Ladri di cadaveri - Burke & Hare (2010)




John Landis ritorna alla regia con la divertente black comedy sulla coppia di serial killer Burke & Hare.

Edimburgo, 1828. Una coppia di spiantati si inventa una nuova professione: il trafugatore di cadaveri. I due si fanno prendere la mano e, pur di soddisfare le richieste delle facoltà di medicina bisognose di cadaveri freschi, giungono ad inscenare veri e propri delitti con la complicità di eminenti studiosi, le autorità intanto cominciano a serrare le indagini sui misteriosi decessi.

Un ritorno quasi insperato alla regia su un lungometraggio, dopo ben 12 anni da "Blues Brothers il mito continua" e "Delitto Imperfetto", per John "Un lupo mannaro americano a Londra" Landis che non ha perso un'oncia della verve caustica e la predisposizione al cinema brillante, peculiarità che si ritrovano in "Ladri di cadaveri - Burke & Hare". L'avventura tenebrosa della storica coppia di profanatori di cadaveri viene piegata in un'ottica ridanciana, tutta sbilanciata dalla parte dei due protagonisti folli in un mondo ancora più pazzo che, agli albori della vicenda, stava modellando quello dei giorni attuali, stretto in rigide condizioni sociali e regolato da poteri scellerati quanto inoppugnabili. Non è la prima volta che il cinema ricorre alla figura dei due assassini di West Point, almeno da ricordare il bellissimo "La Jena" (1945) con Boris Karloff, in questa occasione però c'è spazio solo, o quasi, al sorriso sulle labbra ad accompagnare i buffi stratagemmi atti a recuperare più cadaveri possibili.

La ricostruzione appare oculata negli ambienti di tetre sale di accademie e viottoli urbani nella vecchia Edimburgo, a fare da anfitrione a inizio e fine film niente meno che il boia della città, molto divertito e intento in alcune esecuzioni di piazza che si presentano esilaranti: nonostante la tragedia che si sta consumando è difficile non ridere nel vedere una vecchietta sdentata pronta a essere impiccata perché, tra i vari capi di accusa, colpevole di prostituzione. Sempre tramite il boia si viene a sapere che i cadaveri dei giustiziati scarseggiano e sono appannaggio di pochi privilegiati studiosi che, ai tempi, iniziavano i primi e fondamentali rudimenti della medicina moderna. L'epoca è quella della pionieristica medicina del XIX secolo, in quel di Edimburgo sorgono alcune delle accademie di medicina più avanzate in Europa, in quei luoghi si muove anche un giovane Charles Darwin che non manca di essere citato nel film. I padroni della scena sono però la coppia che interpreta Burke & Hare, due che con la medicina non centrano nulla, sono gli attori Simon Pegg ("Paul") e Andy Serkis ("Il signore degli anelli") piuttosto affiatati in una serie di gags che iniziano nella piazza della città dove tentano di spacciare per infuso miracoloso della muffa di formaggio.

"Ladri di cadaveri - Burke & Hare", come facile immaginare è il trionfo dello humor nero, tra cadaveri scomposti e scene di autopsie poco ortodosse, una precisa direzione dai connotati macabro-grotteschi che ha il torto di ripetersi sino alla fine, per distrarsi torna utile il folto cast di attori che ruotano intorno ai due avventurieri e che spesso hanno il volto noto di eminenti figure, in brevi apparizioni si riconoscono Christopher Lee, una delle vittime, e anche Ray Harryahusen, l'anziano maestro di effetti speciali. Altre figure di rilievo sono i due medici rivali che si contendono i cadaveri, il dottor Knox di Tom Wilkinson e il dottor Monro di Tim Curry, i loro (brevi) incontri sono sempre scambi di battute taglienti come rasoiate. Landis imbastisce una parodia degli usi e costumi su vasta scala e per farlo utilizza l'avventura di due assassini per necessità, quasi si sposa la loro causa, l'innesco per entrare nel giro che conta, del resto i cadaveri sono richiesti dalle più importanti facoltà, e l'attività utile a finanziare i capricci di una ragazza di cui Burke (Pegg) si è invaghito. La storiella d'amore si trascina platonica e cita Shakespare, la bella di turno vuole imbastire con le sue amiche (prostitute?) una commedia teatrale tratta dal "Machbeth", e si consuma verso il finale dopo una serie di rimandi comico-catastrofici.

In parallelo si susseguono le evoluzioni amorose del compare Harke, molto più vissuto e furbo, con la compagna e in almeno in un paio di situazioni (pseudo)hot si vivono alcuni dei momenti più ilari della pellicola. La donna è complice delle malefatte dei due che decidono di fare il salto di qualità e procacciarsi la "merce" con le cattive maniere, escogitano metodi sempre più stupidi di omicidio ma riescono a farla liscia sino a un gran finale a teatro, in cui devono vedersela con un manipolo di guardie dementi. Si giunge alla fine e sembra mancare qualcosa, si ha come l'amaro in bocca mentre partono i Proclaimers di "I'm gonna be(500 miles)", oppure è il fatto che si ride di cose di cui non si dovrebbe, in fondo "ladri di cadaveri" non finisce bene, la specie si è evoluta o è rimasta (sempre) ferma allo scheletro dell'ultima inquadratura?

Tit.originale: "Burke & Hare"
paese: Inghilterra
Rating: 7/10

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