La mano sinistra della violenza (1971) + SPECIALE HONG KONG: top 20 playlist

Il wuxiapian epocale diretto dal maestro Chang Cheh.

Il giovane Lei Li, privo del braccio destro, si guadagna da vivere come umile sguattero in una piccola locanda. L'uomo nasconde un passato di spadaccino, caduto in disgrazia per le macchinazioni del malvagio Lung. Un giorno, di passaggio, si presenta nella zona Feng, un cavaliere armato di due spade, che riconosce in Lei Li il formidabile spadaccino scomparso da alcuni anni. Tra i due nasce una sincera amicizia ma all'orizzonte si staglia ancora il subdolo Lung, il cerimoniere di una sfida di arti marziali organizzata nel castello della Tigre per attirare Feng con l'intenzione di eliminarlo.

All'inizio degli anni 70 la star della saga "The One Armed Swordsman" Jimmy Wang Yu pianta in asso gli Shaw Brothers e passa alla concorrenza (Raymond Chow) per dirigere/interpretare "The One Armed Boxer" (conosciuto in Italia con l'infame titolo "Con una mano ti rompo con due piedi ti spezzo"), ma il regista Chang Cheh ha già pronto il sostituto per un nuovo film: David Chiang, giovane ed esile attore, nel ruolo dello spadaccino monco. Al suo fianco un'altra scoperta del regista, l'atletico Ti Lung, il co-protagonista eroico Feng armato di due spade.
"La Mano sinistra della violenza" è considerato il terzo e conclusivo capitolo della saga nonostante non sia collegato con gli episodi precedenti ("Mantieni l'odio per la tua vendetta", "la sfida degli invincibili campioni"), in quella che appare più come una rivisitazione (oggi si userebbe il terribile termine "reboot") saldata solo dalla figura, ormai entrata nel mito, dell'eroe senza un braccio e abile nelle arti marziali qui ripresa con fattezze e nome, Lei Li, differenti. Chang Cheh firma il suo manifesto artistico e, forse, il più grande Wuxiapian cinese mai realizzato, di lì a poco l'autore vira verso i kung fu movies ma l'opera a 40 anni di distanza rimane un classico sfolgorante, un concentrato di talento e ispirazione, una pietra angolare delle arti marziali che influenza in maniera definitiva tutto il cinema di Hong Kong nei decenni successivi, John Woo solo per citare il più noto, e l'immaginario di numerosi cineasti occidentali (Christophe Gans non esita a citarlo in ogni suo film).

La storia verte su concetti sempre più astratti per la cultura occidentale, e non solo, come il senso dell'onore e lo spirito di sacrificio, il cavaliere errante Lei Li è un valoroso spadaccino, forse il migliore in circolazione, ma incombe nel tranello dell'infido Lung che oltre ad accusarlo in pubblico di atti criminali lo umilia in combattimento, per mantenere la parola data in caso di sconfitta Lei Li si trancia il braccio destro e abbandona il mondo delle arti marziali per la soddisfazione dell'avversario che è riuscito a togliere di mezzo il più formidabile dei nemici. Lung infatti trama nell'ombra dei suoi stessi accoliti, per raggiungere potere e ricchezza è disposto a tutto, l'uomo inoltre è temuto per la sua mortale tecnica di combattimento eseguita con un micidiale bastone a 3 sezioni, che vediamo all'opera in una delle prime sequenza ai danni di due malcapitati sparring partner. I titoli di testa invece mostrano Lei Li a cavallo mentre ferisce a morte degli avversari ripresi in stop-frame nel momento di cadere al suolo, le scene invero non sono all'altezza del resto del film, frettolose, gli stuntmen poi sembrano fuori sincrono, forse Chang Cheh le ha girate a film terminato oppure si tratta di riprese effettuate da un'altra unità.

