Wild beasts - Bestie feroci (1984)


Animali assassini all'attacco nell'eco-vengeance diretto da Franco Prosperi

Nord Europa, nel parco zoologico di un grosso centro urbano gli animali denunciano preoccupanti comportamenti violenti. Nell'acquedotto della città è entrata in circolo una potente droga finita negli abbeveratoi degli animali, alcune belve feroci e altri animali di grossa taglia impazziscono sino a distruggere le recinzioni per una fuga selvaggia nelle strade che getta nel terrore la popolazione. Il veterinario dello zoo, insieme a un commissario della polizia, tenta di capire lo strano fenomeno che comincia a provocare le prime vittime.
L'ultimo film di Franco Prosperi rientra nel genere eco-vengeance ma è legato, in qualche modo, alle opere che lo hanno reso celebre dirette insieme a Jacopetti, i mondo-movies degli anni 60 ("Mondo Cane", "Africa Addio"), girate in gran parte nel continente africano dove, in una zona non meglio precisata, avviene il curioso incidente da cui "Wild beasts" prende spunto: il rovesciamento di una cisterna carica di acido nelle acque di un fiume, con la conseguente improvvisa aggressività della fauna locale venuta a contatto con il liquido. Il prologo della pellicola inoltre ha nei primi minuti il tipico stile documentaristico dei mondo-movies e suggerisce, con le riprese di acque limacciose, la presenza poco rassicurante di agenti inquinanti non meglio identificati, anche se il particolare di un cumulo di siringhe usate abbandonato nella metropolitana è indicativo. La sostanza misteriosa che provoca la ribellione degli animali infatti è una nuova droga, chiamata dai protagonisti con vari nomi, finita nella rete idrica di Francoforte, la città riconoscibile anche da inquadrature aeree.

La sfida di girare una pellicola con animali resta, in materia di cinema, tra quelle più complicate e sconsigliate, all'inizio compare una scritta che assicura dell'assenza di danni e violenze arrecati agli animali che sono tutti esemplari veri e impegnati in sequenze davvero curiose e molto elaborate. Non siamo dalle parti del controverso "Cannibal Holocaust", film che deve buona parte della sua fortuna al sacrificio di numerosi animali ammazzati davanti alla telecamera, ma qualche scena discutibile fa la sua comparsa, come quella dell'aggressione di una tigre nei confronti di uno zebu. Senza contare che durante le riprese nella metropolitana di Roma una tigre è sfuggita al controllo, spaventata e a rischio di essere abbattuta, nel panico generale della troupe. A ben vedere gli animali sembrano davvero spaventati e nervosi, spesso costretti in anguste gabbie e in sordidi mattatoi, nel prologo una testa di cavallo (?) mozzata viene macellata per essere servita alle tigri dello zoo, momento piuttosto cinico e per stomaci forti.

"Wild Beasts" viene ricordato per le sue belve feroci con le tigri a primeggiare, l'attacco furtivo di un grosso felino all'interno di un vagone del metrò, ma arrivano anche, nei primi minuti, delle sequenze che sembrano debitrici dei film di Argento, autore molto vicino al regno animale (basti pensare ai primi thriller con i titoli zoologici), in particolare il cane addestrato che aggredisce un non vedente, situazione con poche varianti già vista in "Suspiria" (Fulci la rielabora anche nel capolavoro "L'aldilà", 1981), e l'attacco di decine di topi, come in "Inferno", ai danni di una giovane coppia chiusa in intimità dentro una macchina. L'ambientazione notturna nasconde in parte i poveri ma efficaci effetti sanguinolenti, presenti in ogni attacco mortale delle bestiole, che lasciano a terra diversi corpi straziati.

Tra le sequenze più sorprendenti da segnalare un ghepardo in corsa, all'inseguimento di una ragazza in fuga con una macchina, suggestivo momento che sfila in mezzo alle vetrine illuminate della città, e l'irruzione di alcuni elefanti sulle piste dell'aeroporto (quello di Johannesburg, altra bizzarra location recuperata dalla produzione italiana) e lo scompiglio che coinvolge pure un aereo di linea. I protagonisti umani sono di basso profilo, il protagonista maschile, un certo John Aldrich, che nasconde invece un nome italiano (sconosciuto), è l'improbabile veterinario dello zoo coinvolto dalla rivolta animale, molto simile al comico Gigi Sammarchi del duo Gigi e Andrea, lo ricorda anche nell'improponibile look degno di "Acapulco prima spiaggia a sinistra"(1983), con maglietta aperta sul petto villoso (!!). Più noto il caratterista Ugo Bologna ("Il secondo tragico Fantozzi", "Incubo sulla città contaminata") nel ruolo dell'ispettore Nat Braun.

Nel finale, per giustificare il tema di fondo che vuole la follia dell'uomo colpire gli esseri più innocenti e puri, oltre gli animali, a farne le spese sono alcuni bambini di una scuola, presa di mira da un orso polare, altre sequenze notevoli a riguardo, che finiscono per subire gli effetti nefasti della droga bevuta inavvertitamente con l'acqua. Per gli amanti del genere "animali assassini" un film da non mancare, disponibile in dvd.

paese: Italia
Rating: 7/10

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