Belva di guerra (1988)


Un carro armato russo in balia dei mujaheddin nell'inferno dell'Afghanistan in guerra.

Afghanistan, 1981. L'esercito russo è impegnato nella conquista del paese, le truppe avanzano coperte dal fuoco dei carri armati. Nel corso dell'attacco a un villaggio pasthu l'equipaggio di un carro T-55 perde la via del ritorno e si infila in un'impervia valle desertica. I mujaheddin sopravvissuti al massacro organizzano una rappresaglia e giurano vendetta, a piedi i guerriglieri inseguono il carro per una lotta senza esclusioni di colpi e trappole mortali.La guerra fredda è agli sgoccioli ma gli americani, e di conseguenza l'occidente, hanno una visione del mondo piuttosto precisa sul finire degli anni 80: i russi sono ancora i nemici di sempre e chi subisce il loro dominio delle vittime da guardare con benevolenza. Discorsi molto semplificati ma che al cinema ai tempi funzionavano, "Belva di guerra" è un film rigoroso con poche concessioni allo spettacolo puro ma in fondo tratta le stesse problematiche dell'improbabile "Rambo 3"(1988), con Stallone/Rambo a braccetto con i guerriglieri afghani oppressi dall'invasore russo. Con il fatidico 11 settembre 2001 la situazione ha preso una piega quasi imbarazzante, ancora prima che drammatica, visto che le stesse popolazioni definite eroiche in certe pellicole sono ora riconosciute come la culla del terrorismo internazionale e base degli odiati talebani, le formazioni di studenti coranici nate negli anni 80 proprio per contrastare l'invasione straniera.

Mentre la storia si fa beffe dei conteggi(politici) approssimativi degli occidentali e apre scenari sconcertanti, il cinema, di riflesso, resta a guardare e sul conflitto in corso, iniziato con gli attacchi USA nel 2001 in Afghanistan, non produce (sinora) nessuna pellicola significativa sull'argomento. Per paradosso, sapere che combattere un afgano sul suo territorio è a dir poco proibitivo, basta(va) dare un'occhiata a "Belva di guerra", un grandissimo war-movie molto vicino alla realtà, prodotto dagli americani ben felici di delineare la disfatta russa, con l'avvincente duello tra un carro russo e un manipolo di straccioni ma irriducibili guerriglieri pronti a tutto, anche al sacrificio per vendicare il sangue degli innocenti. Non mancano figure ambigue e disgustose, il guerrigliero con gli occhiali da sole, ma i mujaheddin presenti nella pellicola danno grande dimostrazioni di coraggio e umanità, tra gli altri si riconosce il volto noto di Kabir "Sandokan" Bedi a dispensare la saggezza di un leader offuscato da una brutta ferita alla gamba.

"Belva di guerra" è inoltre un film sul carro armato, forse il migliore in questo sotto-filone bellico(per gli "appassionati" da non perdere il recente "Lebanon"), la prima sequenza dell'attacco al villaggio è di una bellezza terribile, con un campionario di riprese tutte concentrate sulla potenza distruttiva di uno strumento di morte, protagonista di svariati conflitti che hanno segnato la storia dell'umanità. Il mezzo cingolato incombe in ogni inquadratura, non mancano anche momenti claustrofobici al suo interno, e funge da prolungamento meccanico del folle capo-carro interpretato da un superlativo George Dzunzda ("Il cacciatore") che non esita a lanciarlo sul corpo steso di un poveretto, stritolato in una scena raccapricciante. La crudezza della guerra è ben restituita e la brutalità dell'esercito russo sulle popolazioni è continua con corpi carbonizzati, esecuzioni e demolizioni di edifici, sino al subdolo rilascio di veleno nei pozzi acquiferi.

La regia è di Kevin Reynolds che si è fatto un nome con i film diretti per la star Kevin Costner ("Fandango", "Robin Hood principe dei ladri", "Waterworld") ma questo "Belva di guerra" resta la sua opera migliore, ancora poco conosciuta, con sequenze d'azione sempre ispirate e cariche di tensione, stagliate in splendidi paesaggi desertici ricavati in medio-oriente (Israele). "Belva di guerra" non concede tregua e si sviluppa nel giro di due giorni da incubo per l'equipaggio del carro, mentre il sole diventa rovente e il territorio sempre più spettrale. Uno dei componenti del carro è il sex-symbol(mancato) Jason Patric, a lui spetta la parte meno realistica se si vuole trovare il pelo nell'uovo, un soldato russo ribelle molto vicino alla gente che è costretto a combattere, l'attore però è molto bravo e rimangono impresse le sequenze emozionanti mentre imbraccia un lancia-razzi RPG. Il ragazzo a capo dei mujaheddin è Steven Bauer, bella faccia da "talebano", era il giovane amico di Tony Montana in "Scarface" (1983). Imperdibile.


Tit. originale: "The beast"
paese: USA
Rating: 8/10

Commenti

Alex McNab ha detto…
Uno dei miei film di guerra preferiti.
Incredibilmente sottovalutato...

Buon Natale, Sciamano! Commento ogni morte di Papa, ma ti leggo sempre ;-)
Sciamano ha detto…
Alla fine é un film poco visto, peccato....Grazie e auguri!!