I Vivi e i Morti (1960)



Il primo film del ciclo di Corman dedicato a Edgard Allan Poe.

Il giovane Philip raggiunge in una zona desolata la casa degli Usher, l'intenzione è quella di incontrare la fidanzata Madeline per chiederle la mano. Philip però trova un clima ostile e di abbandono, la ragazza versa in gravi condizioni fisiche mentre il fratello Roderick Usher è contrariato dai propositi dell'ospite. Roderick sembra pervaso da una follia incontenibile e ammorbante, Philip però vuole salvare la donna dagli influssi maligni del fratello, intanto su casa Usher sembrano premere forze oscure di disfacimento e distruzione.

Il regista Roger Corman pone le basi per la famosa serie di horror ispirati alle opere di Edgard Allan Poe, tutti i film successivi saranno debitori dell'eleganza formale e sopraffina de "I vivi e i morti" e segnati dalla presenza dell'indimenticabile Vincent Price, divenuto in quel periodo il perfetto interprete degli (anti)eroi immersi nella paura di un passato misterioso. Il film parte dal racconto "La caduta della casa degli Usher" per la costruzione di una dimensione decadente e corrotta che risalta la visione (ultra)dark dell'esistenza secondo Edgard Allan Poe, uno stato d'animo che investe ogni elemento a partire dalla casa Usher, vero labirinto delle paure umane, l'edificio incombente in lotta contro uno sgretolamento che appare sempre più vicino. I titoli di testa sono dei fumogeni virati in colorazioni fiammeggianti verdi e rosse che potrebbero avere colpito Mario Bava, lo stesso anno il regista italiano si presenta al mondo con il folgorante "La maschera del demonio", da parte sua Corman trova il tempo per dirigere un altro (piccolo)classico: "La piccola bottega degli orrori".

Il prologo de "I Vivi e i Morti" è l'entrata in un mondo morto e bruciato, il paesaggio che circonda la casa Usher, il fulcro maligno della zona che il giovane Philip è costretto raggiungere. L'edificio è un vecchio palazzo signorile avvolto dalle nebbie e arbusti rinsecchiti, il suo interno appare più invitante per gli importanti arazzi, enormi tappeti e mobili di pregio ma ogni cosa sembra soccombere sotto l'usura e il peso degli anni. "I Vivi e i Morti" è anche la prima collaborazione tra Corman e lo sceneggiatore Richard Matheson che imbastisce la storia intorno a solo quattro personaggi di numero dentro un ristretto spazio di ambienti (chiusi). il film però appare sontuoso nelle ricercate scenografie e nella bellezza della fotografia che risalta i toni rossi mentre la colonna sonora di Les Baxter interagisce al meglio nel preservare la tensione.

Le suggestioni di Poe si notano nella sequenza delle esequie premature e la tumulazione di Madeline (Myrna Fahey) colpita da catalessi, aspetto al centro del successivo "Sepolto Vivo", ma la pellicola è inquietante per lo sguardo continuo sulla fragilità della vita umana, destinata alla decadenza fisica ma soprattutto mentale, in cui regna incontrastato il male qui descritto come un'entità reale, invadente, di antica provenienza e capace di infettare anche le vergini regioni del Nord America. "La vita sfugge" dice Roderick e nulla può fermare la marcia verso la morte e la follia, soprattutto quando gli avi degli Usher sono conosciuti per essere stati degli assassini e schiavisti. Vincent Price è posseduto nel ruolo di Roderick, uomo austero e di cultura che ormai percepisce la realtà come un incubo, non sopporta le emozioni e soffre al minimo rumore, si presenta con una vestaglia lunga e rossa poi ripresa da Gary Oldman per il suo Dracula con Coppola, non a caso forse, visto che Price sembra un vampiro sbiancato in volto e dai capelli albini, da non mancare alcuni funesti monologhi dell'attore mentre enuncia allo sgomento Philip le gesta degli Usher.

Mark Damon è Philip, il barlume di vita, il raggio di sole che penetra nella casa Usher non ancora travolto dalle spire del male, elemento che ha invece ormai compromesso il fedele maggiordomo degli Usher, Bristol(harry Ellerbe) , e la giovane fidanzata succube del fratello, il ragazzo è preda di incubi popolati dai fantasmi della casa dalle sembianze umane, pronti a travolgerlo come zombi famelici intorno a una vittima circondata. Finale molto bello, purificatore e accecato dal fuoco, il marchio di fabbrica Roger Corman presente con minime varianti nei seguenti film della serie. Un vero classico.

Tit.Originale: "House of Usher"
paese: USA
Rating: 8/10

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