La costruzione dei personaggi è determinante al respiro epico della vicenda, Lei Li è l'eroe disperato e intriso di romanticismo per eccellenza, in una sequenza, dopo avere subito le solite angherie dei clienti prepotenti senza reagire, esce nella veranda bagnata dalla pioggia e ricorda quando era un cavaliere temuto e rispettato, immagine fantastica in dissolvenza e al ralenti che si confonde con l'acqua scrosciante. Lei Li nel corso degli anni impara a usare l'unico braccio rimasto con esiti sorprendenti, riesce infatti a compiere diverse azioni contemporaneamente (riempire una brocca, pulire un tavolo) lanciando in aria gli oggetti che ricadono in un ordine preciso e geometrico. L'unico personaggio femminile della pellicola è Pa Hsiao, la figlia del fabbro, con un debole per Lei Li che non sembra ricambiare, anche se il ragazzo accorre subito in sua difesa quando gli uomini del castello della Tigre tentano di molestarla. Con l'arrivo di Feng, il mitico Ti Lung, la critica ha sempre fatto cenno all'innata misoginia di Chang Cheh e, di conseguenza, alla tensione omosessuale (latente) che intercorre tra gli eroi maschili dei suoi film, non si può fare a meno di notare come Lei Li con Feng sembra rivivere, con Pa Hsiao in mezzo molto perplessa ("Lei Li, non ti avevo mai visto ridere..."), in realtà tra Lei Li e Feng intercorre un sentimento particolare di fratellanza d'armi, di ammirazione e completamento che una donna, a volte, non può trasmettere, insomma siamo nel campo dell'amicizia virile più forte e veritiera, che anche John Woo svilupperà per i suoi proverbiali capolavori.

(seguono spoiler dettagliati sul finale)
Il contraltare è il superbo Lung del grande Ku Feng ("Killer Clans", "Implacabili colossi del karate"), un monumento del cinema di Hong Kong, il grande burattinaio che tira le fila del potere protetto dalle mure del castello della Tigre. Lung è il simbolo della corruzione, un pericolo per chiunque gli sia accanto, un maestro nell'arte della dissimulazione e del tradimento, in poche parole uno dei più grandi villain del cinema di Hong Kong. Chang Cheh e la violenza, un binomio indissolubile, lo dice anche il titolo italiano "La mano sinistra della violenza", esplode furibondo in alcuni dei migliori combattimenti marziali mai eseguiti nei set dei leggendari Shaw Brothers, al comando delle coreografie i fidati Liu Chia Liang e Tang Chia, il meglio del decennio, per una serie di scontri sanguinari, pieni d'inventiva e, soprattutto, di una fisicità unica. In una sequenza flash back, che ritrae un duello di 20 anni prima nel cortile del fabbro, un guerriero lotta sino alla morte con una spada conficcata nel ventre, una situazione amata e ripetuta spesso da Chang Cheh nei suoi film. Il Feng di Ti Lung è uno spadaccino di un'eleganza seducente, vederlo sfoderare all'improvviso le spade incrociate è impagabile, ma la sua arte sopraffina può poco quando giunge al castello della Tigre, dopo un magnifico scontro con Lung in un ravvicinato clangore di lame e mosse fulminee, cade colpito dall'inesorabile bastone snodabile che può essere neutralizzato solo con un'azione congiunta di 3 lame. Feng viene, letteralmente, squartato in due pezzi per un momento splatter sconvolgente e indimenticabile.

"La mano sinistra della violenza" si trasforma così nel revenge-movie definitivo, in un crescendo drammatico debordante, con il Lei Li di David Chang eroso in un dolore insopprimibile, caricato da una nuova forza e racchiuso nella magnifica sequenza della spada appoggiata alla fronte, in cui giura di lavare con il sangue la morte del suo unico amico. Le gesta dell'eroe assumono una potenza incontenibile, giustificate da un odio cieco verso l'ingiustizia e la malvagità, ripagate con una violenza immane tradotta nel leggendario scontro sul ponte, a ridosso del castello della Tigre, un confronto uno contro 100 (se non di più) incredibile, girato da Chang Cheh in una cavalcate di morte e coreografia esplosiva che non ha eguali. Lei Li si scaglia contro decine di avversari che sbucano ovunque, seguito da Chang Cheh a ogni passo, negli scenari magnifici e ricostruiti per l'occasione della pagoda e del ponte, infestato di cadaveri e corpi agonizzanti, sin dentro il castello, dalle pareti schizzate dal sangue provocato dalla furia della vendetta. Il confronto finale tra Lei Li e Lung è oltre le aspettative, un magistrale lavoro di montaggio, coordinazione, arti marziali, con la famosa tecnica delle tre spade lanciate in volo, segnato da un senso epico e carisma che può essere visto come il vertice di un intero genere, simbolo di una scuola di cinema, quella di Hong Kong, che in materia di azione non ha rivali.

