2002: La Seconda Odissea (1972)



Un classico della fantascienza (ecologista) anni 70.

Anno 2002, l'uomo ha debellato le guerre, le malattie e la povertà, la terra ora è ridotta in un'immensa città tecnologica. Gli ultimi resti della vegetazione naturale e del regno animale del pianeta sono conservati in enormi astronavi ormeggiate nello spazio, dimenticate e divenute il ricordo di un'epoca ormai passata. Quando all'equipaggio dell'astronave Velley Forge viene ordinato di distruggere le cupole-serra il biologo Lowell si ribella e con ogni mezzo tenta di preservare l'ultimo tesoro di un'umanità perduta.

Gran parte dei discorsi a riguardo "2002: la seconda odissea" viene spesa, in maniera inevitabile, nel constatare che non si tratta del sequel del famoso "2001: Odissea nello spazio", l'equivoco nasce dal "creativo" doppiaggio italiano, e relativo titolo, che inserisce nel prologo un collegamento con il monolite nero e, successivamente, la voce di Gianfranco Bellini prestata al mitico calcolatore Hal9000, presenti nel film di Kubrick. Il vero punto di contatto con "2001" è invece il regista Douglas Trumbull passato alla regia dopo avere curato gli effetti speciali (ottici) per il film dell'autore di "Arancia Meccanica", un esordio nella fantascienza il cui titolo originale è "Silent Running" che meglio rappresenta lo spirito della pellicola, di sicuro influenzato dai venti libertari della cultura hippy post 68, una disperata difesa dei valori perduti e rinnegati da un'umanità incurante e sottolineata, ulteriormente, dalla voce di Joan Beaz che pervade la colonna sonora.

Il film viene tacciato di retorica e ingenuità, molti però scordano che l'anno di produzione è il 1972, quando termini come "effetto serra" e le tristi località di Chernobyl e Fukushima, solo per dire di alcune, erano sconosciuti. La questione ecologica viene presa di petto e trasferita in un contesto di fantascienza, in un'epoca in cui i livelli di cementificazione e deforestazione erano ancora entro limiti accettabili, senza tenere conto dell'inquinamento più contenuto, elementi che fanno riflettere se non vacillare la mente per la disastrosa situazione attuale. "2002: la seconda odissea"è semplice e coglie nel segno, appare chiaro che il futuro degli uomini è chiuso nel cinismo e la tecnologia, quello che si sviluppa agli occhi dello spettatore in fondo è plausibile anche se sconcertante per il semplice fatto che riflette la realtà: la noncuranza delle cose veramente importanti, la ricerca dei bisogni immediati e quasi sempre inutili, la totale indifferenza per chi verrà dopo. La storia è quella di una sconfitta, non tanto per i protagonisti, quanto per l'umanità intera e chi meglio di un "perdente" come Michael Cimino poteva figurare tra gli sceneggiatori? l'autore del futuro "Il cacciatore" è qui, in pratica, agli esordi ma già si fanno strada il dolore e l'ingiustizia che attraversano tutte le sue opere, un grande troppo spesso dimenticato.

Il protagonista ricade sulle spalle di Bruce Dern, il biologo Lowell, figura poco affascinante, schiva e insofferente verso i suoi compagni di astronave che sembrano anticipare i protagonisti annoiati di "Dark Star" (1974) e che non vedono l'ora di tornare sulla terra, l'equilibrio mentale dell'uomo però cambia verso pulsioni violente nel momento in cui apprende che l'ultimo micro-cosmo di natura preservata verrà annientato da una mini-bomba nucleare. L'aspetto tecnico di "2002: la seconda odissea" è pregevole anche se, in tempi di computer grafica, appare molto datato, e se le miniature e i modellini di astronavi tradiscono l'artificio, reggono ancora invece le inquadrature che dall'interno dei moduli si allargano in panoramiche verso l'esterno dello spazio mantenendo credibili le proporzioni e l'interazione degli attori (la scena di Lowell che guarda fuori dall'oblo nel settore cucina dell'astronave).

Per una questione di costi la produzione incarica alcuni giovani studenti per il set-design, tra questi emerge John Dykstra che diverrà uno dei nomi più importanti nel campo degli effetti visuali ("Guerre Stellari"!), altro nome storico quello di Richard Yuricich ("Blade Runner", "Punto di non ritorno") presente nel reparto effetti speciali. Douglas Trumbull inserisce delle sequenze ambientate nei pressi di Saturno, previste in origini per "2001 Odissea nello spazio" e poi non ultimate, nella continua ricerca, come era ovvio immaginare, dell'aspetto visivo-scenografico ma il regista non perde mai di vista la tensione drammatica e, verso il finale, riesce a raggiungere picchi che si possono definire struggenti. La pellicola è anche ricordata per la presenza di alcuni dei più simpatici e memorabili robot del cinema di fantascienza, provvisti dei nomi buffi di Paperino e Paperina, interpretati da attori disabili(senza arti) in costume, dei veri e propri personaggi divenuti all'improvviso i compagni d'avventura del protagonista Lowell.

Tit.originale:"Silent Running"
paese: USA
Rating:8/10

Commenti

hakhap ha detto…
Grande Sciamano! Questo è un piccolo gioello fantaecologista che merita di essere rivisto o riscoperto.
Mi piacque fin da bambino e, persolamente, in barba alla tanto abusata CGI resterò un eterno fan di modellini, miniature, animatronic et affini.
Scusami per la mancata firma del messaggio precedente ed un salutone.
Munzic ha detto…
L'ho sempre snobbato pensando fosse un clone di 2001 -
Ma la tua recensione mi ha incuriosito. La sinossi mi pare, ancora oggi, molto interessante.
Provvederò.
Ciao, grazie.
Sciamano ha detto…
@Hakhap: io l'ho visto x la prima volta solo una decina di anni fà, ora rivedendolo devo dire che mantiene intatto il suo fascino. Figurati, avevo capito che eri tu;)

@Munzic: il titolo italiano é davvero traditore, grazie a te per il tuo commento;)