Sette note in nero (1977)



Il thriller (para)psicologico di Lucio Fulci.

Sin da bambina Virginia si è accorta di avere poteri premonitori, in grado di avvertire i tragici eventi. La donna vive ora felice in Toscana insieme al ricco marito Francesco; Virginia però è colpita da un'altra spaventosa visione di morte: una donna riversa nel sangue vicino a uno sconosciuto. Poco dopo Virginia visita un casolare abbandonato, proprietà di Francesco, e scopre che si tratta del luogo del delitto descritto nella visione , dietro una parete viene rinvenuto lo scheletro di una donna. Al rientro da un viaggio all'estero Francesco, dopo una breve indagine, viene accusato dell'omicidio ma Virginia è convinta che il vero assassino sia ancora in libertà.

Importante opera per il regista Lucio Fulci che comincia a esplorare i territori del fantastico puro, il preludio agli zombie-movie successivi ("Zombi 2", "L'aldilà"), "Sette note in nero" è considerato un (giallo)thriller a tinte horror inquietante, pieno di riferimenti onirici e parapsicologici che denotano il tocco inconfondibile del maestro. Un film potente, denso di atmosfere malsane come nei migliori lavori del regista, un concentrato di paura costruito su una sceneggiatura geniale trattata da Fulci stesso e i fidati Dardano Sacchetti ("Zombi 2") e Roberto Gianviti ("Non si sevizia un paperino") che riesce a tenere con il fiato sospeso sino a un finale che non delude, nonostante si possa intuire, aperto a una doppia interpretazione e ispirato ai racconti "Il gatto nero"(ripreso da Fulci per un altro film, "Black Cat", 1981) e "Il cuore rivelatore" di Edgard Allan Poe, scrittore definito da Fulci in una vecchia intervista come il suo preferito. Il film chiude una sorta di trilogia "thriller" eccezionale, si esclude il discreto "Una sull'altra" (1969), iniziata con "Una lucertola con la pelle di donna" (1971) e suggellata dal capolavoro "Non si sevizia un paperino" (1972), l'ennesima testimonianza di un autore che attraversa i generi disseminandoli di tesori preziosi.

La figura centrale è la bella Virginia, l'attrice Jennifer O'Neill ("Rio Lobo", "Scanners"), la vicenda è filtrata con i suoi occhi, le sue paure sono quelle dello spettatore, la ragazza è in possesso di una facoltà incontrollabile, la veggenza, non tenuta conto dalle persone che la circondano nonostante, da bambina, percepisce a centinaia di chilometri di distanza il momento del tragico suicidio della madre, pronta a gettarsi da una scogliera, una sequenza che recupera quella vista in "Non si sevizia un paperino", il volo dalla rupe, con gli stessi cruenti effetti splatter di un corpo (un evidente manichino) sfracellato sulle rocce. Il film del 1972 viene richiamato anche dalla presenza di Marc Porel, era il prete del paese, qui nel ruolo dell'amico di Virginia esperto di parapsicologia, insieme tentano di scavare nelle visioni della donna, emergono rivelazioni sempre più sorprendenti che possono confondere, e l'intento è proprio quello, per poi ricomporre nel finale una realtà lontana da quella percepita.

"Sette note in nero" è girato nei bellissimi dintorni di Siena, la città non manca di essere ripresa nei pressi della famosa piazza centrale, scenari restituiti pregni di malevola incombenza, lugubri, sin dalle prime immagini che precipitano la protagonista a interrogarsi sulle macabre premonizioni scaturite dalla sua mente, la scena in macchina dell'entrata nei tunnel, un vero passaggio verso l'"altra parte", insondabile e oscuro dal quale provengono schegge di realtà impazzite, nel sottinteso concetto che vuole il destino degli uomini già scritto, impossibile da modificare nonostante ogni sforzo e decisione. La pellicola infatti si arricchisce di piccoli dettagli, informazioni, personaggi, intorno al macabro rinvenimento di uno scheletro poi rivelatosi di una giovane ragazza, in un'indagine intrigante e paranormale che mischia di continuo il passato, il presente ma anche il futuro, un viaggio affascinante che la regia di Fulci mantiene sempre con una tensione encomiabile e puntellato da una colonna sonora straordinaria, culminante nel suono di un carillon che si diffonde nei momenti più emozionanti.

Il film ha goduto di una piccola ribalta grazie a Tarantino, sempre lui, che ha voluto omaggiare Fulci inserendo in una scena di "Kill Bill Vol I" il suono del carillon, come nei migliori esempi del cinema italiano dei tempi andati (da Sergio Leone a Dario Argento) in "Sette note in nero" la qualità sopraffina delle immagini si sposa con un commento sonoro evocativo, curato dal trio Bixio-Frizzi-Tempera, per un mix micidiale di terrore e atmosfere gotiche, queste ultime suggerite da vecchie case, chiese abbandonate, mentre la cornice secolare di Siena compie il resto. Dal comparto tecnico, guidato dalla fotografia di Sergio Salvati ("L'aldila'"), alla regia di Fulci che indugia poco sugli effetti sanguinolenti per trasmettere l'orrore, è difficile trovare qualcosa fuori posto, anche tra gli attori il volto, familiare per gli spaghetti-western (su tutti quelli nei panni del pistolero Sartana), di Gianni Garko funziona alla perfezione per il personaggio indecifrabile di Francesco Ducci. Tra i migliori film mai realizzati da Fulci, di conseguenza imperdibile.

paese: Italia
Rating: 9/10

Commenti

Anonimo ha detto…
Ottimo film, rivisto di recente. Devo dire che il film ha un ottima atmosfera, e la commistione tra reale e onirico è davvero ben fatta.
Quanto eranomo bravi noi italiani negli anni '70 nel genere giallo/horror.
L'unica pecca è il manichino gettato nel burrone. Un trucco troppo grossolano e datato rispetto agli effetti speciali odierni.
Consiglio caldamente anche Non si sevizia un Paperino. In teoria il film dovrebbe essere ambientato in Basilicata o in Puglia, anche se i protagonisti parlano un dialetto che mi pare siciliano, ma a parte questo è un ottimo horror gotico e rurale.

Maybe
Sciamano ha detto…
il manichino visto oggi, vero, é ridicolo...ai tempi però tutti usavano più o meno gli stessi effetti "speciali"(americani compresi), dei thriller di Fulci "Non si sevia un paperino" é quello che preferisco(e anche il primo film del regista che ho visto, forse é anche una questione affettiva) ma questo "Sette note in nero" è fantastico. ciao e grazie x il commento;)