Disponibile in dvd di ottima qualità e scintillanti immagini, purtroppo il film ha un doppiaggio nuovo inferiore all'originale dove il grande Romano Malaspina (tutti si ricordano di Actarus in "Atlas Ufo Robot") prestava la voce a Ti Lung, inoltre diversi termini (il castello della Tigre viene ora chiamato "villa"...!?...) e frasi sono cambiati. Anche la colonna sonora purtroppo differisce, forse per la ristampa del catalogo Shaw bros della Celestial avvenuta nei primi anni 2000, più pulita e meno cupa di quella conosciuta nel passato per l'incedere drammatico e fosco, piena di distorsioni di chitarre elettriche che sottolineavano i momenti topici in questo caso smorzate, se non addirittura assenti. Per "La mano sinistra della violenza" il termine capolavoro non basta, semplicemente oltre.

"Viviamo in una società molto depressa, in un'epoca molto depressa, e i film di violenza si addicono alla nostra epoca, alla nostra società, ci sentiamo insicuri, senza speranza, e l'esibizione di forza che c'è in questi film ci da come sicurezza, speranza. Voglio dire che in ciascuno di noi vi è il bisogno di esplodere e, per soddisfare tale bisogno, vi sono solo due cose: il sesso e la violenza. C'è altro però, c'è il fatto che chiunque non sia al potere odia il potere e tende a ribellarvisi. Non ci riesce, é impedito dalle leggi, e si arrabbia. Per calmare la rabbia, per dimenticare la sua impotenza, va a vedere film dove l'oppresso spacca tutto e finisce con lo sgozzare colui che rappresenta il potere"
Chang Cheh (tratto da "il cinema del kung fu", 1989, di Riccardo Esposito)

Tit.originale: "The new One Armed Swordsman"
paese: Hong Kong
Rating: 10/10


Qui di seguito uno speciale Hong Kong .......con una lista personale di 20 film, quelli che preferisco,
20 film sono troppo pochi per una filmografia sterminata, tra l'altro ho prediletto film in gran parte di arti marziali e azione, il cinema di Hong Kong è anche altro, non vuole quindi essere esaustiva, solo una segnalazione di opere per cui stravedo, per chi conosce il genere si tratta in gran parte di classici, per gli altri spero di muovere qualche curiosità. Un solo titolo per ogni regista, a malincuore, visto che gli autori maggiori hanno diretto numerosi capolavori.
Prima un paio di foto.


Agosto, 2010. Questo sono io sotto la statua di Bruce Lee in Avenue of Stars, Kowloon, Hong Kong.



Agosto 2010. L'ingresso dei mitici studi Shaw Brothers poco fuori Hong Kong, se non ricordo male in Clearwater Avenue (Clearwater Bay), facilmente raggiungibili con la metro+ 5 minuti di taxi, con l'antica costruzione sulla destra e logo storico in vista,mentre a sinistra si erge la nuova e moderna costruzione di uffici. Per i turisti e curiosi non vi è nulla, nessuno stand o reception particolare, niente di niente, inoltre non c'era anima viva in giro, forse era un giorno particolare, forse no, dall'altra parte della strada una scuola per bambini occidentali. Un pellegrinaggio che dovevo comunque fare.

20) Ashes of time (1994)








Dei titoli presenti il più astratto e meno immediato. Il capolavoro perduto(?) di Wong Kar Wai riemerso nella versione "redux" del 2008, preferisco sempre l'originale. Restano dentro la malinconia di fondo, il cast stratosferico (Brigette Lin e Maggie Cheung!), la musica tambureggiante, le coreografie "illeggibili" di Sammo Hung.



