The Black Hole - Il Buco Nero (1979)



Un viaggio ai confini dell'universo prodotto dalla Walt Disney.

La nave di esplorazione Palomino rintraccia in un remoto angolo dello spazio la Cygnus, un vascello disperso da 20 anni che staziona nei pressi di un enorme buco nero. L'equipaggio del capitano Holland scopre sulla Cygnus un unico superstite, il dottor Reinhardt, uno scienziato che nel corso degli anni ha sviluppato incredibili capacità scientifiche e con un grande obiettivo: attraversare il buco nero per giungere verso nuove dimensioni.

Per riflesso incondizionato il nome Walt Disney si associa sempre ai bambini e alla famiglia, "The Black Hole" invece è un film adulto, di cupa fantascienza, ragione per la quale si deve con grossa probabilità il non entusiasmante successo, a dire la verità la pellicola gode da sempre di un giudizio critico severo e ingiustificato. La struttura di "The Black Hole" ciononostante denota  le caratteristiche di un prodotto Walt Disney, si regge su alcuni dei capisaldi anni 50 come "20.000 Leghe sotto i mari" (1954), certe ambientazioni e la figura del capitano Nemo, ma anche a "Il Pianeta proibito" (1956), divenuto un classico grazie anche al contributo dello staff tecnico della casa che ha creato Mickey Mouse, in cui compare l'ambiguo dottor Morbius, un'evidente influenza nella costruzione del personaggio del dottor Reinhardt, il luminare animato da una smania di grandezza e accecato nella folle ricerca della conoscenza assoluta. Non si può nascondere che il fresco successo di "Guerre Stellari"(1977) è determinante nella realizzazione del film diretto da Gary Nelson che riesce comunque a tenersi a distanza, nonostante l'introduzione tra i personaggi principali di alcuni robot, memori dei mitici C3PO e C1P8(D2R2) ideati da George Lucas.

"The Black Hole" si fa apprezzare per il comparto scenografico e visuale, da notare che i titoli di testa in computer grafica sembrano anticipare il concept di "Tron" (1982), nella ricostruzione di una remota zona dello spazio in cui si trova un enorme buco nero, un vortice di energia riprodotto con un tuttora pregevole effetto visivo e, anche per questo, inquadrato più volte nel corso della vicenda. Altro aspetto notevole è l'imponente astronave Cygnus, il modellino utilizzato è fantastico e deve avere ispirato quello della Event Horizon di "Punto di non ritorno", a proposito, il film di Anderson a ragion veduta ha preso più di uno spunto da "The Black Hole", si pensi ai passaggi ad altre dimensioni e la figura malvagia del dottor Weir. Di contro l'astronave Palomino è buffa, sembra una pentola rovesciata. I set principali evocano gli interni della Cygnus, piuttosto scarni e inquietanti, l'astronave registra solo un sopravvissuto, il dottore Reinhardt, ma altre figure si muovono silenziose, sono l'esercito di automi creati dallo scienziato e dal volto indistinto che nascondono un macabro retroscena, i protagonisti di una delle migliori scene della pellicola: il lancio di una bara nello spazio.

Il cast è interessante ma non sembra crederci del tutto in questa operazione, un peccato perché stiamo parlando di gente come Anthony Perkins ("Psyco"), nella parte di un uomo che cade affascinato dalla visione di Reinhardt, e di Ernest Borgnine ("Il mucchio selvaggio"), un giornalista curioso e quasi incredulo, mentre colui che dovrebbe essere l'eroe della situazione, il capitano Holland, è un Robert Forster ("Jackie Brown") anche troppo serioso. A completare la formazione arrivano l'insipida Yvette Mimieux, una scienziata con poteri ESP (non viene spiegato per quale ragione) che la legano al robot V.I.N.CENT., e il belloccio ma anonimo Joseph Bottom, il pilota Pizar. Il dottor Reinhardt è Maximillian Schell ("Vampires"), efficace, anche nel look. A venire in soccorso agli interpreti umani vi sono due robot, gli appassionati li considerano ormai delle celebrità, anche se non hanno mai sfondato veramente nell'immaginario, si tratta dei fluttuanti V.I.N.CENT, chiaro modello ispirato a C1P8, e di Maximillian, il braccio armato di Reinhardt, i due avranno modo di confrontarsi anche in duello.

Se gli effetti visivi sono notevoli, memorabile la pioggia di meteoriti e lo sfondamento conseguente dello scafo della nave(Cygnus), non si può dire lo stesso per gli effetti meccanici e le scene d'azione con al centro troppo spesso degli automi che cadono come manichini, altri momenti paiono stucchevoli (la gara di tiro a segno tra robot). "The Black Hole" riprende quota nel concitato e distruttivo finale che può ricordare, addirittura, quello di "2001 Odissea nello spazio": un viaggio attraverso dimensioni sconosciute e visioni oniriche, immersi in sequenze suggestive-psichedeliche di paradisi e inferni, scagliati verso una nuova realtà misteriosa. Un film del genere meriterebbe più di altri un bel remake, magari con le ultime tecniche in 3D.

Tit.Originale: "The Black Hole"
paese: USA
Rating: 7/10

Commenti

elgraeco ha detto…
D'accordo in tutto e per tutto, caro Sciamano.
Film adulto che non venne capito perché troppo spiazzante rispetto agli standard disneyani.
Bellissimo il finale.

;)
Sciamano ha detto…
il finale é davvero una sorpresa, comunque una goduria rivedere per me un film dopo 30 anni (!), ricordavo solo la scena dei meteoriti....la tua rece dell'anno scorso poi mi aveva messo un tarlo nel cervello;)
CyberLuke ha detto…
E vogliamo dire del finale?
A me, mette ancora inquietudine.
Sciamano ha detto…
confermo ;)