Dylan Dog - Il film - (2010)


L'adattamento live action sulle gesta dell'indagatore dell'incubo creato dalla Bonelli.

Dylan Dog vive a New Orleans e di professione fa l'investigatore privato. Un nuovo caso di omicidio lo riporta nel passato quando indagava su strani eventi paranormali, la ragazza che lo ha contattato infatti sostiene che il padre sia stato ucciso da un mostro. Dylan, insieme al suo aiutante, inizia un'avventura nei luoghi più oscuri della città popolati da licantropi e vampiri.

Le premesse non erano buone per un film americano dedicato all'eroe dei fumetti Dylan Dog, vuoi per i nomi di poco conto coinvolti, vuoi per una diffidenza più che giustificata nei confronti dei soliti produttori americani pronti, come succede spesso, a stravolgere la materia originale. Il film di "Dylan Dog" si è rivelato un film brutto e inutile, che disonora la ricorrenza dei 25 anni di nascita del fumetto, ancora nelle edicole con dignitosi dati di vendita, un pasticcio degno della peggiore produzione americana che riesce a fare arrabbiare tutti, non solo i fan dell'indagatore dell'incubo, anche chi è in cerca di un horror senza troppe pretese e divertente rimane deluso. Si può infierire da qualsiasi punto di vista, il protagonista è Brandon Routh che non ricorda manco da lontano Rupert Everett, come noto l'attore inglese fu preso come modello per le fattezze del personaggio, su questo si può anche passare sopra, peccato che il ragazzo sia provvisto pure di una fissità degna di un manichino, sarebbe perfetto per un eventuale "Maschera di cera 2", il fisique du role è calzante (!).

Al suo fianco non c'è la spalla Groucho, prevedibile visto i problemi di sfruttamento d'immagine del vero Groucho Marx, in compenso c'è un ragazzetto che quasi subito si trasforma in zombi, con pietosa scenetta all'obitorio da due soldi, per una serie di gags sul fatto che non si sente morto ripetute in lungo e in largo che dovrebbero fare ridere. La pellicola sceglie un approccio ironico, leggero che non si avvicina mai alle atmosfere dei racconti letti su carta, ma su questo fronte è meglio lasciare perdere visto che il fumetto è solo un pretesto, un richiamo svogliato, anche se questo dovrebbe fare riflettere la casa editrice Bonelli sulla concessione dei diritti, a dir poco avventata. "Dyaln Dog" sembra la puntata allungata di un telefilm (fantastico) della fine anni 90, con effetti speciali risibili e una violenza all'acqua di rose, ideale per un pre-serale, molte recensioni scomodano "Buffy" per descrivere le sensazioni della pellicola ma dimenticano che il serial di Whedon ha fatto la storia ai suoi tempi, qui invece siamo nella mancanza totale di idee, di talento, di tutto.

Peter Stormare si fa coinvolgere nel ruolo ridicolo di un licantropo che fa qualche rutto e vaneggiamento su un segreto e ragazze scomparse, la sua presenza può avere fatto ricordare il tutto sommato assimilabile "Constantine", in cui l'attore compariva, un film mediocre con un altro investigatore dell'occulto che in confronto pare un capolavoro. La storia, a grandi linee, é un incoerente guazzabuglio di vampiri e licantropi che si fanno la lotta per raggiungere un antico e potente cimelio, in grado di scatenare un demone indistruttibile, una vicenda che non appassiona mai, di una banalità sconcertante e priva di qualsiasi pathos. A peggiorare la situazione l'entrata di personaggi insulsi, usciti dai peggiori stereotipi dei peggiori b-horror degli ultimi 10 anni, dal licantropo tutto muscoli Wolfang o il vampiro dandy (di quarto ordine) Vargas.

Attenzione agli effetti speciali, accompagnati da un reparto make up che fa il paio, assolutamente scadenti e datati, con uno zombi gigante che sembra lo scarto di una comparsa di "Mortal Kombat" (1995) e una creatura demoniaca uscita da un provino amatoriale mentre le scene d'azione arrancano molli, senza nerbo e coinvolgimento. Dylan Dog parla con voce off, cosi almeno l'attore non deve nemmeno aprire bocca visto che è negato, viene posta l'enfasi nel momento in cui si procura la camicia rossa e giacca d'ordinanza ma è solo una sequenza ruffiana per i lettori, mentre chi non conosce il fumetto (il 95% del resto del mondo) si chiede cosa sta succedendo di cosi prodigioso, il doppiaggio italiano concede qualche vecchia battuta storica come "Giuda ballerino!". Raccapricciante omaggio all'autore originale Sclavi, uno dei personaggi porta il suo nome, a questo punto era meglio non nominarlo nemmeno. Insomma un disastro in cui si salva, ma non si è nemmeno sicuri di questo, la partner femminile di Dylan, l'attrice bionda Anita Briem nella parte di Elizabeth. Il regista Kevin Munroe si è lasciato sfuggire la voglia di dirigere degli eventuali sequel, il catastrofico riscontro ai botteghini della pellicola tiene però molto lontana questa sgradevole opzione.

Tit.originale:"Dylan Dog: Dead of Night"
paese:USA
Rating:3/10

Commenti

Screammaker ha detto…
E pensare che, durante la realizzazione del film, la produzione cercò di tranquillizzare i fan di Dylan Dog assicurando che i cambiamenti radicali relativi ad ambientazione, personaggi e via dicendo erano stati apportati solo per questioni di copyright. Sì, insomma, ricordo di aver letto cose tipo "Marcus sarà praticamente Groucho con un altro nome" e via dicendo. Sapevo che era solo un mucchio di balle! E pensare che Sacha Baron Cohen sarebbe stato quasi perfetto nel ruolo della storica spalla dell'indagatore dell'incubo. Che dire, un'altra occasione sprecata :(
Sciamano ha detto…
ah-ah vero Sacha Baron Cohen!
Il film l'ho visto per curiosità, magari in futuro faranno un film più aderente al personaggio. QUesto film però é il più brutto che ho visto ultimamente...brrr...
ciao;
Screammaker ha detto…
Il più brutto in tempi recenti? Beato te :D! Io mi son sorbito giusto ieri una festa del trash, ovvero l'indipendente In The Market di Lorenzo Lombardi. Se vuoi ridere GUARDALO. Ah, è un horror :D.
Sciamano ha detto…
non parlarmi di quel film, che non ho ancora visto, mi ha causato dei casini indiretti in un forum, mi sa che mi terrò alla larga;)
Tra i brutti recenti anche "Il Rito", fra poco metto la rece.