Grey Knight - L'esercito delle tenebre (1993)


Horror-western anni 90 sulle gesta di un battaglione sudista di "ritornanti".

Nel corso della guerra civile americana il capitano unionista John Harling è incaricato di stanare un distaccamento sudista, responsabile di efferati assalti compiuti con inquietanti modalità. Harling, affiancato dal prigioniero Strayn, capisce di trovarsi di fronte a una minaccia soprannaturale, un'entità maligna che ha trasformato i soldati nemici in un un'orda di zombi pronta a invadere il paese.

Curiosa opera poco vista e di scarsa reperibilità che, anche per questo, ha assurto nel corso degli anni uno status di (semi)culto per essere uno dei primi, concreti esempi di commistione tra horror e western. "Grey Knight", conosciuto anche come "Ghost Brigade", esercita un discreto fascino ma non è un grande film, anzi, penalizzato inoltre da tagli avvenuti in fase di post-produzione : la versione più diffusa è quella tagliata (guarda caso) e meglio conosciuta con il titolo di "The Killing Box", il recente (pessimo) dvd italiano completa un quadro confusionario offrendo la versione cut ma con il titolo originale, complimenti. E dire che l'inizio è di quelli tosti, in piena guerra secessionista con soldati crocefissi a testa in giù, mentre un sinuoso piano-sequenza illustra un ospedale da campo, disseminato di arti tranciati e secchiate di sangue, quasi che sembra di stare per davvero in uno dei migliori racconti di Ambrose Bierce.

Presto però tutto si appiattisce anche a causa di una fotografia, anonima e "sbiancata", ideale più per un telefilm; il regista George Hickenlooper è in pratica al primo film, dopo avere diretto alcuni importanti documentari, uno di questi è "Hearts of Darkness: A Filmmaker's Apocalypse" (1991) sul capolavoro di Coppola del 1979 che viene indicato come una delle influenze della pellicola, a rafforzare questa ipotesi la breve apparizione di Martin Sheen nelle vesti di un generale che incarica il sottoposto Harling a una delicata missione, con le debite proporzioni, una sequenza(omaggio) che sostituisce gli scenari del Vietnam con quelli dell'America di metà 800 . Un altro particolare riconducibile al mitico film di guerra è l'espediente di una voce fuori campo, quella del capitano Harling, che più che altro si sente nei primi minuti. Il termine "The killing box", viene spiegato da una nota introduttiva presente nella versione cut (italiana), si riferisce a una tecnica militare di fuoco incrociato che non lascia scampo all'avversario, la stessa di cui rimane vittima un reparto di soldati sudisti.

Spesso inserito nel (sotto)genere "zombi", giustamente, resta facile comunque rimanere delusi nell'apprendere che i soldati sudisti non-morti sono sotto l'influsso di magie woodoo, senza mostrare carne putrescente e, soprattutto, ancora provvisti dell'uso della parola, capita quindi di assistere a diversi dialoghi che stemperano l'immagine disgustosa che un "non morto" dovrebbe sempre avere. Gli zombi sono riconoscibili, oltre per essere immuni alle pallottole, per un face-painting bianco, appena pronunciato, una sorta di rituale di origini lontane. "Grey Knight" ha un potenziale enorme, alla fine il suo interesse risiede in questo, male sfruttato forse ma che convoglia nella figura del morto vivente un forte senso di colpa, capace di travolgere la divisione tra unionisti e confederati perseguitati da una maledizione antica, proveniente da un deserto dell'Africa, la terra degli schiavi costretti a giungere nel nuovo mondo per essere sfruttati.

Un altro spunto interessante è la strana combinazione dei personaggi, il protagonista è il capitano John Harling (Adrian Pasdar) ma il suo migliore amico è l'avversario Strayn (Corbin Bernsen), ufficiale sudista incarcerato, rimesso in libertà per rintracciare i suoi uomini divenuti "ritornanti". Tra i due soldati si agitano sentimenti differenti, amplificati dalla presenza di una prigioniera nera, giovane e carina, chiusa in un mutismo che nasconde inquietanti segreti, tenuta legata in catene insieme a Strayn, infastidito dalla presenza di una "negra", la stessa che gli rivelerà una scomoda verità anche per mezzo di strani amuleti. "Grey Knight" non convince dal punto di vista dell'azione, anche quando si scopre il metodo per abbattere i non-morti, i momenti prettamente horror poi latitano, resta invece un'incombenza inquietante, suggerita da brevi immagini quasi lisergiche, tribali, di antiche caverne e deserti, in linea con "Demoniaca" (1992), un altro horror (superiore) del periodo. Nel cast da segnalare Ray Wise ("Twin Peaks") nei panni di un burbero colonnello confederato e di un allora poco conosciuto Billy Bob Thornton ("Babbo bastardo"), il regista Hickenlooper ("Factory girl") è morto a soli 47 anni nel 2010. Intrigante ma da vedere con basse aspettative.

Tit.originale: "Grey Knight"
paese: USA
Rating: 6/10

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