The House of the Devil (2009)


Una ragazza sola dentro una casa maledetta per l'horror nostalgico diretto da Ti West.

Samantha è una studentessa con pochi soldi in tasca che necessita di trovare una nuova sistemazione, lontano dalla compagna di stanza perditempo e invadente. L'annuncio di un lavoro da baby sitter sembra l'occasione giusta per la ragazza, avere dei contanti subito e con poco impegno, l'offerente però non si presenta all'appuntamento stabilito per telefono. Samantha pensa di avere preso l'ennesimo colpo di sfortuna invece un uomo la richiama per invitarla a raggiungere una casa poco fuori la città. La ragazza chiede un passaggio a un'amica e insieme raggiungono la casa dei signori Ullman, da subito però qualcosa non convince le ragazze, a partire dal fatto che non c'è nessun bambino a cui badare......

Con un titolo semplice e sintetico del genere, "La casa del diavolo", non è difficile intuire la materia trattata e , se questo non basta, in apertura arrivano anche le didascalie a riguardo una statistica, sull'impatto del fenomeno "culti satanici e affini", verso l'opinione pubblica negli anni 80, decennio a cui la pellicola guarda come unico modello di riferimento. L'obiettivo prefissato e raggiunto da "House of The Devil" è quello di rievocare il periodo horror a cavallo degli anni 70 e 80, non solo per i contenuti ma, soprattutto, per lo stile tecnico e di regia in un esercizio a prima vista anacronistico, molto difficile e arduo da mettere in pratica, rivelatore a suo modo di una conoscenza profonda dei codici estetici e della tensione presenti nelle pellicole amate da Ti West (classe 1980), giovane regista che riesce nel piccolo miracolo di girare un film del tutto simile a un b-horror perduto dei primi anni 80.

Solo l'inesorabile trascorrere del tempo può mettere gli elementi nella giusta prospettiva, per l'horror, gli anni 80 sono il parto inquietante e irripetibile del seminale decennio precedente, una fonte dove purificarsi e sentirsi a "casa", un concetto che deve avere per lo meno sfiorato Ti West per la realizzazione del suo film. "The House of the Devil" denota la voglia continua del cinema horror recente di guardare al passato (per rimanere, quasi, in tema: "La casa del diavolo" di Rob Zombie), salvo trovare nuovi e interessanti (sotto)filoni come l'horror-mockumentary sdoganato da "The Blair Witch Project"(1999), in una ricerca quasi spasmodica e impossibile di tempi e atmosfere cristallizzate nei ricordi, da questo punto di vista da tenere d'occhio i recenti "Amer" e "Beyond the Black Rainbow", da collocare sulla stessa linea di "House of The Devil".

I titoli di testa sono programmatici e mirabili nell'inquadrare la solitaria protagonista mentre cammina per la strada: fermi-immagini, zoom, montaggio, colonna sonora, pellicola in 16mm, sono tutti ricalcati sulle opere low-budget d'epoca. Che la vicenda sia ambientata negli anni 80, ovvio, lo si intuisce da evidenti particolari come i vestiti, le macchine, le pettinature, per inserire un ulteriore corto-circuito una delle prime apparizioni è dedicata a Dee Wallace, una delle icone del decennio ("E.T. l'extraterrestre", "Cujo"), e per un momento si può credere veramente che la storia e il mondo sono iniziati e finiti, più o meno, nel 1983 (anno di uscita di "One Thing Leads to Another" dei The Fixx inserita nella colonna sonora).

"House of The Devil" però ha anche il merito di sfoderare una protagonista formidabile, per bellezza e bravura, l'attrice-modella Jocelin Donahue che può candidarsi a potenziale (super)star, regge la scena per buona parte del tempo da sola nel ruolo di Samantha. La ragazza è, guarda caso, un altro modello di eroina perduto, in contro-tendenza alle sexy siliconate stelline anonime degli ultimi lustri, un concentrato di purezza e ingenuità simile alla Jamie Lee Curtis di "Halloween", la baby sitter più celebre dell'horror. Non vi è la fretta di mostrare morti ammazzati, anche se non mancano e neppure il sangue, e scivola concentrica la morsa verso il luogo maledetto della casa degli Ullman, gli inquietanti coniugi interpretati dall'attore(feticcio) Tom Noonan ("Manhunter") e Mary Woronov ("La casa del Diavolo", Rob Zombie), gravata nei paraggi anche da uno strano personaggio che sembra conoscere bene la zona.

