I sopravvissuti della città morta (1983)


Un action avventuroso anni 80 diretto da Antonio Margheriti.

L'esperto ladro Rick Spear viene assoldato da un lord inglese per trafugare un reperto archeologico: lo scettro di Gilgamesh. Sulle tracce dell'oggetto vi è anche una setta di arabi convinti che il prezioso manufatto possa conferire incredibili poteri e ricchezze. Inizia una vera caccia al tesoro tra agguati e inseguimenti sino a una misteriosa città sepolta.

In pieni anni 80 il cinema di genere italiano è ancora attivo per merito dei suoi ultimi e più prestigiosi alfieri come Antonio Margheriti, il regista proveniente dalla fucina irripetibile degli anni 60, un cinema exploitation totale ricalcato sui successi americani dell'epoca a partire da "I predatori dell'arca perduta" (1981) di Spielberg. "I sopravvissuti della città morta" segue il precedente tentativo fantasy avventuroso "I cacciatori del cobra d'oro" e ripropone lo stesso cast protagonista maschile capeggiato da David Warbeck, il mitico interprete del capolavoro "L'aldilà" (1981) di Lucio Fulci e già collaboratore di Margheriti, famoso per lo pseudonimo anglofono Anthony M. Dawson, in altre pellicole come il notevole vietnam-movie "L'ultimo cacciatore" (1980).

Il film visto a distanza impressiona ancora per la povertà dei mezzi utilizzati, si può dire per davvero che con poche lire Margheriti è riuscito ad allestire un prodotto dignitoso e quasi miracoloso per merito di doti fuori dal comune nella gestione delle scenografie ed effetti speciali, le stesse qualità che hanno portato Kubrick ai tempi di "2001 Odissea nello spazio" (1968) a chiedere consigli e consulenze al regista italiano, un maestro nel ricreare con mezzi risibili sequenze spettacolari ed efficaci. Ulteriori esempi di questa attitudine si ripropongono nel corso de "I sopravvissuti della città morta" in sequenze pazzesche ricreate con modellini e miniature che riescono quasi nell'intento di risultare realistiche, si veda l'esplosivo inseguimento in macchina nei pressi di uno scalo ferroviario, con gli autoveicoli che saltano attraverso i vagoni di un treno in corsa, senza contare il rovinoso finale situato nel sottosuolo.

I set di ripresa sono tutti ricavati in Turchia, in larga parte a Istanbul e in Cappadocia, nello stesso periodo Margheriti gira back to back il fantascientifico "il mondo di Yor", altra opera imperdibile del regista, accompagnato ancora una volta dal fidato Luciano Pigozzi, un vero monumento del cinema di genere italiano frequentato come attore in oltre 106 (!) titoli tra i quali perle come "6 donne per l'assassino" (1964) e "perché quelle strane gocce di sangue sul corpo di Jennifer" (1972), un nome troppo spesso dimenticato che da solo vale spesso l'intera visione dell'opera in cui compare. In questa occasione Pigozzi, attore che già da giovane aveva una fisicità da anziano, è il personaggio "piattola", un uomo che conosce l'ubicazione dello scettro di Gilgamesh.

David Warbeck è un eroe in stile Indiana Jones molto ironico e propenso all'azione, in una delle prime scene ricorda anche lo Jena Plissken (dei poveri) di Kurt Russel quando si introduce in maniera furtiva in una villa, attirato da un ricco inglese intenzionato a testare le capacità di Rick Spear. Sin dai primi minuti si manifestano le criminali intenzioni di una banda di arabi, vestiti come uno se li immagina con i tipici copricapi da sceicchi, guidati da un leader pronto a tutto pur di arrivare al leggendario scettro di Gilgamesh, un tipo che assomiglia nel corso della vicenda sempre di più al cantante Toto Cutugno (!). L'immagine dei "cattivi" della pellicola risulta cosi caricaturale da essere impensabile per i giorni odierni, al limite del cripto-razzismo e divenuta materiale incandescente in epoca di post 11 settembre. Al fianco di Warbeck anche il maturo John Steiner, altro frequentatore del cinema italiano ("Shock", "Caligula", "Tenebre"), e la bella di turno Susie Sudlow in pratica nella sua unica apparizione.
Seconda parte del film piena di ironia, il rilievo montagnoso a forma di svastica che nasconde la città sepolta, e azione ricalcata sulle suggestioni del film di Spielberg citato a piene mani (serpenti e trappole comprese) sempre con un'idea di cinema spettacolare e piena di ritmo congegnata in siti archeologici nella realtà infestati da orde di turisti, fatti passare con astuzia come i luoghi di una civiltà perduta.

paese: Italia/Turchia
Rating: 7/10

Articoli collegati:
Joko invoca Dio....e muori

Commenti