Return of The Street Fighter (1974)


Il secondo capitolo della serie "The Street Fighter" con Sonny Chiba.

Takuma Tsurugi deve compiere delle missioni per un'organizzazione criminale che mira a dominare il mondo delle arti marziali. Quando gli viene richiesto di eliminare un vecchio amico, un maestro di arti marziali, Takuma rifiuta scatenando l'ira dei criminali che ora vogliono ucciderlo in quanto troppo invischiato nei loro loschi traffici.

Sequel istantaneo del primo mitico "The Street Fighter" di cui riporta la stessa struttura senza troppi cambiamenti ma con più approssimazione: la storia nella sua semplicità, pare incredibile, è confusa, priva di senso, anche se non è importante alla resa dei conti, e vede un'organizzazione criminale che si serve dell'eroe prezzolato per comandare non si sa bene cosa legato al mondo delle arti marziali. Takuma questa volta deve eliminare un detenuto e recuperare una statuetta d'oro, nella prima entrata in scena fa irruzione in una stazione della polizia a bordo di una moto che, dopo avere fatto un salto acrobatico, lancia contro una cancellata; è molto probabile che i Wachowski Bros abbiano ricalcato la spericolata coreografia per riprodurre la medesima azione di Trinity, nel prologo di "Matrix Reloaded", a bordo di una moto spedita verso un posto di blocco.

Il film è un campionario di combattimenti con al centro il grande Sonny Chiba che, ai non avvezzi al genere, può risultare caricaturale e ridicolo, pieno di smorfie e movimenti marziali enfatizzati all'inverosimile ma anche per questo indimenticabili, uno dei pochi, se non l'unico, che ai tempi poteva essere paragonato a Bruce Lee. L'attore ritorna con un'agilità degna di una scimmia impazzita con voli e calci volanti assurdi contro una serie di avversari che, nei primi minuti, sono presentati, come in un documentario di arti marziali, nella dimostrazione stucchevole di svariate discipline e armi. Takuma affronta variopinti contendenti, tra i quali si ricorda un tizio vestito da arabo, che nella maggior parte delle occasioni si presentano in numero preponderante come nella divertente sequenza all'interno di una sauna o nel cruento finale, con l'eroe accerchiato da una gang inferocita.

"Return of The Street Fighter" utilizza dei flash-back in bianco e nero che riproducono alcuni dei passaggi salienti del film precedente, ritorna inoltre un avversario ritenuto morto a cui era stata staccata la giugolare, anche in questa nuova avventura Takuma colpisce un obiettivo alla gola nella bella scena all'interno della prigione. I particolari splatter, tipici della saga, si ricordano per la fuoriuscita dei bulbi oculari di un poveretto inquadrati in primo piano con insistenza per un effetto cartoon (horror), in un'altra situazione un colpo assestato alla testa scatena una cascata di sangue come in un film di Fulci. Alla regia Ozawa Shinegiro si alterna all'omonimo Ozawa Sakae del primo film ricalcandone lo stile grezzo e veloce, in linea con i combattimenti che per rendere più accattivanti vengono situati anche in una stazione di sci, con gente vestita in costume in mezzo ai monti ghiacciati.

Takuma si accompagna a un'insopportabile assistente petulante, Ishu Yoko, che denota la mal celata misoginia della serie riproposta nella figura di una donna (occidentale) che finisce a letto con il protagonista con l'intenzione di ucciderlo. Altri volti occidentali ricoprono ruoli da villain, una diffidenza quella verso i bianchi presente nei film di arti marziali asiatici piuttosto frequente, si pensi a certi film di Bruce Lee. Il tema sonoro del primo film di Toshiaki Tsushima è riconoscibile nella sequenza madre della resurrezione di Takuma, pronto e ristabilito per spezzare le ossa dei nemici. La saga di Takuma Tsurugi continua con il successivo "Street Fighter's Last Revenge" (1975).

tit.originale:"Satsujin Ken 2"
paese:Giappone
Rating:7/10

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