Il Corvo (1994)



Il fatale cinecomix horror che ha spezzato la vita del protagonista Brandon Lee.

La città è in mano al crimine, a farne le spese anche il cantante Eric Draven e la sua fidanzata, uccisi dopo una violenta aggressione per mano di balordi. Qualcosa però rianima il giovane Eric, un anno dopo la sua morte risorge con il cuore carico di odio e dolore, accompagnato da un inseparabile corvo e spinto dalla sete di vendetta si mette in cerca degli assassini che hanno distrutto la sua vita. In città intanto si avvicina la "notte del diavolo", il momento in cui il crimine organizzato inscena un susseguirsi di incendi per spargere il terrore e consolidare il dominio.

Oltre a essere uno dei film simbolo degli anni 90 "Il corvo" si può considerare il primo vero cinecomix (post)moderno, assorbita la lezione dei seminali "Batman" di Tim Burton il film di Alex Proyas se ne distacca, innervando l'impalcatura narrativa con un'inedita carica action, da individuare nell'emergente cinema di Hong Kong del periodo che stava per plasmare il cinema d'azione in maniera definitiva, un'opera sperimentale, dai toni dark, che ha preparato a sua volta il terreno per i successivi "Blade" (1998) e "Matrix"(1999). Buona parte del clamore intorno a "Il Corvo" proviene però dal tragico destino del suo protagonista, Brandon Lee figlio del mitico Bruce Lee, morto per un assurdo incidente negli ultimi giorni di riprese.

Brandon Lee viene colpito da una pallottola in una delle tante sequenze di scontri a fuoco rivolti alla sua persona, egli interpreta il ritornante Eric, immune alle ferite e con un potere rigenerante, si tratta in poche parole di uno zombie con un'anima (lacerata): una carica inesplosa, rimasta nella canna di una pistola predisposta per sparare a salve, ha prodotto la tragedia. Ai tempi Brandon Lee, è(era) una star di secondo piano, lo stesso si può dire dell'intera produzione del film, l'incredibile incidente mortale coincide con la notorietà mondiale e il consenso unanime della critica che vede nella prova dello sfortunato attore la degna idealizzazione dell'eroe romantico Eric, segnato dalla violenza e la morte, nel tragico parallelo con la vita reale, Brandon Lee infatti era in procinto di sposarsi con la sua compagna. Inoltre i collegamenti con la prematura e misteriosa morte del padre, Bruce Lee, hanno scatenato speculazioni, spesso fantasiose, intorno alla maledizione che accompagna la famiglia Lee sino a spingere alcuni a pensare che Brandon in verità sia stato vittima di assassini non meglio identificati, legati alla malavita (aneddoto che sembra pescato da uno dei film del padre, "Game of Death").

"Il Corvo" prende ispirazione dal fumetto omonimo di James O'Barr, pubblicato alla fine degli anni 80, intriso della cultura dark (post)industriale del decennio, segnato da toni cupi e citazioni musicali al rock confluito nella new wave, oscuro, sofferto e poco conciliante. Il regista Alex Proyas cattura tutti gli aspetti del fumetto e li amplifica in un riuscito concetto scenografico buio, opprimente, il preludio al successivo "Dark City" (1998), uno scenario urbano sepolto in una notte perenne, bagnato da una pioggia costante implacabile, da cui anche la battuta più celebre del film sussurrata da Eric Draven: "Non può piovere per sempre". I riferimenti alle atmosfere di "Blade Runner" paiono evidenti ma ancora di più a quelle presenti nel film del fratello del regista Ridley Scott, il prologo con il concerto dei Bahuaus in "Miriam si sveglia a mezzanotte" di Tony Scott potrebbe essere una sequenza de "Il corvo", diretta da un regista(Proyas) che ha appena scoperto John Woo e invasato di musica rock alternative: la colonna sonora è a base di Cure, Helmet, Violent Femmes, Nine Inch Nails, Rollins Band (Henry Rollins si intravede anche come attore), ecc ma a dire il vero molti pezzi sono sacrificati in sottofondo.

Le sequenze action sono notevoli, memorabili le fughe sui tetti di Eric poi riprese di peso nel primo "Matrix", le più complesse sono concentrate soprattutto verso il finale, mentre il gunfight in chiesa è una evidente citazione a "The Killer" (incredibile quanti film ha influenzato), il furore del cinema di Hong Kong si percepisce nei fragorosi scontri a fuoco mentre si sospetta per un ulteriore inchino a John Woo in occasione di un paio di inusuali(per gli standard USA) fermi-immagine. Nella scena dell'intrusione nel covo dei criminali, in cui Eric viene crivellato da una serie di proiettili, è difficile non pensare che nella pioggia di pallottole potrebbe esserci il tiro fatale (in realtà la scena incriminata non è presente nel film, il colpo accidentale è stato sparato dal personaggio Funboy, l'attore Michael Massee). Brandon Lee viene sostituito per le ultime riprese da alcuni stuntmen e inserti in computer grafica che sono molto difficili da individuare, l'attore risulta indimenticabile, merito di un personaggio dirompente che unisce l'appeal di una rockstar, inguainato di pelle nera aderente (Neo intanto prendeva appunti), con l'attrazione per l'oscurità tipica dell'horror, in questo senso la sequenza della resurrezione in soggettiva, dalla bara sepolta nella terra, assomiglia all'ipotetico ritorno sulla terra di un idolo perduto (da Jim Morrison a Elvis e via dicendo).

"Il Corvo" è anche, semplicemente, un revenge-movie, una ricerca meccanica degli assassini che hanno portato l'odio e il dolore nel cuore di Eric, il ragazzo rivive la vita passata in veloci flash-back spesso con al centro la bella Shelly (Sophia Shinas), un appuntamento con la morte per gli impuniti scandito da un nuovo angelo nero che si accompagna a un corvo. L'animale per Eric è il tramite tra il mondo dei vivi e dei morti, il talismano misterioso che ne determina l'immortalità e prolungamento dei sensi (Eric vede con gli occhi del corvo), elemento che non sfugge al temibile Top Dollar per organizzare una trappola, il notevole villain interpretato da Michael Wincott riserba anche la migliore linea di dialogo della pellicola ("l'infanzia finisce quando capisci che un giorno dovrai morire"), assecondato dall'inseparabile Myca (Ling Bai), un'esperta di occultismo a cui spetta un'uscita di scena in omaggio a "Gli uccelli" e "La donna che visse due volte". Molto efficaci anche i due comprimari "buoni" a spalla del tormentato Eric interpretati da Rochelle Davis, la piccola squatter-grunge Sarah, e il poliziotto di quartiere di Ernie Hudson. "Il corvo" ha generato altri tre seguiti, tutti inferiori all'originale.

tit.originale: "The Crow"
paese: USA
Rating: 8/10

Commenti

Anonimo ha detto…
Ciao Sciamano, concordo con tutto quello che hai scritto mi permetto solo di menzionare anche la splendida colonna sonora cui hanno preso parte anche i Cure (bè visto il look del frontman!!!).
Proyas successivamente ci ha deliziati con DarkCity.
Anche se decisamente inferiore al Corvo mi è sempre piaciuto Drago d' acciaio (Rapid Fire) onesto action inizio '90, riusciì addirittura a vederlo al cinema!!! Un saluto.
Sciamano ha detto…
sei Hak Hap giusto?...io "Rapid fire" non lo ricordo, mi sa che non l'ho mica visto.
I Cure li nomino,di sfuggita;)
A proposito de "Il corvo", é in cantiere un remake, no comment. ciao!