19) La vendetta della maschera nera - Black Mask (1996)








Forse Jet Li ha fatto anche film migliori, "once upon a time in China" "Fist of Legend", però questo non mi stanco mai di vederlo, combattimenti hi-tech e uno stile comic book esaltante.




18) Implacabili colossi del karate - Avenging Eagle (1978)











Altro titolo italiano demenziale per un classico Shaw Bros con l'accoppiata fantastica Ti Lung/Alexander Fu Sheng. Pieno di combattimenti, armi bizzarre e un finale drammatico. Veramente super.




17) City on fire (1987)








L'action essenziale, teorico, su una tragica rapina diretto da Ringo Lam. La coppia Chow Yun Fat/Danny Lee fa le prove per "The Killer", Tarantino invece rimane talmente colpito da concepire la struttura di "Le Iene".





16) The one armed boxer vs the master of flying guillotine (1975)







Delirante sequel di "The One Armed Boxer" con tecniche folli di combattimento e personaggi fantasiosi. Non si può non amare quest'opera diretta e interpretata dal grande Jimmy Wang Yu.


15) Ninja in the dragon's den (1982)














Esordio fantastico alla regia di Corey Yuen incentrato sull'arte furtiva del ninja. Una serie di sequenze impressionanti per coreografia e bellezza. Che film.....



14) Kung Fusion - Kung Fu hustle (2004)









Grandiosa action-comedy di Stephen Chow che frulla le arti marziali, i cartoon, le gags comiche per uno spettacolo unico e inimitabile. Un gioiello che in Italia, ovvio, non è stato capito (si guardi il titolo e il doppiaggio).


13) Dalla Cina con furore - Fist of fury (1972)









Bruce Lee nel suo personaggio più bello, quello del vendicativo Chen. Rival-school per antonomasia, Cina contro Giappone, violento e per nulla conciliante. Storia pura.


12) Iron Monkey (1993)











Yuen Woo Ping smagliante alla regia e coreografie per uno dei kung fu movies, in costume questa volta, più amati di sempre. Wire works eccellente e coregorafie spettacolose interpretate da un giovane, strabiliante Donnie Yen.


11) Fist of Legend (1994)











Il remake di "Dalla Cina con furore", se qualcuno ha dei dubbi sulla maestria marziale di Jet Li si ripassi per bene questo saggio mostruoso di tecnica e potenza.


10) Eastern Condors (1987)











Stunts incredibili, colpi di kung fu micidiali, sparatorie, un film diretto e interpretato dal fantastico Sammo Hung in ambientazioni esotico-pluviali alla "Rambo".


9) Exiled (2006)











Non può mancare un film di Johnnie To, maestro dell'action-noir, qui in un western metropolitano ispirato come pochi. Sparatorie geniali e un cast eccezionale guidato da Anthony Wong.

8) The Magic Blade (1976)









Magnifico wuxiapian a tinte fantasy di Chor Yuen, uno dei nomi fondamentali del cinema di Hong Kong anni 70. Favoloso Ti Lung con poncho alla Clint Eastwood e la spada è la più bella mai vista al cinema.



7) Missione Pirati - Project A (1982)












La migliore regia di Jackie Chan è il migliore film del trio delle meraviglie, insieme a "Dragons forever", formato da (Jackie)Chan-(Sammo)Hung-(Yuen)Biao. Kung fu eccezionale e risate.



6) The Blade (1995)












Tsui hark si cimenta nel remake di "Mantieni l'odio per la tua vendetta", per molti l'ultimo vero wuxiapian del cinema di Hong Kong. Di una tecnica semplicemente impressionante.



5) Duel to the death (1983)











L'arte del wire-works, di cui non sono un grande fan e su cui verte buona parte del cinema di HK, ai massimi livelli. L'esordio di Ching Siu Tung ("Storie di fantasmi cinesi") è da molti considerato il migliore film di ninja mai realizzato.


