La stregoneria attraverso i secoli (1922)


Il capolavoro esoterico del cinema muto

Dagli albori del genere umano la magia e le credenze intorno al maligno non si contano, a emergere è la figura della strega e il contatto con l'ispiratore occulto per eccellenza: il Diavolo. Inizia un viaggio nel passato, il medioevo e i tempi moderni attraversati dalla superstizione, la paura e la violenza.

La gente non fissa più terrorizzata i diavoli affrescati nelle chiese, una constatazione già valida ai tempi dell'uscita de "La stregoneria attraverso i secoli", eppure il maligno ci accompagna da sempre, sino dalle ere pre-cristiane, quando a dominare erano la paura e il buio delle tenebre, una percezione modellata sulla conoscenza dell'universo, al principio primitiva e improbabile,in seguito sempre più dettagliata e circoscritta, come enunciano i passaggi descritti nel film del danese Benjamin Christensen finanziato con capitali svedesi. L'opera si presenta come un'indagine a carattere fiction di difficile collocazione, anche se è l'horror l'ambito in cui rientra a pieno titolo, a sorprendere arriva una struttura predisposta in sette capitoli, il primo serve da vero preambolo con immagini e stampe che affondano nelle credenze della notte dei tempi intorno a divinità malevole (se uno si chiede da dove arriva Pazuzu de "L'esorcista"), in un esercizio didattico a sfondo storico che mescola la verità con la fantasia.

Quello che preme a Christensen è la rappresentazione della strega nei secoli e, di conseguenza, della donna nei vari ambiti sociali, ne esce fuori un racconto inebriante per bellezza stilistica e culturale, un vero tuffo nel passato remoto accentuato dal fascino vintage del cinema muto, una corsa attraverso il tempo in un film ormai datato di (quasi) un secolo. I riferimenti sono innumerevoli ma a prevalere sono quelli pittorici, l'attenzione si sposta presto nel medioevo verso la fine del 1400, l'epoca in cui l'inferno e il diavolo erano considerati reali e le streghe delle vere autorità segrete, temute e all'opera nelle forme di vecchie donne capaci, con gli ingredienti giusti, di preparare pozioni miracolose. E' nel secondo capitolo che si vedono i primi filmati con attori, si tratta ancora di un segmento autonomo spesso virato in una colorazione rossa, compaiono anche degli accenti quasi comici nel momento della pozione d'amore, comandata da una donna che vuole conquistare un uomo di chiesa (!). Il film appare in modo esplicito anti-clericale, ragione per cui incorre in diffuse censure, anche se rimane la forza visionaria l'elemento disturbante (perturbante), non è difficile intuire che molte delle forti sequenze presenti sono filmate per la prima volta (nella storia) e prese come modello per maestri riconosciuti e successivi del calibro di Bunuel e Dreyer.

Le numerose scene di Sabba demoniaci sono incubi stranianti popolati da esseri deformi, giovani donne e sacrifici umani, con la famosa scena del neonato sacrificato nel corso di un inquietante rito pagano. Anche il regista interpreta una delle malevole creature, uno dei tanti diavoli che forse non sono mai stati resi meglio per inquietudine e spirito lussurioso, una forza a cui si abbandonano giovani e belle vittime pronte a divenire streghe. La parte centrale si concentra sulla caccia alle streghe e introduce la storia di una vecchia accusata di stregoneria, gli attori hanno maschere di realismo impressionante, le scenografie rievocano gli scarni scenari del passato e creano l'illusione che la visione non sia un film ma un vero documentario in presa diretta, Christensen riesce a riprodurre l'orrore degli strumenti di tortura abusati per estorcere confessioni e appiccare roghi purificatori.

Le sensazioni audaci si ripetono con allusioni sessuali e possessioni con protagoniste le suore di un convento, sempre con apparizioni stupefacenti di diavoli tentatori, sino a giungere ai tempi moderni in cui l'influsso del maligno è equiparato alle forme di malattia, quali gli scompensi psichici e l'isteria. Tutti i film successivi in argomento più che aggiungere hanno preso da "La stregoneria attraverso i secoli", anche opere eccelse come "Il settimo sigillo" e "The Wicked Man" sembrano testimoniarlo cosi come molte delle visioni di un autore del calibro di David Lynch.
Del film esistono almeno due versioni, quella ritenuta migliore è ora disponibile in dvd italiano(The Criterion Collection) con il commento in didascalie e accompagnamento sinfonico, a dir poco magnifico, con musiche di Wagner, Schubert, Mozart, Tchaikovsky, Gluck, Bruch, Beethoven, l'altra uscita nel 1968, con diversi minuti in meno, contava sulla voce narrante di William Burroughs e di un tappeto sonoro jazz (!). Imperdibile è dire poco.

Tit.originale:"Haxan"
paese:Svezia
Rating:10/10

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