Dead Snow (2009)


Zombi-nazi dalla innevata Norvegia.

Un gruppo di studenti raggiunge uno sperduto casolare di un'impervia regione coperta dalla neve. I ragazzi si apprestano a trascorrere un'insolita vacanza, immersi nella gelida natura, intanto Sara, la proprietaria della casa, non si è ancora fatta viva, il fidanzato Vegard minimizza il ritardo della giovane ma comincia con il passare delle ore a essere perplesso. A portare ulteriore scompiglio è l'arrivo di un solitario escursionista che, nel cuore della notte, racconta una storia di morte e violenza legata al territorio, risalente alla seconda guerra mondiale durante l'occupazione dei nazisti.

Dalla Norvegia un piccolo ritorno di fiamma per gli zombi-nazi al cinema, i primi vengono fatti risalire al delizioso b-horror "L'occhio del triangolo" (1977), che seguono quelli visti nell'inglese "Outpost" (2008) e denotano l'ulteriore vitalità del filone zombi che, a partire da "Resident Evil" (2002), conosce la sua stagione più fiorente e di successo, ancora lontana dall'esaurirsi. "Dead Snow" racchiude bene nel titolo le prerogative principali della pellicola, tanta neve schizzata di sangue e pregna di morte, anche se il piatto forte sono gli zombi con le divise delle SS, un concentrato simbolico del male puro basato sulla reale occupazione delle truppe del Terzo Reich in Scandinavia: nei mesi tra aprile e giugno del 1940 in Norvegia vi furono i primi scontri terrestri tra alleati e nazisti con grave coinvolgimento delle popolazioni civili.
Il triste passato viene comunque virato in un contesto fantastico, quasi leggendario, per mezzo del racconto di un misterioso viaggiatore che incontra i protagonisti nel casolare, i quali apprendono della rivolta degli abitanti della zona contro i nazisti, massacrati e costretti in fuga verso una lenta morte nelle braccia del gelo polare, da allora, si dice, sull'intero territorio grava la maledizione del generale SS Herzog (in onore al regista Werner? può darsi) e dei suoi uomini. .

"Dead Snow" è ben confezionato dal punto di vista tecnico, girato in situazioni davvero impervie, tra bufere di neve e temperature proibitive, i norvegesi però giocano in casa, la troupe a cominciare dal regista Tommy Wirkola conosce bene le insidie climatiche di quelle parti e le sfrutta per le migliori scene del film. "Dead Snow" ha però il limite di essere (troppo)derivativo e citazionista nei confronti dell'ormai lontano e inflazionato horror anni 80, non è difficile comprendere già dalle prime immagini che "La Casa" (1981) di Sam Raimi è il film di riferimento principale, del resto i protagonisti vivono la stessa avventura, al posto delle forze del male nascoste nel bosco qui compaiono zombi assassini, uno dei ragazzi inoltre si fregia della maglietta di "Braindead" (1992) di Jackson, il secondo grande totem a cui Wirkola guarda con riverenza. Vi sono quindi scontati intermezzi tra ragazzi e ragazze, non mancano mai (notare) il nerd e la disinibita di turno, in ritratti piuttosto piatti, se qualcuno è in cerca del nuovo Bruce Campbell, l'eroe Ash della saga "Evil Dead", poi rimane deluso.

La pellicola mantiene l'equilibrio tra situazioni grottesche e horror truculento, senza scadere troppo nella commedia demenziale, pericolo sfiorato in almeno in un paio di scene, e si fa apprezzare per l'impatto cromatico del nero della carne morta e divise logore dei zombi-nazi, stagliati sui fondali bianchi e nevosi. La figura del generale Herzog svetta inquietante bardata con i vessilli di un'epoca terribile che non vuole scomparire. L'azione prende il sopravvento e si espande in tutta la seconda parte della pellicola con buona pace della tensione, prevedibile e costruita con poca cura, intravista nei primi momenti con l'arrivo al casolare. Non vi sono molte sorprese, i componenti della spedizione vacanziera vengono fatti a pezzi uno alla volta, alcuni si abbandonano in sortite solitarie, nel prologo inoltre si assiste a un primo brutto incontro in una classica scena notturna con una vittima in fuga braccata da mostri invisibili.

Il problema di "Dead Snow" è quello di uscire con almeno 10 anni di ritardo, adagiato su canovacci risaputi e soluzioni tecnico-visive collaudate, il film resta godibile, per gli amanti degli zombie è un appuntamento irrinunciabile dato i suoi nazisti ritornanti, a un certo punto saltano fuori da ogni angolo formando un vero plotone di morti viventi. Le scene splatter riescono ancora in fondo a divertire, sono numerose e sanguinolente, questa volta al passo con gli ultimi ritrovati, visto che la maggior parte sono riprodotte in CGI e green-screen, non si può fare a meno di notare però il continuo rimando a cose già viste: si ripropongono le orbite oculari sfondate con le dita ("La Casa"), cervelli estratti alla "Braindead" e vedere la solita motosega usata come arma, introdotta con un montaggio preso di peso da "La Casa 2" (che viene citato pure nei dialoghi!), di questi tempi non sorprende più nessuno. I momenti migliori invece sono quelli caratteristici, che uno si aspetta (?) da un film horror norvegese, e riguardano l'incursione solitaria di Vegard in mezzo le nevi a bordo di una moto-slitta, in seguito personalizzata con una mitragliatrice nazista, su cui forse era il caso di insistere.

Tit.originale:"Død snø"
paese: Norvegia
Rating: 6/10

Commenti

Garba ha detto…
Lo si gode ridendo abbastanza di gusto.
Sciamano ha detto…
io l'ho trovato meno demenziale di quello che si dice, comunque un paio di sorrisi li strappa, ciao;)