Mad Detective (2007)


Da Hong Kong un altro imperdibile titolo targato Milkyway.

Il giovane ispettore Ho Ka On, per risolvere il misterioso caso di un collega scomparso, contatta l'ex detective Chan Kwai Bun. L'uomo ha lasciato il corpo di polizia perchè giudicato pazzo, in passato però le sue doti da sensitivo hanno portato alla risoluzione di alcuni casi irrisolti. Chan Kwai Bun accetta di collaborare, per il giovane ispettore Ho Ka On inizia un'indagine insolita, tra visioni allucinatorie e presenze fantasma.

Il cinema di Johnnie To verte in buona parte sui polizieschi, "Mad Detective" rientra nella categoria ma svolta in direzioni sorprendenti, quelle della ghost-story , o meglio, nella percezione di una realtà alternativa, distorta, filtrata dalle visioni del protagonista, un allucinato detective con una dote particolare, quella di riuscire a vedere materializzate le personalità nascoste delle persone. "Mad Detective" è un poliziesco psicologico diretto da Johnnie To insieme al collaboratore inseparabile Wai Ka Fai, quest'ultimo anche sceneggiatore del film e di molti altri successi portati alla ribalta dalla Milkyway, la casa di produzione fondata dal prolifico duo. Una storia intrigante e misteriosa scritta con grande abilità e diretta con stile impeccabile, quasi chirurgico, un marchio di fabbrica che ha tenuto alto in questi anni il cinema di Hong Kong. La pellicola è il risultato di esperienze precedenti, del notevole "Running on Karma" (2003), in quel caso Johnnie To contamina(va) il poliziesco con altri generi "impazziti", tra kung fu e fantasy dark, sino al più canonico ma bellissimo "PTU" (2004), storie tese dei poliziotti di Hong Kong, tutti elementi che si ritrovano nell'affascinante "Mad Detective".

Film presentato a Venezia a fine agosto 2007 poi inspiegabilmente mai editato, non è un caso isolato purtroppo (si pensi a "Sukyaki Western Django" di T. Miike), per trama e atmosfere si tratta di un'opera accattivante per il pubblico occidentale, in fondo stupisce che non sia ancora giunto il solito remake americano d'ordinanza, in patria è rientrato nei "Cat III" (film a contenuto violento, solo per adulti) in pratica a causa di un'unica scena, forse la più celebre del film, quella dell'asportazione auto-inflitta dell'orecchio da parte del detective Bun, un gesto di follia mosso davanti a uno dei suoi superiori. Il personaggio è interpretato da Lau Ching Wan ("La vendetta della maschera nera", "Full Alert"), uno dei volti più noti di Hong Kong, qui più smagrito del solito ma sempre all'altezza della situazione. La realtà di Bun è popolata di "fantasmi" che gli altri non possono vedere, riesce inoltre a ricostruire gli avvenimenti entrando in simbiosi con gli oggetti e i luoghi dei delitti, da questo punto di vista si susseguono sequenze surreali, puntellate da una pregevole gusto evocativo, atte a ricostruire eventi criminosi e intercalate con la realtà e gli occhi dell'attonito ispettore On, sempre al fianco dell'esperto ma folle collega.

Prima che la storia si complichi nei meandri intriganti della seconda parte, a inizio pellicola, risulta curioso entrare nella mente di Bun, vivere le sue paure e i dubbi che lo attanagliano, le situazioni di pedinamento di un sospetto divengono l'occasione per scoprire che l'uomo è una combinazione di ben sette personalità-fantasmi differenti, molto divertente vedere il mad detective mentre segue per strada un manipolo di persone che solo lui può vedere, a capo delle quali vi è una donna elegante e risoluta. Di seguito arriva una scena nei bagni di un ristorante con il faccia a faccia tra Bun e le presenze incorporee tirato sino allo spasmo, una combinazione di sceneggiatura brillante (l'urina schizzata sulle gambe) e una regia pronta a restituire ogni grammo di tensione. Il mistero ruota intorno la scomparsa di un poliziotto, rimasto coinvolto con il partner nell'inseguimento di un ladro nella vegetazione di una boscaglia, dalla quale non è più riemerso, il problema é che la sua pistola é stata in seguito usata per compiere feroci rapine, l'unico sospetto rimane a distanza di mesi il collega sopravissuto.

L'indagine si sposta anche nella foresta, qui Bun non esita a farsi seppellire vivo per carpire eventuali segnali dell'altra dimensione, mentre le proiezioni mentali della (ex)moglie (Kelly Lin) diventano sempre più insistenti (da non perdere le prime sequenze di pellicola) e si confondo con la realtà, per un corto circuito che a un certo punto coinvolge anche l'ispettore On, l'attore Andy On, invischiato a sua volta nel ritrovamento di una pistola persa, un tema ricorrente anche nel precedente "PTU". Le scene d'azione passano in secondo piano nel contesto cerebrale di "Mad Detective", arriva comunque una gran sparatoria finale dal sapore cinefilo, immersa nei riflessi di specchi (rotti) come ne "La signora di Shangai" e "I tre dell'operazione Drago", densa di situazioni di stallo e puntamenti di pistole sui bersagli tipici del maestro del poliziesco-noir Johnnie To.

Tit. originale "Mad Detective" (intern.)
paese: Hong Kong
Rating: 8/10

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