Tetsuo: The Bullet Man (2009)


Il nuovo capitolo della saga cyberpunk "Tetsuo" diretto da Shinya Tsukamoto.

L'americano Anthony vive sereno a Tokyo con la moglie Yuriko e il figlioletto Tom. La sua vita crolla quando misteriosi individui uccidono il piccolo Tom investendolo con una macchina, la rabbia dell'uomo provoca nel suo corpo una mutazione mostruosa di carne e metallo. Anthony viene guidato verso la casa paterna dove scopre i terribili segreti sul passato dei genitori, legati alla natura della mutazione che lo sta trasformando in un'arma letale e disumana.

Il ritorno di Shinya Tsukamoto alle sensazioni cyberpunk di "Tetsuo", la serie che lo ha fatto conoscere al mondo, coincide con la decisione, per la prima volta, di girare in inglese e favorire una maggiore diffusione estera, a cominciare dal Festival di Venezia 2009 dove il film riceve un'ottima accoglienza. Si tratta del terzo capitolo ma, come i precedenti episodi, è un'opera autonoma ideata/diretta/interpretata dall'autore che non necessita di particolari conoscenze, anzi, si presenta come il più immediato e semplice della saga per il suo svolgimento di trama lineare, denso di spiegazioni sui retroscena, forse per venire incontro al pubblico americano. Spicca nel cast la presenza di attori occidentali: il protagonista Anthony è interpretato da Eric Bossick mentre il padre scienziato Ride è Stephen Sarazzin.

"Tetsuo: The Bullet Man" resta un film di nicchia, dal budget di produzione modesto, come del resto i precedenti capitoli, quello che preme invece sapere è che lo stile di Tsukamoto è ancora pulsante di un'energia sconfinata e sperimentale, una maturità di riproduzione visiva unica e di precisione chirurgica capace di sprigionare immagini di potenza tellurica. La regia è estremismo puro, un assalto terroristico di riprese concitate, tagliate da montaggi ipercinetici e fulminanti, una composizione di incubi (post)industriali liquefatti nella carne fumante e il metallo incandescente. Le scene d'azione sono da infarto, implacabili e violente come un grappolo di pallottole sparate a distanza ravvicinata, bisogna prendere fiato, per riuscire a seguire l'attacco del trasformato Anthony ai danni di una squadra speciale SWAT intrappolata in una casa, una carneficina di sangue e devastazione che lascia storditi.

La pellicola rifugge l'utilizzo di computer grafica particolare, dietro agli effetti speciali c'è ancora in gran parte un lavoro "vecchia scuola" di protesi di gomma e stop-motion reso più dinamico e avvincente, anche per merito di una fotografia cristallina dai riflessi neri e metallici, un apparato visivo vivido completato da una colonna sonora martellante industrial metal presente nei momenti più topici, nei titoli di coda poi gradita é la sorpresa di un pezzo dei Nine Inch Nails alle prese con "Tetsuo: The Bullet Man Theme". Shinya Tsukamoto, come d'abitudine, compare nelle vesti di attore nel personaggio-chiave "The Guy" che istiga il protagonista a scatenare la rabbia necessaria per una mutazione mostruosa e dalla potenza distruttiva incontrollabile. Sullo sfondo Tokyo schiaccia i personaggi in un panorama di cemento e strutture opprimenti, inquietante l'attenzione di Anthony verso un angolo anonimo di una stanza, e nasconde un passato di esperimenti su esseri umani, il "Progetto Tetsuo", nel patto scellerato tra scienziati americani e giapponesi.

Un pugno di attori, un paio di location, con la principale ricostruita nella casa paterna del protagonista e i suoi misteriosi sotterranei, un senso visionario lucido e scatenato, compongono "Tetsuo: The Bullet Man", una pellicola che non supera gli 80 minuti ma che per linguaggio e personalità svetta sulla gran parte degli horror contemporanei. Trasmesso per la prima volta in Italia dal prezioso programma notturno "Fuori orario" di Rai3, come avvenuto nei decenni scorsi con "Tetsuo: The Iron Man" (1988) e "Tetsuo II: The Body Hammer" (1992). Culto.

Tit.originale: "Tetsuo: The Bullet Man"(Intern.)
paese: Giappone
Rating: 8/10


Commenti

Simone Corà ha detto…
Bello, visivamente devastante, uno Tsukamoto senza freni che distrugge ogni cosa. La storia è bruttina e mal scritta, ma non importa, è solo un pretesto per questo fantastico delirio cibernetico.

(domani posto anche la mia recensione :) )
Sciamano ha detto…
concordo, la storia(o storiella) é pretestuosa, quasi infantile, é tutto il resto a fare la differenza. Ciao.
Norys Lintas ha detto…
I primi due film li ho visti e mi sono tutto sommato piaciuti, questo invece me l'ero perso, rimedierò grazie a te Sciamano :D
Sciamano ha detto…
merita di essere visto, grazie a te Norys;)