La resa dei conti (1966)



Fantastico western all'italiana con Lee Van Cleef e Tomas Milian.

Corbett, temibile cacciatore di taglie, viene assoldato da un ricco possidente per eliminare un messicano colpevole di avere seviziato e ucciso una ragazzina. In cambio del servizio Corbett potrà ambire alla ricchezza della vita politica da senatore, ma per l'infallibile pistolero conta più di ogni altra cosa il senso di giustizia. Inizia una furibonda caccia all'uomo ma Corbett, più il tempo passa, comincia a sospettare che "Cuchillo", il messicano braccato, è solo la pedina di un affare più grosso.

Si inizia con un'appassionante sfida uno contro tre nei pressi di una zona montuosa, il pistolero solitario è il cacciatore di taglie Corbett interpretato da Lee Van Cleef e, visto che i suoi avversari hanno terminato le munizioni, schiera tre pallottole sopra un tronco per dare loro la possibilità di ricaricare le armi. A turno i gaglioffi tentano di sorprendere Corbett ma finiscono annichiliti dalla velocità della sua pistola. Si apre cosi il western di Sergio Sollima, preceduto dagli psichedelici titoli di testa segnati dall'incedere delle musiche di Morricone, un regista che riesce a replicare le migliori suggestioni dei film di Sergio Leone con uno stile personale premiato dal successo di pubblico e critica. Siamo nell'epoca d'oro del filone poi conosciuto con il termine non proprio felice di "spaghetti western" ma ormai entrato nell'uso comune, sono gli stessi anni che vedono le opere di registi "specialisti" come Corbucci ("Django"), Tessari ("Una pistola per Ringo"), Valerii ("Per il gusto di uccidere") ecc. ma anche di altre centinaia di titoli per la maggior parte raffazzonati nati per sfruttare il diffuso successo del western all'italiana.

"La resa dei conti" è un classico assoluto nel suo (sotto)genere, di un'importanza capitale se si considera che si tratta del lancio definitivo per Tomas Milian in Italia, qui nel ruolo dello straccione "Cuchillo", un film in primo luogo avventuroso e divertente ma pieno di sottotesti sociali neanche troppo velati dato le differenze marcate dei protagonisti. Da una parte i ricchi e violenti guidati dall'implacabile Corbett e dall'altra i poveri oppressi e sempre in fuga con le fattezze del peones proletario Chucillo, nome questo dovuto alla passione per i coltelli.
Lee Van Cleef con la sola presenza fisica impressiona a ogni entrata in scena, sembra uscito dal set di "Per qualche dollaro in più" girato l'anno prima con il maestro Leone, l'attore é nato per questi ruoli da killer implacabile e di poche parole, all'inizio rappresenta il male puro ma con l'evolversi della situazione scopriamo avere intenti nobili, anche se sottolineati da una misoginia marcata visto che non sembra provare interesse alcuno per le donne che gli si parano davanti, tra le quali una dominatrice (Nieves Navarro) a capo di un ranch e il suo gruppo di vaccari.

La pellicola si regge su un soggetto semplice, un uomo braccato ingiustamente da un mastino della legge, ma talmente efficace da essere poi preso in seguito come esempio, il personaggio Cuchillo cosi buffo e pezzente è un'altra intuizione geniale cui buona parte della riuscita merita senza ombra di dubbio a un Tomas Milian indimenticabile, il personaggio ritorna anche in "Corri uomo corri" (1968), ideale terzo capitolo della trilogia di Sollima impreziosita dal precedente "Faccia a faccia"(1967), ancora con Milian affiancato questa volta da Gian Maria Volonté (!)e da molti considerato il capolavoro del regista. Gli incontri tra Corbett e Cuchillo sono tutti esilaranti e pieni di trovate al limite del grottesco, tra sparatorie ed evasioni rocambolesche, lungo gli scenari del Texas e del Messico riprodotti nelle desolate lande dell'Almeria (Spagna) con ottima resa. La pellicola raggiunge vette epiche per merito del "solito" Ennio Morricone, il maestro si concede in alcune composizioni strepitose che non hanno nulla da invidiare a quelle più famose dei film di Leone, dai titoli di testa sino alle tese scene finali irrompe il magnifico score musicale del più grande compositore italiano diretto dall'orchestra di Bruno Nicolai.

Finale memorabile con alcuni duelli ormai entrati nella storia del western all'italiana, uno con protagonista Cuchillo che affronta il nemico armato di un solo coltello nascosto dietro al collo, tutta da vedere la posizione preparatoria quasi da arte marziale di Tomas Milian, un secondo più classico con Lee Van Cleef alle prese con un barone prussiano (!) fanatico delle armi per una sparatoria cruenta e diretta con grande senso dello spettacolo da Sollima, un nome questo troppo spesso dimenticato. Un film veramente strepitoso conosciuto con il titolo internazionale di "The Big Gundown".

paese: Italia
Rating: 9/10

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