Street Fighter - La leggenda (2009)


Ispirato ai videogiochi omonimi il martial art movie con l'eroina Chun Li.

Hong Kong, Chun Li è sulle tracce del padre rapito anni addietro da una temibile organizzazione criminale. La ragazza si trasferisce a Bangkok dove entra in contatto con il misterioso Gen della "Ragnatela", una setta segreta che ha come missione la lotta contro il male, nella città agisce anche il malvagio Bison, il vero obiettivo di Chun Li. Per Bison l'arrivo di Chun Lin diventa una vera seccatura dato che la "scolaretta", nel frattempo, è divenuta una formidabile combattente, inizia un lungo scontro mentre una task force delle forze dell'ordine schiera i suoi uomini in campo.

Il cinema di arti marziali a grosso budget si schianta al botteghino americano, la produzione internazionale (India/Giappone/Usa) di "Street Fighter - La leggenda" costata 50 milioni di $ ne incassa solo 8, un segnale poco incoraggiante dopo il non certo esaltante riscontro di produzioni più riuscite come "Ninja Assassin" (2009). La pellicola diretta da Bartkowiak non accontenta nessuno, troppo "leggera" per gli amanti delle arti marziali e di scarso interesse per il grosso pubblico, un pg-13 tutto sommato inutile ispirato alla famosa serie videogame omonima e ad alcuni dei suoi personaggi più celebri, una nuova incursione nel franchise dopo il deludente e bistrattato "Street Figheter - Sfida finale"(1994) con Jean Claude Van Damme.

Non brutto come si sente dire in giro il film però manca di credibilità a partire dalla protagonista, la graziosa Kristin Kreuk ("Smalville"), che ce la mette tutta nonostante un personaggio scritto male, debole, cresciuto sotto i blandi insegnamenti del padre nel giardino di casa, sufficienti pare a farla divenire una sorta di super combattente. L'attrice sembra più volte contro figurata in buona parte dei combattimenti marziali, gli scontri a proposito non sono un disastro, tutti eseguiti con il wire work come nei precedenti "Romeo deve morire" e "Amici x la morte" diretti dal regista, ma difficile ricordarne uno particolarmente brillante e inventivo, senza dimenticare che la violenza e il sangue sono sempre attenuati, se non addirittura assenti.

Il grosso dei soldi è speso per i notevoli set in esterni, ricavati in gran parte nelle città di Hong Kong e Bangkok con le loro strade brulicanti gente e bancarelle, messe a soqquadro in più di un'occasione, il tutto ripreso sempre con inquadrature da cartolina anche se in alcuni momenti fanno capolino scorci di degrado e povertà, frequentati dalla protagonista inspiegabilmente ridotta a un certo punto come una barbona, troppo superficiali e veloci per trasmettere un vero senso di disagio. Altro problema è la mancanza di una tensione drammatica accettabile, anche quando la situazione precipita in circostanze luttuose per la giovane protagonista, la progressione della storia non cambia e resta piatta come all'inizio. La trama è un mezzo disastro, capita spesso in film di questo genere, infarcita di luoghi comuni che si possono riconoscere nel cattivo del film, il Bison di Neal McDonough("The Hitcher", 2007), il solito spietato capo di un'organizzazione che, ci viene illustrato in un delirio di sceneggiatura, ha trasmesso tutte le sue energie positive nel corpo della figlia.

"Street Fighter - La leggenda" ha infatti qualche sporadico, per fortuna non ne abusa, frangente fantasy nella riproduzione di alcune tecniche di offesa che il maestro di arti marziali Gen (Robin Shou, "Mortal Kombat") insegna a Chun Li. Nella lotta tra Bison e Chun Li si inseriscono, sprecati, gli agenti interpretati da Moon Bloodgood ("Terminator Salvation"), talmente sexy da fare sgranare gli occhi, e Chris Klein ("Rollerball", 2002), indicato ai tempi come il nuovo Keanu Reeves, nel ruolo di un inviato della Interpol che ha la sfortuna di incappare nell'ennesimo film sbagliato in carriera. Da segnalare il cammeo imbarazzante di un membro del gruppo Black Eye Peas, Taboo, nel ruolo del killer mascherato Vega che, a inizio film, sembra promettere sfracelli e invece esce di scena poco dopo in maniera ridicola e la veloce apparizione di Cheng Pei Pei, l'eroina dei wuxiapian cinesi dei tempi d'oro(anni 70), vista anche ne "La tigre e il dragone". Finale movimentato ma scontato per un film mediocre che ha almeno il pregio di scorrere veloce.

Tit.originale: "Street Fighter The legend of Chun Li"
paese: Canada/India/Usa/Giappone
Rating: 5/10

Commenti

hakhap ha detto…
Ciao Sciamano, ho visto il film sere fà in dvd è sottoscrivo quanto espresso da te.
Purtroppo un occasione mancata, però almeno ha il pregio di avere fatto recitare Robin Shou, un attore che a me piace molto ma che in questi anni si è visto poco.
Un saluto!
Sciamano ha detto…
Robin Shou mi fa venire in mente gli anni 90, quando trasmettevano in tv "mortal Kombat" una volta al mese(o poco ci mancava), ho visto che compare anche nel recente "death race", non mi ero accorto di lui...
ciao Hakhap!