Sword of the stranger (2007)


Uno dei migliori film d'animazione degli ultimi anni sul mondo delle arti marziali nell'antico Giappone.

Il piccolo Kotaro è in fuga insieme al suo cane dalle grinfie dei Ming, una stirpe di guerrieri provenienti dalla Cina giunti in Giappone per stanarlo a tutti i costi. Kotaro sulla strada incontra un giovane samurai senza nome con il quale stringe amicizia, dopo le prime incomprensioni il samurai si prende a cuore le sorti del bambino che viene braccato per un strana ragione legata all'eclissi di luna incombente. Tra le fila dei Ming compare un guerriero di origine occidentale, Raro, ossessionato dalla ricerca di un avversario degno della sua spada.

Prodotto dallo studio Bones ("Cowboy Bebop", "Fullmetal Alchemist", "Eureka SeveN", ecc.) "Sword of the stranger" è un lungometraggio anime sul mondo delle arti marziali immerso in un contesto storico del passato, un argomento poco battuto nel panorama dell'animazione nipponica degli ultimi tempi, una rarità o poco ci manca, l'opera si segnala per una qualità sopra la media al punto che per scomodare un paragone degno bisogna andare indietro a "Ninja Scroll" (1993).
"Sword of the stranger" è un film già visto 1000 volte di cui però non si può fare a meno, le influenze cinematografiche corrono dai classici del chambara sino ai western(spaghetti) ma appare evidente anche l'estro tutto nipponico di serie immortali come "Lone wolf and cub" e altri successi degli anni 70, il tutto concepito con l'urgenza degli anni correnti, con animazioni fluide e particolareggiate, incentrate per buona parte su alcuni dei più impressionanti combattimenti (mai) visti in un anime, un miracolo di sospensione tra realismo e affabulazione come solo un cartone animato giapponese può trasmettere.

Il character design dei protagonisti è vincente, un compromesso anche in questo caso tra il passato e le linee ardite del presente, si entra subito in sintonia con i personaggi ricalcati su decine di eroi precedenti, quasi in una formula collaudata ma spesso difficile da replicare, a partire dal piccolo pestifero Kotaro di cui si teme per l'incolumità e la minaccia portata da temibili guerrieri di origine cinese. Non il solito ragazzino tutte smorfie, a tratti è persino antipatico. Il suo fido Tomibaru, l'inseparabile cane, è un miracolo di rappresentazione tanto da essere uno dei veri protagonisti, impossibile non fremere per lui, un po' come succede(va) per Flender in "Kyashan". Il guerriero che incrocia la strada di Kotaro è un misterioso samurai, perseguitato da incubi del passato a cui è legato il voto di non usare la spada, un tipo solitario chiamato Senza Nome pieno di cicatrici sul corpo, una figura classica dal forte retrogusto romantico che funziona sempre (o quasi), il destino di sangue e violenza lo porta di nuovo, come facile intuire, a sguainare la spada tenuta immobilizzata alla custodia da una corda.

A scoprire la lavorazione di "Sword in the stranger" si rimane stupiti dalla cura maniacale di ogni aspetto che neanche in diversi film live-action si può riscontrare, l'animazione è una forma d'arte altissima e nulla viene lasciato al caso. Dal fondale meno appariscente sino all'effetto di un fiocco di neve che si deposita nell'immagine, tutto viene studiato/approvato/discusso e rielaborato per ottenere il risultato migliore, le scenografie del film sono un tripudio di colori autunnali e l'arrivo dell'inverno giustifica diverse sequenze innevate, sempre più raffinate e spettacolari. Anche la colonna sonora è determinante per la resa finale, che non si può definire se non epica, da seguire in apnea nel combattimento gigantesco conclusivo, a dir poco emozionante.

Quello che convince meno è la storia a tratti pretestuosa, con riferimenti un po' troppo fantasiosi rispetto agli avvenimenti realistici che si susseguono, sulle ragioni che spingono i Ming a perseguire Kotoro e la costruzione di un altare sacrificale gigantesco, un set che diviene il teatro dei combattimenti finali. Per fortuna il disegno esoterico-alchimista che si intravede rimane sotterraneo anche se è l'elemento scatenante, riaffiora invece il secolare scontro tra Cina e Giappone ma i buoni e i cattivi si contano in entrambi gli schieramenti e spesso stringono accordi in comune. Tra i nemici più pericolosi di Kotaro e Senza Nome compare Raro, il formidabile guerriero Ming dai capelli biondi, che vive solo per quel momento in cui troverà sulla sua strada un avversario in grado di impensierirlo, e forse quel giorno è arrivato dopo avere visto l'abilità del giovane samurai.

L'animazione si pone a livelli altissimi con un ricorso alla computer grafica minimo, per lo meno si intuisce solo in brevi momenti, mentre i concept di base sono tutti disegnati a mano, le scene dei combattimenti di spada sono rapide, travolgenti ma fanno percepire la dinamica delle coreografie e si abbattono con un ritmo implacabile per uno spettacolo imperdibile per gli appassionati delle arti marziali. "Sword of the stranger" è un anime violento, il sangue sgorga a fiotti per un vortice frenetico di emozioni e divertimento che è un vero peccato lasciarsi sfuggire. Disponibile in lingua italiana, ottimo il doppiaggio.

Tit.originale: "Sword of the stranger" (Intern.)
paese: Giappone
Rating: 9/10

Commenti

Simone Corà ha detto…
Mi ero perso questo post, e mi ero perso pure il film. :-P
Ottima dritta, da recuperare al più presto.
Sciamano ha detto…
Figurati, frequento poco il mondo dell'animazione degli ultimi anni(mi sa che qui l'esperto sei tu) ma questo secondo me vale la pena;)