Battle Royale (2000)




Uno dei titoli cardine del (new)horror giapponese.

Per arginare la preoccupante negligenza in ambito scolastico il governo ha introdotto un crudele ed estremo "gioco": il Battle Royle, una competizione in cui gli studenti di una classe estratta a sorte si massacrano a morte, solo l'ultimo sopravvissuto sarà salvo e proclamato vincitore. Shuya è in pullman con i compagni, ancora ignora che la sua classe è stata scelta per la nuova edizione di "Battle Royale", i ragazzi vengono narcotizzati e trasportati su un'isola impervia, a sorpresa, ad accoglierli, oltre a militari armati, anche il loro insegnante Kitano.

Da un romanzo di successo di Koshun Takami, "Battle Royale", divenuto anche un noto manga, uno dei film più importanti per interpretare l'horror giapponese degli ultimi anni. Un concetto di base estremo per una cultura, quella nipponica, fondata da sempre sugli eccessi e il rigore, a prima vista inconcepibile se visto da occidente, qui si presuppone una società che manda al massacro le generazioni più giovani, un'ipotesi a dir poco violenta che nella sua lugubre enfasi scruta da vicino il malessere di un paese, di un mondo, costruito da adulti sempre più corrotti per una gioventù'(morta) allo sbando. "Battle Royale" vive di una forza dirompente, si crogiola in un'idea semplice e malsana ma investe un'infinità di suggestioni: il cinema exploitation, la disamina sociale, la paura di diventare adulti, il controllo esercitato dal potere, la violenza insita in ogni essere vivente, lo spettacolo della morte, il fallimento della famiglia, in quello che appare come un vero concentrato della decadenza dei nostri tempi.

Dietro all'adattamento su pellicola uno dei più grandi nomi del cinema jappo, Kinji Fukasaku, già anziano muore dopo pochi mesi, consegnando il suo degno testamento per un regista che ha spaziato in lungo e in largo i generi, alcuni codificandoli con il proprio stile e imprimendo il corso della storia come nel caso degli yakuza movie (anche Takashi Miike ha pagato il suo tributo con il remake "Graveyard of honor/La tomba dell'onore"), a seguire l'esempio paterno compare il figlio Kenta Fukasaku, qui sceneggiatore, in seguito regista del sequel "Battle Royale II". "Battle Royale" martella sin dall'inizio con cattiveria caustica e si ammorbidisce solo verso il finale (discutibile), l'arrivo degli studenti sull'isola è uno shock reso vivido da un Takeshi Kitano in stato di grazia, glaciale e inflessibile, istruisce i suoi (ex)alunni nell'ultima lezione della vita, costretti ad indossare un collare di controllo pronto a esplodere se colti in zone vietate o in tentativi di fuga, un esempio dell'efficacia del gingillo viene mostrata ai danni di un poveretto che muore innaffiando di sangue l'aula.

I personaggi della pellicola sono decine, circa 40, come il numero degli alunni, suddivisi tra ragazzi e ragazze, i concorrenti forzati a disperdersi su un'isola selvaggia e deserta con uno zaino in dotazione all'interno del quale trovano armi di vario tipo, dai coltelli, alle pistole e altri gadgets di sopravvivenza. La regia riesce a fare emergere buona parte dei loro caratteri, i principali si ritrovano in quelli di Shuya, un ragazzo segnato dal suicidio del padre, e la dolce Noriko, una timida ragazza innamorata segretamente del compagno. Questo aspetto sentimentale investe anche altri partecipanti, la stagione degli amori adolescenziali si trasforma in una danza mortale, si può cosi assistere a duelli all'ultimo sangue tra innamorati perduti nell'ultimo abbraccio. I più spietati e senza scrupolo si mettono in mostra per l'efferatezza, tra questi l'attrice Chiaki Kuryama (Takako Chigusa) che pochi anni dopo diviene famosa per l'interpretazione della temibile GoGo Yubari in "Kill Bill Vol.I" (2003).

L'azione è continua e prevede una serie di scontri mortali, spesso scanditi da sparatorie che crivellano i corpi dei giovani facendoli rotolare in scomposte splatter-coreografie, molti si "rifugiano" nel suicidio pur di evitare ogni sofferenza nel triste riflesso della diffusa pratica (giovanile) del Giappone moderno. Sull'isola, insieme agli studenti, si muovono anche due giovani outsider: Kiryama è un pazzo psicopatico sceso in campo come volontario, un tipo che uccide senza dire parola e nella sequenza in cui diviene cieco anticipa il killer di Johnny Deep in "C'era una volta il Messico" (2003), l'altro si chiama Kawada, si tratta del vincitore del precedente torneo, il ragazzo a un certo punto si prende cura di Shuya e Noriko. Takeshi Kitano intanto, nelle vesti del professore omonimo, dispensa macabri aggiornamenti e verso il finale appare in uno dei momenti più agghiaccianti: il disegno con la montagna di cadaveri. "Battle Royale" si può considerare anche uno dei primi, riusciti film sui reality-show, nonostante l'assenza di riprese con tele camere a circuito chiuso, stupisce inoltre non vedere scene di sesso (violento) ma un film del genere che utilizza nella colonna sonora i valzer di Strauss è già folle abbastanza. Esiste una special version con sequenze aggiuntive che riguardano in gran parte una partita di basket, anche in flashback, che delineano ulteriormente i profili dei giovani protagonisti. In Italia il film è stato editato con un vergognoso ritardo, quasi decennale, e conseguente scarso riscontro se non vera indifferenza.

Tit.originale:"Battle Royale"(inter)
paese: Giappone
Rating:8/10

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