L'impero dei lupi (2005)


Un action esoterico diretto da Chris Nahon con protagonista Jean Reno.

Parigi. Anna, moglie di un alto funzionario è preda di un'inspiegabile perdita di memoria e forti allucinazioni, la donna inoltre scopre di avere subito un intervento di chirurgia plastica. In città una coppia di detective è sulle tracce di un assassino che uccide e sfigura giovani donne clandestine . La ricerca della vera identità di Anna si incrocia con l'indagine della polizia, un pericoloso viaggio ammantato nel mistero e intrighi internazionali che portano sino alle terre della Turchia, la patria dell'organizzazione criminale "Lupi grigi".

Film in generale stroncato da critica e pubblico per diversi motivi, primo fra tutti quello di non essere collocabile in un genere preciso, "L'impero dei lupi" è un temerario action che si lorda di atmosfere horror, sterza verso la fantascienza e per gradire affonda nel poliziesco con intrighi internazionali di droga e terrorismo, un calderone per molti poco digeribile da ricondurre alla fonte d'ispirazione, il libro omonimo di Jean Christophe Grangé, autore noto per un altro best-seller tradotto su pellicola intitolato "I fiumi di porpora". In Francia da ormai oltre un decennio si ha il coraggio di rischiare e mettere sul piatto 24 milioni di euro, tanto è costata la pellicola, per una produzione dai toni oscuri e poco invitanti, al limite del suicidio commerciale. Alla regia Chris Nahon, al secondo film importante dopo il martial-art movie "Kiss of the Dragon" (2001), disinvolto nella conduzione dei personaggi in atmosfere plumbee e notevoli sequenze d'azione, tornato di recente con il live-action dell'anime horror "Blood The Last Vampire".

"L'impero dei lupi" si declina in svariate suggestioni e senso di smarrimento, lo stesso riscontrabile nel personaggio di Anne Heymes colpita da un'inquietante perdita di memoria e terribili allucinazioni, la confusa ragazza interpretata da Arly Jover ("Blade") ricorda le fattezze dell'eroina di "Ghost in the Shell" (1995), non a caso visto che anche nell'anime è centrale il tema del controllo della mente. La Jover interpreta il personaggio-chiave del film con emotività e convinzione, difficile dimenticarla sotto la pioggia a Notre Dame con le note di un'evocativa "Kill everything" cantata da Skin. Il resto della colonna sonora è anche meglio, curata in gran parte da Olivia Bouyssou, modulata su affascinanti techno ritmi dal sapore medio orientale, la vicenda infatti si snoda nel quartiere turco di Parigi mentre la parte finale si svolge dove tutto è cominciato, in Turchia. Il taglio della pellicola è da noir con risvolti horror, non si risparmiano macabri ritrovamenti di cadaveri seviziati e discussioni intorno ai tavoli di obitori, "L'impero dei lupi" è anche un singolare buddy-movie grazie a una delle coppie di sbirri più disarmoniche mai viste: il giovane e ligio capitano Paul Nerteaux e l'impresentabile Schiffer, poliziotto fuori servizio ripescato per le sue conoscenze sul campo.

Jocelyn Quivrin è il capitano Nerteaux, l'attore considerato come la migliore promessa del cinema francese muore a 30 anni in un incidente stradale nel novembre del 2009 , un tragico destino che ha cancellato in un attimo bellezza e talento come nel caso di Heath Ledger, "L'impero dei lupi" è l'occasione per vederlo in un ruolo da duro al fianco di Jean Reno. Quest'ultimo si permette di vestire i panni ambigui di Schiffer, un poliziotto in pensione con camicie hawaiane, capello ossigenato e baffi neri collegati alle basette, un personaggio sempre sul filo del rasoio che non esita a utilizzare metodi brutali (le dita tranciate a un tizio) per estorcere informazioni.
Non sempre chiaro da seguire il film scivola in una Parigi oscura di fogne e locali notturni popolati da punk, le scenografie sono curate ed eleganti e la tecnica di Nahon scompone gli spazi con inquadrature ricercate e zoom spettacolari, a rendere tutto più spiazzante la presenza incombente dei "Lupi grigi", l'organizzazione criminale turca, inserita nel tessuto cittadino per i traffici più loschi sino alla scoperta di un assassino vestito da ninja. La scena più spettacolare, nella quale avviene il ricorso maggiore agli effetti speciali, è uno scontro esplosivo al cimitero Peré la Chaise all'interno di un edificio funebre in cui viene fatta saltare, dopo una furibonda sparatoria, un'enorme scala a chiocciola di ferro, una location gotica straordinaria piena di nebbie e ombre in linea con il mood funereo della vicenda.

Accecato dal sole invece il finale ambientato prima a Istanbul e in seguito in Cappadocia nella tana dei "Lupi grigi", compaiono anche strani riferimenti a idoli pagani e una resa dei conti che regola i torti del passato, in un crescendo di morti ammazzati e impiego di forze speciali che si fanno largo a colpi di bazooka. Splendida l'ultima sparatoria interrotta all'improvviso dai titoli di coda, una conclusione secca da vero b-movie di lusso quale è "L'impero dei lupi". Tra le curiosità: poco sfruttata, un vero peccato, compare anche l'italiana Laura Morante nel ruolo di una dottoressa giunta in aiuto della protagonista. Uno dei titoli più sottovalutati del decennio scorso.

Tit.originale: "L'empire des loups"
paese: Francia
Rating: 7/10

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