cosi almeno altri 20 minuti di "Ong Bak 3" intramezzati da pistolotti del monaco intorno al karma e il mondo delle ombre. Per smorzare i toni compare spesso e volentieri lo scemo del villaggio, ma non basta.

Le ambientazioni appaiono meno affascinanti e dettagliate del capitolo precedente, siamo sempre nel passato misterioso degli antichi templi edificati nelle odierne nazioni della Thailandia e Cambogia, mentre si notano sporadiche intrusioni di effetti in computer grafica(alcune manifestazioi di pratiche magiche: influssi, lampi, ecc.), a far rientrare nei canoni delle arti marziali "Ong Bak 3" ci pensa il Corvo che per attuare un disegno malvagio di conquista tende una trappola a Lord Rasajena e ai suoi uomini che soccombono sotto i colpi inarrestabili del guerriero vestito di nero e i denti marci, brevi ma piuttosto belle le coreografie degli scontri stretti tra le mura di un tempio in rovina con evoluzioni fantasiose e corpi scagliati contro alberi e pareti. Tien si rinfranca ma quando sembra avere ritrovato una dimensione di pace e amore scopre che il villaggio é stato messo a ferro e fuoco dal nuovo tiranno, il Corvo, che ha anche rapito Pim e altri civili per usarli come schiavi.

"Ong Bak 3" si avvia cosi verso un finale molto scontato, anche se la parte migliore è il pre-finale in cui Tien sia avventa contro un piccolo esercito di soldati con in dotazione degli elefanti, in pratica immancabili in ogni film di Tony Jaa, usati come trampolini di lancio per sferrare colpi e salti realistici e potenti, in questo frangente Tien sembra pervaso da una furia distruttiva, prende a gomitate in faccia un poveretto almeno cinque volte sino a quasi interrarlo, anche perché è sotto l'effetto di un'allucinazione ordita dal Corvo. Il duello finale tra Tien e il Corvo risulta invece, strano ma vero, molto deludente e con riferimenti magico-buddisti che sortiscono effetti poco spettacolari per il pubblico occidentale. Il film migliore della trilogia rimane "Ong Bak 2" mentre il più famoso è il primo che però sembra avulso, dato lo sfasamento spazio-temporale, dai suoi sequel. Tony Jaa forse, per un momento, si è preso troppo sul serio e ora deve fare i conti con un flop per certi versi annunciato già dal precedente film, che però aveva/ha il merito di essere dannatamente divertente.

Tit.originale: "Ong Bak 3" (intern.)
paese: Thailandia
Rating: 5/10

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Commenti

Joe80 ha detto…
mai piaciuto questo tony jaa.
Conosce la tecnica, è veloce, giovane, ma gli manca lo stile, il carisma e quella forza che fa nascere un iconografia distinguibile.
Insomma, lo vedrei bene sguazzare nei tv movie, se proprio deve continuare col cinema.

Ong back 3 è un film ridicolo, pasticciato, confuso, un ulteriore affossamento dopo il discutibile secondo capitolo.
Finora, il migliore resta the Protector, almeno aveva uno spiccato senso di spettacolo.
Sciamano ha detto…
Che difetta di carisma é vero, nel primo "Ong Bak"(x me mediocre) ai tempi la gente lo paragonava a Bruce Lee e me la ridevo di gusto...
Comunque il suo stile, la tecnica, ecc. gli appartengono. Ha influenzato gli ultimi anni del cinema di arti marziali, pure ad HK si vedono di frequente coreografie/colpi presi dai suoi film. The Protector é un gran bel filmozzo.