4) La 36^ camera di Shaolin - The 36^ Chamber of Shaolin (1978)










Forse questo è il più importante kung fu movie mai realizzato. Diretto dal leggendario attore-coreografo Liu Chia Liang e interpretato dal pupillo Gordon Liu. Arti marziali ai massimi livelli, un classico imprescindibile


3) The Valiant Ones (1975)












Superbo wuxiapian del maestro King Hu, secondo a nessuno, nemmeno a Chang Cheh con il quale pone le basi del cinema moderno di Hong Kong. Film molto raro, magistrale per la regia sperimentale e il montaggio avanti di decenni.



2) The Killer (1989)







Il capolavoro romantico di John Woo, con un magnifico Chow Yun Fat. Sparatorie e balistica dei proiettili mai cosi belle, il film più influente degli ultimi 20 anni in grado di sconvolgere ogni equilibrio....altro che "Matrix"(che guarda caso lo cita/copia)......



1) La mano sinistra della violenza - The New One Armed Swordsman (1971)













Vedi scheda sopra. Il mio film preferito, di sempre.


Un contributo video, una scheggia da "Eastern Condors" che racchiude l'essenza del fantastico cinema di Hong Kong

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Commenti

Anonimo ha detto…
oddio sciamano, ti ricordavo piu giovane!
però bella posa da turista ci hai fatto il quadretto a casa?! :D

ottima recensione, un film praticamente dimenticato da riscoprire e rivedere piu volte.
(di Cheh ho visto solo questo, se hai altri titoli da consigliarmi spara pure)

sugli studios dei famigerati Shaw pensavo da tempo di farci un salto, ma la distanza da compiere mi frena un pò, magari in futuro si vedrà.

sulla lista, però quanti ne hai visti! Ma passi intere giornate d'avanti alla tv??!
Al primo posto non saprei proprio chi mettere, the Killer è un filmone ma se la gioca sul filo del rasoio con Hard Boiled (folle) e Bullet in the Head (epico!), titoli che hai escluso dalla lista (?) meno male che il tuo Kung Fusion non lo hai messo tra i primi 10, in disaccordo anche sulla posizione di Bruce Lee meritava qualche gradino piu in alto; vero anche che di questi titoli ne ho visto la metà, e di due/tre non conoscevo manco l'esistenza, conferma ulteriore che le top sono i tuoi post migliori!
Consiglio, prova a riguardarti Hero, visto da poco in blu ray, ha le sue buone carte da giocare.

JOE80
HakHap ha detto…
Buongiorno Sciamano! Che Bel viaggio che hai fatto! Spero di riuscirci anch' io prima o poi...
Bello il tuo speciale ed anche la tua personale lista di film preferiti, apre tanti spunti per sani confronti sul cinema made in HK.
Permettimi una cosa solamente: per me la miglior regia di Jackie è DrunkenMasterII, un film che VENERO!!!
Un salutone
Sciamano ha detto…
@Joe: Su Chang Cheh nel blog ci sono almeno altre 5-6 rece, non ricordo di avere ami visto un suo film veramente brutto....ne ha fatti talmente tanti che non so se riuscirò mai a vederli tutti. Alcuni sono inediti come "golden shallow", "five elements ninja", "Vengeance", stupendi, un altro capolavoro é "Boxer from Shantung", poi ci sono i film dedicati al tempio di Shaolin, come "Disceples of Shaolin", quelli con Alexander Fu Sheng....insomma una filmografia incredibile e corposa di un regista troppo, anzi sempre, dimenticato. Per me vale Sergio leone.

La classifica, per forza di cose, taglia via diversi titoli e non può accontentare tutti...ma é il bello di queste cose, no?
"hero" in effetti non mi piace!

@HakHap: ...azz..."drunken master 2" in effetti l'ho snobbato, anzi, dovrei proprio ridargli una ripassata. Comunque anche qui vale il discorso di prima, é una classifica personale e come tale va presa. Stavo pensando infatti se avevo dimenticato qualcosa...in generale é tutta roba di gente che si mena e spara:D

grazie x l'attenzione e i complimenti ragazzi !!

