Carriers - Contagio letale (2009)


Quattro giovani in viaggio verso il nulla lungo le strade infette degli Stati Uniti.

Stati Uniti, I fratelli Brian e Danny, insieme a Bobby, la fidanzata di Brian e l'amica Kate sono in viaggio verso una lontana spiaggia, in fuga da una pandemia virale che ha ucciso gran parte della popolazione. Il viaggio è difficoltoso, la benzina scarseggia e i pochi sopravvissuti che si incontrano sono potenziali "infetti". I ragazzi per trovare una nuova macchina sono costretti a stringere un accordo con un uomo e una bambina, entrambi con i segni dell'infezione, insieme si dirigono verso un vicino paese dove un medico ha sperimentato una cura contro il virus.

Non un film di zombi ma dei suoi parenti stretti, gli "infetti", un'avventura ai confini dell'orrore che può essere vista come uno dei migliori esponenti nati dal seminale "La città verrà distrutta all'alba" (1973) di George A. Romero che, dopo avere sdoganato gli zombi con "La notte dei morti viventi" (1968), ha modellato sulla società moderna un'altra figura non meno inquietante, quella del "contagiato", l'ennesimo segnale di un'umanità che è morta dentro, dove il decadimento fisico è solo l'ultima fermata di una serie di errori e nefandezze. Il cinema U.S.A. comincia a prendere le distanze da certi cliché, la causa del male non è spiegata, esiste e basta, la gente si infetta con il manifestarsi di pustole e tosse che fa schizzare sangue, dietro al film però c'è (forse) una sensibilità europea, i fratelli Alex e David Pastor di origini spagnole, qui all'esordio importante, curatori della regia e, soprattutto, di una sceneggiatura con molta probabilità densa di tratti autobiografici, i protagonisti di "Carriers" sono infatti due fratelli.

Il film tratta un argomento piuttosto inflazionato, il recente remake "La città verrà distrutta all'alba", ma rifugge gli espedienti action e non vi è traccia di particolari effetti speciali, l'inizio è sorprendente, sembra di assistere alla classica situazione da film slasher con i quattro protagonisti in macchina diretti verso una meta di vacanza, invece bastano pochi istanti per capire che il quadro è distorto, del resto anche la prima inquadratura è capovolta dopo la visione del filmato amatoriale di una famiglia in riva al mare, il pericolo è una macchina messa di traverso che blocca il passaggio, un uomo si avvicina ai protagonisti per chiedere aiuto. Iniziano i guai, la zona è infetta. La storia è ben calibrata, piccoli avvenimenti che portano a drammi sempre più grossi, mentre gli attori sono ben affiatati e vertono sulla coppia di fratelli interpretati da Chris Pine ("Star Trek") e Lou Taylor Pucci ("The Horsemen"), due ragazzi dai caratteri molto diversi e conflittuali che non tardano a scontrarsi: Brian prende ogni decisione, Danny subisce in silenzio e vive nell'ombra del fratello.

Niente male anche le due ragazze, molto carine e non guasta: una è Piper Perabo ("Il nascondiglio del Diavolo") che nonostante abbia superato la soglia dei 30 si permette ruoli da ragazzina, è Bobby la ragazza di Brian, la bionda Kate, l'amica di Danny, è Emily VanCamp ("The Ring 2"), non le solite sciacquette ma brave a infondere intensità ai rispettivi personaggi, non sempre accomodanti e, in alcuni casi, dai tragici risvolti. La forza di "Carriers" è quella di avere protagonisti credibili e sofferti, da questo punto di vista sembra di assistere a un anti-"Benvenuti a Zombieland", anche qui c'è una fuga verso un posto migliore non contaminato e non mancano momenti divertenti, la partita di golf con bersagli le finestre di un albergo, ma la sensazione di incertezza non molla un solo momento e ogni nuovo incontro è una rivelazione di orrori e paure.

Gli eventi si incastrano con una successione impeccabile, senza mai scadere in esagerazioni o situazioni inverosimili, si tratta per i quattro protagonisti di seguire semplici ma basilari regole che possono salvare la vita, l'incontro con un padre e la figlioletta contaminata appare come "un film dentro un film", tanto è autonoma e ben delineata la piccola tragedia che si sta consumando, di seguito i ragazzi vedono in faccia il volto della follia in un ospedale di fortuna e la sgradita comparsa di una ristretta comunità di asettici e in tenuta anti-batterica uomini armati, anche se il vero nemico a volte ti siede proprio al fianco. Tra le sequenze più suggestive si ricordano la perlustrazione di una casa abbandonata con all'interno una sorpresa e il finale, quasi struggente e delicato, per nulla consolatorio che fluisce via come la vita, troppo breve e spesso ingiusta.

Tit.originale: "Carriers"
paese: USA
Rating: 8/10

Commenti

elgraeco ha detto…
L'ho adocchiato da diverso tempo, ma non ho avuto ancora modo di vederlo. Diciamo che mi conforta per l'appunto il fatto che si allontani da "certi cliché".
La tua rece mi ha fatto decidere definitivamente, lo vedrò. ;)
Sciamano ha detto…
E' tutto già visto ma gestito con grazia, gli attori mi sono piaciuti tutti. Grazie sempre x i tuoi commenti! ciao;)
AgonyAunt ha detto…
L'ho apprezzato molto anche io e anche io l'ho in qualche modo connesso a Zombieland. In qualche modo sembra un percorso alternativo e realistico, rispetto alla zombedy di cui sopra, su una comune base di diffidenza.
Sciamano ha detto…
Si, vero!.... tra l'altro "Zombieland" non mi é dispiaciuto del tutto, troppo leggero ok, troppi teenagers soprattutto. Però con "carriers" ha in comune anche un elenco di regole da seguire x salvare la pelle, qui però c'è tutta un'altra tensione, gran film mi ha sorpreso davvero. Ciao.