Kamui gaiden (2009)



Il live-action della storica serie manga ideata da Sampei Shirato con protagonista il ninja Kamui.

17° secolo, era Tokugawa. Kamui ha rinnegato l'ingiusto e violento codice dei ninja, ora vaga nelle terre selvagge del Giappone braccato da decine di guerrieri ninja inviati per eliminare il traditore. Il ragazzo trova riparo nei pressi di un villaggio di pescatori dove riconosce una donna dal passato ninja, è la bella Sugaru che si è rifatta una vita e messo su famiglia. Sugaru teme che Kamui sia un assassino dei ninja comparso per giustiziarla , inoltre non vuole rivelare al marito la sua vera identità medita quindi come eliminare il nuovo arrivato. In realtà la vendetta dei ninja non tarda ad arrivare in maniera più subdola.
In Italia l'opera di Sampei Shirato è conosciuta per essere la fonte primaria della serie animata "L'invincibile ninja Kamui" (26 episodi, 1969), uno dei vertici massimi della cultura manga nipponica e con molta probabilità il migliore omaggio alla figura del ninja di sempre. Da questa premessa giunge "Kamui gaiden", a dir poco atteso, l'adattamento prodotto nella madre patria in grado solo in parte di restituire lo splendore delle drammatiche avventure del ninja solitario Kamui. La figura incombente di Sampei Shirato si staglia a inizio pellicola con un montaggio dei disegni originali dell'autore utili a introdurre il personaggio di Kamui, il ninja rinnegato e in fuga verso un mondo migliore. Segue un secondo prologo, questa volta con immagini reali, di un infante Kamui nella sua prima esperienza di guerriero ninja, in queste scene è difficile non farsi prendere dallo sconforto per l'eccessivo impiego di computer grafica e wire-work che rende i combattimenti artificiosi, i danni de "La tigre e il dragone" (2000) si sentono ancora, con gente che vola senza alcun rispetto per la legge di gravità e scenari ritoccati in colorazioni innaturali.

"Kamui gaiden" concentra gli scontri a inizio pellicola e nel finale, nelle prime sequenze Kamui è circondato da un nugolo di ninja in una situazione tipica delle sue peripezie, l'azione si trasferisce nella boscaglia e in equilibrio sui tronchi degli alberi, tra lanci di pugnali ninja in bullet-time e salti improbabili, si può vedere anche una delle tecniche preferite dall'eroe nella presa del nemico in volo e fatto atterrare in verticale sul terreno per spezzargli il collo, il tutto con una ripresa al ralenti anche in questo caso fuori luogo per lo scarso realismo. Altro trucco riproposto, che i fans conoscono alla perfezione, è l'aggiramento dell'avversario per mezzo di un tronco d'albero dissimulato fatto passare come bersaglio. Nella serie animata i dettagli delle tecniche di combattimento e gli scontri sono centrali mentre nel film scivolano veloci, quasi banali, uno nei pressi di un fiume è influenzato in maniera pesante dalla computer grafica per descrivere un effetto sdoppiamento corporeo di Kamui intento a trafiggere il nemico. Insomma "Kamui gaiden" tentenna proprio sull'aspetto fondamentale delle arti ninjutsu ma si riscatta nelle ambientazioni, il villaggio dei pescatori sembra uscito dalle tavole del manga, e nei personaggi che hanno i tratti fisionomici ideali e una certa personalità.

Kamui è interpretato da Ken'ichi Matsuyama ("Nana", "L change the world"), molto apprezzato tra le teenagers giapponesi, un degno volto per l'eroe protagonista e fornisce una buona prova anche dal punto di vista coreografico, il personaggio principale femminile, l'ex ninja Sugaru, è da ricondurre invece alla bella Koyuki ("L'ultimo samurai", "Blood the last vampire"), attrice esperta e affascinante che assurge a ruolo di co-protagonista. Ottimo anche il resto dei comprimari tra i quali spicca il pescatore Hanbei di Kaoru Kobayashi.

L'approccio della pellicola è meno cruento e riflessivo rispetto alla fonte originale, la sceneggiatura di Kankuro Kudo ("Zebraman") riprende alcune situazioni della serie, come il bizzarro motivo che spinge un uomo a mozzare l'arto di un cavallo, e li mescola senza troppi stravolgimenti, anche se il plot principale è costruito intorno alla comunità del villaggio dei pescatori che riguarda invece gli episodi conclusivi. Viene sacrificata l'introspezione solitaria di Kamui e il suo vagare in un territorio selvaggio segnato dalla dura lotta per la sopravvivenza del mondo animale, in un tragico parallelo di crudeltà e ingiustizia che regolano la vita di uomini e animali, si perde per strada il pessimismo di fondo mentre la parte centrale della pellicola è anche troppo popolata di personaggi e comparse ma la regia di Yoichi Sai ("Blood and bones")riesce a sopperire la mancanza di azione, incredibile a dirsi in un film sul ninja Kamui(!), e mantiene a sufficienza la tensione sull'imminente resa dei conti con i ninja sempre più impalpabili ma incombenti.

Nei primi anni 90 il wuxiapian "Moon Warriors" aveva già omaggiato Kamui, anche le scenografie erano simili, comparivano assurde sequenze acquatiche che in "Kamui gaiden" si ripropongono con maggiore forza per mezzo della computer grafica nella realizzazione di numerosi squali, protagonisti di diversi momenti divertenti, presi ad arpionate e fatti a fette da una masnada di misteriosi pirati giunti con un pittoresco vascello, molto bello il set-design. Il leader dei pirati è Fudo, l'eccellente Hideai Ito ("Princess Blade", "Sukiaky Western Django") che rischia di essere il migliore del cast, un abile e carismatico guerriero che nasconde un segreto. Bello il finale denso di combattimenti, finalmente si vedono sfuggenti dei ninja mascherati nel loro tipico costume nero, e le coreografie sono stavolta senza cavi e violente, non abbastanza da nascondere la sensazione di avere assistito a un'occasione sprecata. Si poteva e doveva fare meglio.

Tit. originale: "Kamui gaiden" (intern.)
paese: Giappone
Rating: 6/10

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