E Dio Disse a Caino (1970)


Il western gotico diretto da Antonio Margheriti.

Gary Hamilton viene graziato e scarcerato dopo 10 anni di lavori forzati, l'unico pensiero dell'uomo è quello di vendicarsi per l'ingiusta condanna. Gary si dirige verso il paese in cui vive Acombar, l'uomo che lo ha tradito, divenuto un ricco possidente. Mentre si avvicina un tornado, Acombar prepara il benvenuto a Gary assoldando decine di killer prezzolati, quindi si rinchiude in casa in attesa di sapere l'esito dello scontro insieme alla compagna e al figlio che ignora cosa stia accadendo. Cala la notte e Gary giunge nel paese come un fantasma avvolto nelle nebbie.

Il terzo western di Antonio Margheriti era un film poco amato dal regista, invece si tratta di uno dei migliori western all'italiana per la sua particolarità di vivere in una dimensione prossima all'horror, un'influenza mutuata dalle opere gotiche anni 60 di cui Margheriti è un fiero rappresentante. "E Dio disse a Caino" è plasmato su "Danza Macabra" (1964) e a sua volta è anche il remake non ufficiale di un altro western, il poco conosciuto "Uno straniero a Paso Bravo" (1968), il tocco del regista rende però unica e personale la vicenda sulla vendetta del protagonista Gary Hamilton interpretato dall'irascibile Klaus Kinski. A tal proposito si racconta che l'attore non mancò di creare problemi a Margheriti soprattutto a inizio riprese, poi sedati dallo stesso regista con una sfuriata proverbiale che ottenne in cambio una recitazione insolitamente trattenuta e ideale per il personaggio da parte di Kinski.

La storia è di una semplicità cristallina, Kinski é Gary Hamilton, un uomo condannato ingiustamente che vuole placare la sua sete di vendetta, in principio non viene rivelato il motivo che ha provocato la spiacevole situazione ma l'obiettivo si concentra su Acombar, l'attore tedesco Peter Cartsen, il ricco signore del paese che vive circondato dai suoi scagnozzi. Il film inizia sotto il sole cocente in una cava dove lavorano dei detenuti ma il grosso della vicenda si sviluppa dal tramonto all'alba in una notte tormentata da un tornado in arrivo, la cittadina che Gary Hamilton si appresta a raggiungere è stata evacuata e barricata per prevenire i danni atmosferici, Margheriti ha l'intuizione di trasfigurare l'eroe Hamilton come una presenza spettrale, temuta dagli uomini di Acombar che, a decine, vengono chiamati con armi in pugno ad affrontarlo.

L'atmosfera si carica di sinistri presagi suggeriti anche da un'ottima fotografia che immortala il lento, crepuscolare arrivo delle tenebre, la prima apparizione di Gary si confonde con le avvisaglie polverose del tornado raggirando i sicari in attesa. Gli esterni della cittadina sono ripresi in lugubri scorci che hanno nella chiesa centrale abbandonata il simbolo dell'incertezza, inoltre nel sottosuolo si snoda un intreccio di caverne che Gary sfrutta per passare inosservato, qui si sviluppa anche la prima sparatoria ai danni di un avversario, individuato grazie al suono di una goccia d'acqua caduta dentro una pozza. Acombar intanto vive rinchiuso dentro una villa con la bella Maria (Marcella Michelangeli), la donna che poi scopriamo avere un legame con Hamilton, e il figlio Dick (Antonio Cantafora) che in precedenza aveva incontrato il vendicativo Gary senza sapere nulla di lui.

Il titolo biblico è da ricondurre a una battuta del protagonista sulle colpe che si ripercuotono tra gli uomini sin dalla notte dei tempi e al finale in cui compare la didascalia di alcuni versetti tratti dalla bibbia, il film è un lungo agguato all'interno della città morta sottolineato dal suono della grossa campana della chiesa che, in una tesa sequenza, viene utilizzata per una cruenta uccisione, di puro stampo horror. Tra i killer di Acombar risalta il volto di Luciano Pigozzi, che nei film di Margheriti è come il prezzemolo, Kinski si aggira implacabile con un cappellaccio nero e una maglietta rosso acceso armato di un infallibile fucile, le sparatorie sono ben disseminate e la migliore è riservata per il finale in una stanza piena di specchi in cui l'incombente vendicatore si moltiplica agli occhi del terrorizzato Acombar. Arriva anche un incendio proprio come in un horror gotico che si rispetti. L'unico appunto che si può sollevare è la mancanza di un flash-back rivelatore che sarebbe tornato utile a rafforzare la tensione tra i protagonisti. Un appuntamento doveroso per ogni amante degli (spaghetti)western.

paese:Italia
Rating:8/10

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