Hong Kong é un bel posto ma ha le sue contro indicazioni: troppo caotica(del resto come tutte le metropoli), ci resisti al massimo 5-6 giorni, però una volta nella vita vale la pena. Sono poi andato nella vicina Macau, 1 giorno, dove pure li hanno ambientato diversi film("Exiled", "vendicami", ecc.) e poi verso la Cambogia, ma li é un'altra storia.
Screammaker ha detto…
La Mano Sinistra della Violenza è semplicemente fantastico, difficile osservare in altre pellicole un monco mentre sbaraglia da solo un intero esercito! Piccola correzione da pignolo: il titolo è "Con una Mano ti Rompo, con DUE PIEDI ti Spezzo".
Nella lista avrei aggiunto anche "Ritorno alla 36esima Camera" :).
Sciamano ha detto…
uh..hai ragione sul titolo, adesso correggo! grazie....lo odio proprio quel titolo idiota che l'ho pure sbagliato!
Bene, sono contento che "La mano..." ha i suoi estimatori, per quanto riguarda "Ritorno alla 36 camera" é un film fantastico;)
Anonimo ha detto…
eastern condors è un qualcosa di fenomenale, stunts pazzeschi, esagerazioni a iosa, gag da creparsi in due e un cast perfetto sorretto da un Hung in grande forma fisica (cosi magro, penso di non averlo mai visto!!).
Da recuperare assolutamente.
ma vogliamo parlare del generale??! :D mitico!
CHRIS
Sciamano ha detto…
concordo tutto su Eastern Condors, fenomenale;)
Anonimo ha detto…
sciamano, mai visto tiger cage 2?!...
;)

Davide.
Sciamano ha detto…
cavolo, grande film di Yuen Wo Ping, dovrei rivederlo...e anche il primo;)
Screammaker ha detto…
Ciao Sciamano, ho bisogno di te!
Dato che sei un grande estimatore di film di arti marziali, volevo chiederti se, per caso, conosci il titolo di un film particolare che vidi anni fa in TV su un canale minore.
La pellicola narra la storia di tre studenti di una scuola di arti marziali che, in seguito all'umiliazione subita da un fortissimo individuo, vagano per conto proprio cercando di migliorare lo stile. Uno dei tre incontra una ragazza mostruosamente abile coi calci (mi pare conoscesse una tecnica chiamata "calcio al cuore" o giù di lì), il secondo si fa addestrare da un vecchio ubriacone (in perfetto stile Drunken Master) ed il terzo affina l'arte della spada da un superbo spadaccino. Quando tornano si mettono a lottare contro il tizio che li ha umiliati, ma sarà merito del loro maestro (allenatosi in gran segreto) se riescono a spuntarla.
Proprio non riesco a trovare il titolo di questo filmaccione, puoi aiutarmi?
Grazie comunque :)
Sciamano ha detto…
purtroppo non riesco a individuarlo, presumo sia un titolo fine anni 70(?), magari con la trama (che ricorda decine di film simili) riesco a risalire ma al momento nada....ciao e grazie per la richiesta;)
Anonimo ha detto…
hey sciamano, ti ho scritto su HM forse non l'hai ricevuto e non te lo sei filato! :D
In tal caso, riposto qui... puoi consigliarmi qualche anime a tema Samurai-ninja?
Grazie.
JOE80
Sciamano ha detto…
perdonami, non mi ero accorto....ora ti ho risposto su HM ;)
Anonimo ha detto…
aargh sciamano!
Ho cancellato il messaggio e non ho copiato i film che hai scritto, epic fail!!
Puoi rinviarmelo... :D
JOE(=
Sciamano ha detto…
rinviato, ciao;)
Anonimo ha detto…
Ciao Sciamano, bella classifica ! Come mai mancano titoli come "Yip Man" oppure film interpretati da Tony Yaa come ad es." The protector" ? Che posto gli dai a questi ? Grazie mille
Sciamano ha detto…
Ciao, grazie!
"Ip Man", il primo, è un gran bel film ma non ha trovato spazio nei (miei)top 20, qualcuno resta sempre fuori, inevitabile, poi come tutte le classifiche personali può essere discutibile.
I film di Tony Jaa, che amo, non ci sono in quanto di produzione tailandese;)