Gli eredi di King Kong (1968)


Godzilla guida un esercito di mostri nel classico della fantascienza nipponica diretto da Inoshiro Honda.

Godzilla e altri mostri giganti sono tenuti sotto controllo in un'isola al largo del Giappone. Una strana dispersione di gas giallo però sconvolge i sistemi di sicurezza e getta nel caos la zona, le conseguenze sono devastanti visto che gli ospiti mostruosi si sono allontanati per ricomparire nelle città più importanti del mondo con esiti disastrosi. Dietro si nasconde il disegno di conquista di una misteriosa razza aliena, solo l'equipaggio di un missile lunare può scongiurare il pericolo che incombe sull'intera umanità.

L'orribile titolo italiano riecheggia il precedente "King Kong il gigante della foresta" (1967) e deve avere fatto di sicuro dei danni, tanto per cominciare di King Kong non vi è traccia, mentre a molti può essere sfuggito il fatto che si tratta di un kaiju eiga con il leggendario lucertolone Godzilla, il mostro atomico incarnazione delle paure e simbolo stesso del Giappone. E' un film piuttosto importante visto che all'epoca doveva trattarsi del capitolo finale, l'ottavo, di una saga nata con il mitico "Godzilla" (1954), poi proseguita per decenni, l'occasione inoltre per riunire i mostri della Toho con a capo, naturalmente, Godzilla voluta dal suo creatore, il produttore Tomoyuki Tanaka che, per fare le cose in grande, richiama il regista Inoshiro Honda, celebre per il primo "Godzilla", il team degli effetti speciali di Tsuburaya e il compositore della bella colonna sonora marziale Akira Ifukube.

"Gli eredi di King Kong" è una sfrenata opera che unisce il monster-movie con la fantascienza spaziale, la vicenda si snoda in svariati luoghi della terra e del suo satellite, la luna, anche se è l'isola dei mostri a rimanere impressa con forza, grazie alle sue adorabili creature gommose che sino ad allora non erano mai state tanto numerose in una sola pellicola. Per la riproduzione dei mostri Godzilla, Angilas, Gorosaurus, Varan, Minilla, Baragon e Rodan vengono utilizzati dei costumi indossati da stuntmen, mentre Kumonga, Manda e Mothra sono gestiti meccanicamente, per l'apparizione di King Ghidorah verso il finale si dice che per animare i suoi movimenti sono stati predisposti più di 20 tecnici. Godzilla ha sempre una considerazione di rilievo ma deve abbandonare la scena più volte per dare spazio alle gesta degli altri mostri, non può sfuggire inoltre la presenza di suo figlio Minilla, comparso nelle precedenti avventure, defilato e sorridente (!) si concede il lancio di un raggio atomico a forma di anello scaturito dalla bocca.

La pellicola è un grosso sforzo scenografico di miniature ed effetti speciali atti a ricostruire interi scenari in scala ridotta di paesaggi, città e automezzi nella migliore tradizione dei kaiju eiga giapponesi, in questo caso senza limiti visto che oltre ai mostri e la terra compaiono anche astronavi spaziali, dischi volanti e il suolo lunare. Le ambientazioni e i temi trattati anticipano le sensazioni delle opere di Go Nagai, in questo caso arriva sulla terra una civiltà aliena che vuole dominare il mondo insediandosi nel sottosuolo (Jeeg Robot D'acciaio), intanto misteriosi dischi volanti si muovono nella parte nascosta della Luna (Atlas Ufo Robot Goldrake), gli alieni hanno sembianze umane e sono tutte donne (giapponesi, guarda caso) che esercitano il loro potere di controllo con strani minerali mentre un loro alleato è il temibile King Ghidora (ripreso per la fortezza volante di Himika in Jeeg Robot), ecc.

L'attacco contemporaneo dei mostri, caduti sotto l'influsso alieno, ai danni delle capitali più importanti del mondo è un gran momento di divertimento puro: Godzilla attacca New York e incenerisce il palazzo dell'ONU, Rodan con lo spostamento d'aria delle sue enormi ali rade al suolo le caratteristiche cupole della piazza rossa a Mosca, Gorosaurus sbuca dal sottosuolo di Parigi e demolisce l'Arco di trionfo e cosi via. Nel finale avviene un altro raduno sotto il monte Fuji e la descrizione degli eventi tramite un giornalista-speaker che annuncia i mostri come in una gara sportiva, una scena fantastica, per uno scontro mortale contro King Ghidorah. Gli umani intanto non stanno a guardare e incaricano l'astronave del capitano Katsuo Yamabe (Akira Kubo, "Il trono di sangue", "Matango il mostro") di stanare le aliene kilaak, non sono poche le sequenze con le evoluzioni del razzo SY-3, uno dei prototipi dei robot trasformabili delle serie (animate) anni 70. In USA conosciuto con il titolo "Destroy All Monsters", lo stesso dell'omonima band formata dai membri di Stooges ed MC5. Nel suo genere un classico.

Tit. originale:"Kaijû sôshingeki"
paese: Giappone
Rating: 8/10

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