L'ultimo combattimento di Chen (1978)


L'ultimo postumo film di Bruce Lee.

Billy Lo è un affermato idolo delle arti marziali di Hong Kong. Sul ragazzo incombe un'organizzazione criminale che vuole sfruttare la sua notorietà, Billy però non è disposto a stringere accordi con nessuno ma questa condotta lo mette nei guai, sino a coinvolgere la sua fidanzata. I criminali, data la riluttanza di Billy, iniziano a lanciare avvertimenti sempre più violenti che scatenano un vero confronto mortale.
"L'ultimo combattimento di Chen" è costruito intorno ai pochi minuti inediti girati da Bruce Lee, poco prima di morire nel 1973, un film discutibile, di puro sciacallaggio e speculazione, ma anche uno dei tasselli fondamentali che compongono la leggenda del più celebre artista marziale di tutti i tempi. In poche parole è impossibile frequentare il cinema di arti marziali senza averlo visto almeno una volta. Non è un bel film, sembra girato anche in fretta e con pochi soldi, prodotto da Raymond Chow che in quegli anni ha voluto monetizzare la prematura scomparsa di un vero idolo, l'eroe di un pugno di film capaci di sconvolgere per sempre il cinema (action) mondiale. Bruce Lee muore in circostanze mai del tutto chiarite mentre è intento nella realizzazione di un film ambizioso, lontano dai freschi successi di "Dalla Cina con furore" e "L'urlo di Chen terrorizza anche l'occidente", intitolato "Game of death" e basato su una storia dalla forte impronta spirituale unita a una variegata tecnica di combattimento. Bruce Lee nell'idea originale era regista, attore e coreografo e prevedeva una serie di scontri con differenti avversari per ascendere a un livello elevato, inteso soprattutto come una dimensione interiore. Di quella esperienza sono rimasti circa 35 minuti di girato (visibili nel documentario "Bruce Lee - il viaggio di un guerriero"), per il film in questione ridotti a soli 11 minuti posti nel finale (meno una breve parentesi iniziale con Kareem Abdul Jabbar che elimina un traditore).

Per la regia viene richiamato Robert Clouse, celebre per il mitico "I tre dell'operazione drago" (1973), che tenta la difficile operazione di valorizzare l'esiguo minutaggio con presente Bruce Lee, con esiti quasi ridicoli visto che l'ora che precede il finale è sorretta dalla comparsa di due sosia (uno, per poco, è il fantastico Yuen Biao) che interpretano il fittizio protagonista Billy Lo, chiaramente ricalcato sul vero Bruce Lee. La storia infatti non si preoccupa di mischiare eventi reali con la finzione, in un mix micidiale di scorrettezza e ingenuità che tritura la vita pubblica e privata del grande Bruce Lee, non si esita nemmeno nel mostrare i veri funerali e un'inquadratura dentro la bara. Il concetto di meta-cinema si concretizza con numerosi inserti provenienti dai film precedenti della star, l'epico scontro al Colosseo con Chuck Norris, spacciati come scene girate da Billy Lo intento nei set di posa, in uno di questi frangenti avviene poi l'autentico e infausto presagio della morte di Brandon Lee (per i pochi che non sanno: il figlio di Bruce morto sul set de "Il Corvo", 1994) dato che uno dei criminali si confonde tra le comparse di una ripresa, quella del salto finale di "Dalla Cina con furore", per sparare a Billy con una pistola caricata con pallottole vere.

Il film è girato a Hong Kong e Macau, spesso di notte per confondere il volto dei falsi Bruce Lee che compaiono di spalla o coperti da occhiali da sole giganti, a un certo punto Billy viene ferito al volto e fasciato come una mummia(!), i combattimenti non sono neppure una gran cosa, piegati in una parodia del Bruce Lee originale tra miagolii e pose/atteggiamenti quasi sempre stucchevoli, invero riproposti in seguito in decine (se non centinaia) di altri film, le coreografie comunque sono del grande Sammo Hung che compare anche nella scena del torneo di Macau nel duello contro Robert Wall, da notare che entrambi avevano affrontato Bruce Lee in "I tre dell'operazione drago". "L'ultimo combattimento di Chen" ha una serie di villains con tratti occidentali, Steiner(Hugh O'brian) e il Dr. Land (Dean Jagger), i quali comandano i tre avversari, ormai divenuti mitici, che Bruce Lee affronta nel finale: Dan Inosanto, Jin Han Jae, il cestista Kareem Abdul Jabbar prestato alle arti marziali.

In questi minuti finali si ritorna cosi al footage del 1973, con Bruce Lee che veste la ormai celebre tuta gialla con le strisce nere sui fianchi, omaggiata in svariati film (tra gli ultimi arrivati anche "Kill Bill Vol.I"), intento a salire una pagoda (nel film fatta passare per l'interno di un ristorante!), come i livelli di un video-game, per affrontare prima uno specialista di nunchako (Dan Inosanto), un campione di Hapkido (Jin Han Jae) e uno straniante, longilineo gigante di colore provvisto di un calcio micidiale (il primo colpo lascia un'impronta del piede sulla tuta di Bruce Lee), interpretato da kareem Abdul Jabbar. Gli scontri sono molto violenti, duri, con il piccolo drago teso in ogni sua fibra per sferrare colpi di un'agilità e velocità prodigiose, caratteristiche ben conosciute da tutti gli adoratori del cinema di arti marziali, sono sequenze imperdibili che insieme all'epico main-theme firmato dal maestro John Barry (1933-2011) salvano un film mediocre e ne decretano l'importanza storica.

Tit.originale: "Game of Death"
paese: Hong Kong/USA
Rating: 6/10

Commenti