Ti West esplora gli ambienti della casa in lunghi momenti privi di dialogo, disseminando indizi inquietanti (porte che non si aprono, foto di sconosciuti immortalati nel giardino di casa, ecc.) con Samantha al centro di almeno una scena memorabile, quella della danza solitaria al ritmo di una musica tecno-dance, suonata nelle cuffie del walkman (altro "cimelio" del passato). Il finale esplode con violenza e apparizioni sconcertanti, inspiegabili, portatrici di riti innominabili e sanguinari, mentre un'eclissi di luna si abbatte per l'ultima tenebra sulla terra. "House of The Devil" è l'avvento del male, la perdita dell'innocenza e la nascita di un mondo più corrotto e inospitale, una sorta di riflesso maligno occorso/iniziato in quegli anni, su un piano differente, al cinema (horror) e, forse, non solo a quello.

Tit.originale: "House of the Devil"
paese: USA
Rating: 8/10

Commenti

Simone Corà ha detto…
Fantastico, film davvero epocale, una perla di rara bellezza horror. Sono rimasto giusto un po' deluso dal finale, ché l'esplosione horror mi sembra arrivi troppo brusca, però atmosfera magnifica e inquietante come pochi altri lavori.
Sciamano ha detto…
nel finale succede di tutto e di più, però mi piace, titoli di coda compresi. Avrei invece utilizzato un altro attore nel ruolo del tizio che bazzica intorno alla casa: ha una faccia troppo bonaria/ordinaria, vabbé é un'inezia....ciao
Anonimo ha detto…
"in contro-tendenza alle sexy siliconate stelline anonime degli ultimi lustri"

ehm... Milla Jovovich? Ali Larter? Sienna Guillory? Kate Beckinsale? Rona Mithra?? ok, alcune di loro so anche siliconate, ma di certo non sono anonime! poi stravedi pure per re e underworld, e mi fai il classico intervent(in)o riciclato che si legge a un miglio che non è farina del tuo sacchetto??! ;)

..a dimenticavo, gran film House of Devil, e si la sequenza della techno danza è uno dei momenti piu belli che il cinema horror ci ha regalato negli ultimi 10 anni e non scherzo!

buon proseguimento sciamano.

JOE80
Sciamano ha detto…
Guarda Joe se c'è una che può essere la nuova Milla Jovovich é proprio la protagonista di "House of the Devil"!!!
a) é una modella b) non ha la quarta di seno (siliconato)! c) buca lo schermo alla grande
Non é farina del mio sacco????!! e, scusa, dimmi un pò di chi sarebbe....
Ma poi che c'entra la serie RE, il mio richiamo si riferisce al genere in questione (Slasher e affini), e alle eroine della Platinum Dunes in testa.
Anonimo ha detto…
"non è farina del tuo sacco" l'ho detto a sfottò, perche è una frase che leggo ovunque e spesso riferita proprio al brand di cui sei fan.

io con "sexy stelline anonime" son portato a pensare al filone action horror -che ha messo in ombra alla grande il piu stanco slasher- e, le eroine portanti di quel genere non le trovo anonime.

ok ti riferisci alla platinum, ma alla fine siliconata ci era solo la Biel, poi c'è stata Melissa George -brava attrice-, Jordana Brewster, e l'ultima di Nightmare (piu che anonima, totalmente fuori parte).

insomma, diciamo che il tuo intervento andrebbe meglio se riferito al filone torture -ormai calante-

poi il fatto che la protagonista di House of Devil sia spettacolare e bravissima, non lo sto mica mettendo in dubbio, eh!

JOE80

JOE80
Sciamano ha detto…
premesso che essere fan di un genere non vuol dire non riconoscerne i limiti...
le eroine che citavi (alcune) non rientrano nella categoria perché non sono né siliconate(Milla per dire la solita), né anonime(Sienna Guillory).
Poi ok, la mia é una frase generica ma é proprio quello che vuole essere, é indubbio che negli ultimi 10/15 anni di horror(USA) la ragazza con le tette grosse(rifatte), carina, é diventata un cliché. La Platinum Dunes é solo un esempio, salvo dire che il primo "Non aprite quella porta" a me piace.
COmunque parlare di tette alla fine é piacevole(LOL). ciao.
Anonimo ha detto…
di quelle che ho citato, credo che solo la Mitra è siliconata -alla fine generico per generico, ho fatto una sfilza di tutte le bonazze del cinema horror post 2000-, sulle altre c'è qualche sospetto (pettegolezzi dicono la Guillory) per il resto son tutte in buona parte come madre natura le ha fatte, anche se, oddio qualche interventino impercettibile ci può stare benissimo, visto che stiamo sempre parlando di hollywood.

Anyway, ma com'è che siam finiti a parlare di tette e silicone?!

mi sa che hai trovato l'ispirazione giusta per il prossimo post di approfondimento! :D

JOE80
Sciamano ha detto…
Rhona Mitra siliconata, può essere, si vede un suo nudo se non erro ne "l'uomo senza ombra", bellissima. La Guillory é sospetta ma ci passo sopra, pure lei una meraviglia.
Comunque sarà banale ma trovo molto più eccitante un seno naturale anche se imperfetto....vabbé stiamo divagando di brutto...