Valhalla Rising (2009)


Il viaggio del misterioso guerriero One Eye nel medioevo oscuro dei vichinghi.

Il misterioso One Eye è tenuto segregato da una banda di vichinghi che lo costringono a battersi in combattimenti all'ultimo sangue. One Eye è un assassino implacabile, non parla, ma sembra conoscere la follia che attraversa gli uomini, divisi tra pagani e seguaci di Cristo. Nel corso di una rocambolesca fuga il guerriero uccide i suoi aguzzini e, insieme a un ragazzino a cui risparmia la vita, raggiunge un nuovo gruppo di vichinghi, pronti a partire verso Gerusalemme per combattere gli infedeli.

La prima cosa che colpisce in "Valhalla Rising" è l'inedito approccio meditativo e rarefatto, come la nebbia delle prime immagini che avvolge dei vichinghi, in attesa su una pendice montuosa; l'opera è considerata il migliore lavoro del regista emergente di origini danesi Nicolas Winding Refn e stupisce, ma non troppo, sapere che il suo prossimo film sarà un blockbuster americano, il remake del fantascientifico "La fuga di Logan" del 1976. Non sorprende dato che "Valhalla Rising" sembra proprio un film di fantascienza anni 70, denso di simboli e messaggi sotterranei, poco incline a facili scorciatoie, da notare la pressoché totale assenza di effetti speciali. Il medioevo è lo sfondo per la venuta di One Eye, un uomo dal passato misterioso e con il corpo segnato da cicatrici profonde, una è quella che riempe la sua orbita oculare sinistra vuota, da cui il nome di One Eye. Potrebbe essere un eroe dei western(spaghetti), in realtà è un omaggio allo Jena Plissken di "Fuga da New York" dalle valenze metafisiche, una vera essenza spirituale che cammina in mezzo agli uomini di un'epoca oscura.

One Eye ha il volto dell'attore Mads Mikkelsen (Le chiffre in "Casino Royale"), attore feticcio del regista per la trilogia di "Pusher", un personaggio che si evolve in diversi passaggi scanditi nella pellicola in capitoli, capace di improvvise e inquietanti visioni che anticipano il futuro. Tutto è già scritto e deciso da qualche parte, il compito di One Eye è solo quello di traghettare la sgomenta umanità verso l'ignoto. Ed è quello che accade, il protagonista potrebbe essere la morte stessa, del resto nessuno può batterlo, nonostante le sue ferite permanenti significano che può essere ucciso. Nel prologo viene impiegato in cruenti duelli ludici-rituali, legato a un palo al collo combatte contro avversari furibondi, massacrati da mosse spezza-ossa, colpi di pietra su crani aperti e morsi che provocano squarci sanguinosi, la regia cattura l'azione da diverse riprese congiunte con telecamere a mano, sembra il preludio di un bagno di sangue, viene issata su un palo la testa mozzata di un avversario, invece la storia ripiega su un piano differente, verso un viaggio per una terra lontana, fuori controllo e misteriosa, proprio come l'anima umana.

Girato per intero in Scozia "Valhalla Rising" ruota sull'antica leggenda che vuole i vichinghi giunti per primi in territorio americano, in fondo il recente "Pathfinder"(2007) tratta lo stesso tema ma per stile e finalità i film sono agli antipodi, dopo una lunga traversata in mare degna di un incubo surrealista dai colori incendiari, One Eye e il gruppo di vichinghi a cui si accompagna giungono in una terra misteriosa, ostile, lontana dalla Gerusalemme agognata. L'entrata nel nuovo territorio scatena la pazzia negli uomini, fanno uso anche di droghe, e il regista immobilizza le scene in frangenti "acidi" che sembrano ispirati a "Stalker" di Tarkovskij, anche se appare chiara l'influenza di "Apocalypse Now" nel viaggio dentro il cuore di tenebra della futura America, nella rappresentazione degli indiani dalla pelle infangata che silenti trafiggono i vichinghi con micidiali frecce.

One Eye è un eroe enigmatico e fantasmatico che non proferisce parola, al suo fianco un ragazzino biondo, testimone di violenze indicibili, l'unico che riesce ad avere un contatto vero con l'essere temuto da tutti, anche dagli indiani che da uomini della medicina forse hanno da subito intuito l'energia negativa dello straniero. Il finale mantiene fede al resto della pellicola, all'apparenza indecifrabile e di cieca violenza ma in fondo carico di speranza per un nuova umanità. "Valhalla Rising" è un percorso verso l'ignoto, aperto a più interpretazioni, un vero cinema di genere e d'autore che riesce ad emergere sempre più di rado, in Italia si attende ancora la distribuzione. Da vedere.

Tit.originale "Valhalla Rising"
paese: Danimarca/Inghilterra
Rating: 8/10

Commenti

Messer Sottile ha detto…
Splendida recensione: devo assolutamente procurami questo film!
Sciamano ha detto…
Grazie Messer Sottile! si tratta (a mio avviso) di uno di quei film che ti rimangono dentro a fine visione...
HapHap ha detto…
Ciao Sciamano! Mi associo ai complimenti per la tua rece tant' è che sono appena entrato in possesso di questo film e stasera me lo godo.
Del 13°Guerriero che ne pensi? Io ho letto anche il libro da cui è tratto (Mangiatori di Morte) che mi è piaciuto molto.
La trasposizione cinematografica, seppur breve e un pò troppo semplificativa, mi ha comunque divertito. Mi piacerebbe molto un Tuo parere. A presto!
Sciamano ha detto…
c'è una rece de "il 13° guerriero", lo adoro, molto bello anche il libro!..."Valhalla Rising" però é (molto)diverso. Ciao e grazie;)
HakHap ha detto…
Appena visto.
Di sicuro non lascia indifferenti: film molto particolare, crepuscalore, onirico e dai tempi assai dilatati ma molto coinvolgente.
Complimenti per i tuoi riferimenti ad Apocalipse Now e STALKER.
Certo che tra questo e BlackDeath mi hai steso :-)!
Però è sopratutto così che vanno rappresentate queste storie nella loro durezza e crudezza. Un salutone!!!
elgraeco ha detto…
Approvo.
La rece e il film. È uno di quei fiml che fa riflettere.
Direi quasi metafisico. Anzi, togliamo il quasi.

Un tempo credevo che fosse un peccato che se ne facessero così pochi di film di questo tipo. Ora ne sono lieto, perché sono rari e preziosi.

Ciao! ;)
Sciamano ha detto…
mi fa piacere sentire i vs. apprezzamenti, é un film che merita, per quanto mi riguarda devo dire che con questo tipo di film mi trovo a mio agio(non mi viene un termine migliore adesso..), sono quei film che ti sembra di averli immaginati/sognati in testa e che poi...boom....te li ritrovi materializzati, insomma complimenti a Nicolas Winding Refn.
ciao;)