Alien - La clonazione (1997)


Il quarto capitolo della saga "Alien".

Ellen Ripley è morta suicida da 200 anni dopo essere stata infettata da un alieno. Sul cargo laboratorio Auriga sono in corso segreti esperimenti di clonazione, il tentativo di riportare in vita Ripley riesce con il clone n.8. Dal grembo della donna viene estratto l'embrione di un alieno con la speranza di ottenere una regina, un essere in grado di fecondare una nuova progenie da studiare e sfruttare per fini economici. La nuova Ripley si sente spaesata e con ricordi vaghi, il suo corpo non è più lo stesso, è più forte e con istinti violenti, percepisce l'energia degli alieni stivati nella nave e ha il loro stesso sangue acido. Ora Ripley è tenuta sotto chiave.

Il quarto capitolo della saga fanta-horror più celebre del cinema affidato al francese Jean-Pierre Jeunet ("Il favoloso mondo di Amelie"), regista dai toni grotteschi e divertenti, appare come una scommessa (in parte) persa, da allora il franchise è fermo; la voglia di fare prendere nuove e drastiche direzioni non ha pagato in termini commerciali, anche se gli "Aliens" si sono rivisti nei film crossover "Alien vs Predator 1 & 2". "Alien La clonazione" resta un'opera interessante per spunti visivo-scenografici ma divide i pareri, stessa sorte era occorsa al precedente "Alien 3" di Fincher, l'eredità ingombrante dei primi due capitoli capolavoro di Scott e Cameron si fa sentire ancora in maniera pressante, anche se bisogna dire che tuttora risulta difficile trovare un fanta-horror negli ultimi 20 anni degno di un "Aliens scontro finale" (1986).

Il film di Jeunet ritorna alle ambientazioni del primo "Alien", siamo ancora su un cargo spaziale, la sceneggiatura è di Josh Whedon che ai tempi cominciava a farsi notare con il successo del serial tv "Buffy l'ammazzavampiri", una formula collaudata presentata con il taglio insolito del regista riconoscibile nella caratterizzazione dei personaggi, una parata di freaks assortiti che sembrano usciti da "Adrenaline", anche la Ripley della sempre tosta Sigourney Weaver non è esente da questo influsso, sembra più alta e muscolosa del solito, di sicuro più aliena per aderire all'azzardata commistione tra corpo umano e razza aliena che attraversa tutta la pellicola. Ripley viene percepita come un pericolo, una figura ambigua che serve per innescare diverse scene divertenti, come il primo incontro dei contrabbandieri nella sala ricreazione della nave e una palla di basket fatta roteare sul muso di Ron Perlman.

Altri tocchi riconoscibili, buffi e anche discutibili, del regista sono i comandi di apertura delle porte automatiche attivati tramite l'alito del personale, inoltre i comportamenti dei protagonisti sono eccentrici e fuori dagli schemi dei blockbuster americani, si pensi allo scienziato interpretato da Brad Dourif, straniante e attirato dalla mostruosità incontrollabile aliena. A proposito gli alieni si vedono poco e (quasi)mai inquadrati a figura intera, spesso rinchiusi in teche di vetro, ringhianti e bavosi, più spazio ha il nuovo tipo di alieno che si intravede nel finale, un altro boccone duro da mandare giù per molti, un incrocio tra un alieno e un uomo con gli occhi (umani) imploranti. Tra le scene madri la visita nella camera degli orrori contenente gli esperimenti di clonazione falliti, un campionario di creature deformi che fanno impazzire di dolore e rabbia un'atterrita Ripley.

Nel cast anche i due nome di peso di Winona Ryder, in un ruolo che nasconde una sorpresa (sino a un certo punto per chi conosce a menadito i capitoli precedenti), e Ron Perlman, un ruvido energumeno con poco cervello che forma, insieme ad altri avanzi di galera, uno sparuto gruppo di sopravvissuti che tenta di raggiungere una navetta di salvataggio. Le scenografie mantengono fede alla tradizione della saga, oscure e dal design realistico e claustrofobico, il senso di minaccia non è centrale ma non mancano i tipici attacchi degli alieni, il migliore è quello portato in un ambiente completamente allagato con i protagonisti in apnea mentre tentano una fuga. Un'altra scena d'impatto è l'entrata nel nido della regina aliena attorniata di bozzoli di cadaveri umani. Nell'insieme "Alien La clonazione" funziona, ritorna ancora una corsa contro il tempo nel finale proiettato verso l'atmosfera terrestre, gli effetti speciali/visivi garantiscono un apporto tecnico sopra la media. Peccato non sia mai giunto un "Alien 5", l'imminente "Prometheus" di Scott, ancora avvolto nel mistero, si dice avere dei collegamenti gustosi con la leggendaria saga da lui battezzata.

"So che hai già avuto a che fare con questi alieni in passato" "Già!" "E...come hai risolto?" "Sono morta."

Tit.originale:"Alien Resurrection"
paese:USA
Rating:7/10

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