La porta sbarrata (1967)


Da un soggetto di H.P.Lovecraft un horror inglese anni 60.

Susanna si è rifatta una vita, ora è sposata ma i ricordi confusi del passato la tormentano. La ragazza convince il compagno a raggiungere i luoghi della sua infanzia, un'isola appartata, poco distante dalla costa, dove esiste ancora il vecchio mulino di famiglia. La coppia però viene accolta in malo modo da un gruppo di ragazzi del posto, inoltre girano racconti inquietanti legati al vecchio mulino abbandonato.

La maggiore attrattiva di questa pellicola inglese risiede nel fatto che si tratta, in linea teorica, di un adattamento di un soggetto di H.P. Lovecraft, il celebre scrittore horror americano, confluito nel racconto "La porta sbarrata" dell'amico August Derleth. Le atmosfere tipiche del sognatore di Providence sono però solo suggerite e svaniscono nel corso degli eventi, il disappunto è comprensibile nonostante "La porta sbarrata" sia in fondo non del tutto da scartare. Il film è girato in Inghilterra, appare evidente anche per chi non conosce quei luoghi, eppure il territorio costiero mostrato sin dall'inizio viene spacciato come una non meglio precisata regione marittima non troppo distante da New York, si nota il cartello di una località, Dunwich, che è un richiamo a uno dei luoghi immaginari più cari a Lovecraft.

Il prologo descrive un antefatto all'interno di una casa riguardante l'infanzia della protagonista, una bella bambina bionda, adorata dai genitori e lasciata a riposare nella cameretta, poco dopo, da una porta di un'altra stanza, borchiata con uno spioncino di aculei metallici, esce una figura indistinta, ansimante che inizia un'esplorazione ripresa con una soggettiva in grandangolo, il provvidenziale intervento del padre rinchiude l'inquietante presenza dietro la porta a spioncino. L'elemento horror del film è racchiuso in questi primi, brevi secondi, la rivelazione di un essere deviato, disumano, tenuto sotto chiave in una vecchia casa-mulino, si può percepire in questo l'influenza di Lovecraft nella condizione del "mostro", del diverso, magnificata in racconti celebri come "The Outsider". Il problema è che i riferimenti alle opere di Lovecraft sembrano esaurirsi tutti in questa occasione.

"La porta sbarrata" preferisce orientarsi sulle disavventure della coppia protagonista, formata dagli attori americani Gig Young e Carol Lynley, salta all'occhio la differenza di età tra i due, lui ha circa 30 anni in più mentre la giovane Susanna è poco più che ventenne. L'avvicinamento all'isola e al vecchio mulino è abbastanza prolungato, i coniugi si spostano con una vistosa spider e sono vestiti in maniera informale ma elegante, questo per denotare la differenza con i "villici" che diventano sempre più ostili nel momento di approdare sull'isola, il benvenuto si traduce con lo speronamento della spider con un camion, il bello è che Gig Young non fa una piega, al massimo si scosta la polvere sulla spalla, e questo avviene per tutta la pellicola salvo poi, all'improvviso, sfoderare dei colpi di arti marziali (!).

A prendere di mira i nuovi arrivati è in particolare una gang di ragazzotti capeggiati dall'attore Oliver Reed, qui veramente di grande presenza fisica, sempre mezzo infangato e con un lampo di follia libidinosa nello sguardo. I riferimenti sessuali sono piuttosto espliciti, a pepare alcune scene arriva una biondona del posto che si mostra piuttosto lasciva senza mai scadere in eccessi, la tensione è di sotterranea violenza tanto da fare sembrare la pellicola la versione blanda, spogliata della crudeltà, del successivo rape & revenge "Cane di paglia" di Peckinpah. La componente horror, le credenze maligne legate al vecchio mulino, si alternano con la descrizione delle gesta degli "zoticoni", come vengono definiti in alcune battute, pronti a fare la pelle ai due damerini di città. Entra in scena anche una vecchia zia di Susanna, Flora Robson, altra attrice inglese di peso, la depositaria del mistero sepolto nel vecchio mulino che è anche il teatro movimentato del finale. Opera trascurabile ma dal discreto fascino, per i tempi originale a cominciare da una colonna sonora dall'incedere jazz. Diretto da David Greene, regista specializzato in serial-tv ("Radici").

Tit.originale: "Shutterd room"
paese: Inghilterra
Rating: 6/10

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