Cargo (2009)


Un film di fantascienza indipendente dalla Svizzera.

Anno 2267, l'umanità vive in enormi stazioni orbitali a seguito di una catastrofe ecologica che ha reso inospitale la Terra. La giovane dottoressa Laura Portmann trova lavoro su un cargo spaziale in rotta verso la stazione 42, la ragazza ha bisogno di soldi per raggiungere la sorella nel lontano pianeta di Reha, il nuovo paradiso terrestre. Nel corso del viaggio Laura avverte la presenza di qualcuno nascosto nel carico della nave, decide di svegliare il resto dell'equipaggio dal sonno criogenico tra cui compare anche un agente governativo anti-terrorismo.

Tanto per cominciare "Cargo", si dice, è il primo film di fantascienza prodotto in Svizzera, ed è pure un discreto film. Data la non certo grossa disponibilità di mezzi è un'opera che si difende bene, una vera alternativa alle mega produzioni americane a base di esplosioni e dispiegamenti di effetti speciali più o meno mirabolanti, non che gli effetti speciali in "Cargo" manchino ma appaiono più funzionali e meno ridondanti, anche proprio per una questione di necessità virtù. La pellicola a cui si può accostare in tempi recenti è "Moon" di Duncan Jones, più che altro per un approccio introspettivo e anti-spettacolare, i registi Ivan Engler e Ralph Etter non si fanno comunque intimorire e imbastiscono uno scenario impegnativo, anche per gli scorci scenografici che si vedono sin dai titoli di testa che descrivono un mondo tecnologico in orbita nello spazio, la computer grafica appare in qualche punto posticcia ma non si può fare a meno di ammirare la grandiosità delle scene con enormi stazioni orbitali circolari e astronavi che solcano l'ignoto.

"Cargo" ha assimilato bene tutta la tradizione cyberpunk anni 80, i film "Alien" e "Blade Runner" in testa, e rinvigorisce il genere con ambientazioni ben costruite e realistiche, il set principale diviene presto l'astronave cargo Cassandra, un enorme cuneo proiettato nello spazio scuro e opprimente con qualche ingenuità perdonabile (le scritte giapponesi sullo scafo che fanno molto "esotico"), convincente appare anche la scelta degli interpreti con in prima fila la giovane Laura (Anna Katharina Schwabroh), un personaggio triste e poco incline all'azione come certe eroine di manga sci-fi, appare più come la testimone di un'avventura insolita che riguarda tutta l'umanità e non solo i pochi membri dell'equipaggio. Ben presto si scopre che il carico della nave nasconde dei segreti poco piacevoli, le sorprese arrivano a riguardo anche di alcuni compagni di viaggio di Laura, in particolare l'agente anti-terrorismo Samuel Decker (Martin Rapold), una figura prevista su ogni cargo spaziale dopo le minacce di un leader attentatore, contrario al governo che finanzia spedizioni per colonizzare nuovi pianeti.

Laura vive con una flebile speranza, quella di raggiungere sul pianeta Reha la sorella, le prime immagini del film si riferiscono alle terre incontaminate dell'agognato pianeta, una meta che pochi fortunati possono raggiungere ma che vale la pena per lottare. "Cargo" gioca molto su questo aspetto, Laura può interagire con la sorella tramite messaggi video che vengono ricevuti dopo svariati giorni visto le incredibili distanze, anche il tragitto del cargo Cassandra verso la stazione 42 necessita di anni in crio-sonno, succede però che, a un certo punto del viaggio, gli intervalli di ricezione dei messaggi si riducono a pochi minuti mettendo in sospetto la ragazza. La situazione precipita quando il comandante del vascello rimane ucciso in una misteriosa caduta mentre ispeziona il carico.

La tensione forse non è il pezzo forte di "Cargo", a volte si perde in sequenze prive di ritmo e non si può fare a meno di notare alcuni veri buchi di sceneggiatura, ma è tutta l'atmosfera generale a intrigare, la seconda parte inoltre ha sufficienti colpi di scena per fare virare la vicenda verso un finale complesso, tra realtà virtuale e istallazioni spaziali gigantesche, che cita apertamente "2001 Odissea nello spazio", nelle numerose sequenze delle "passeggiate spaziali" piene di silenzi interrotti solo dal respiro e, vagamente (?), il Tarkovski di "Solaris", per le scene bucoliche su Reha. Il 2009 è stato un anno d'oro per la fantascienza europea, il britannico "Moon", il tedesco "Pandorum", e il meno pubblicizzato svizzero "Cargo" compongono un trio di opere che hanno poco o nulla da invidiare allo strapotere hollywoodiano. Date una possibilità a "Cargo".

Tit.originale:"Cargo"
paese:Svizzera
Rating:7/10

Commenti

Aldo ha detto…
Darò sicuramente una possibilità a Cargo! Anche xè di recente sto giocando a Dead Space 2 (consigliatissimo!) e mi sono rivisto Event Horizon ;)
Sciamano ha detto…
"Dead Space 2" mi ero ripromesso di giocarlo, anche se ho perso l'entusiasmo di un tempo(x i giochi), "Event Horizon" lo adoro...."Cargo" é poco horror e più realistico ma resta dentro l'ambito della fantascienza dark;)