Quel Maledetto Treno Blindato (1978)


Un pugno di eroi e una missione da compiere nel war-movie di Enzo G. Castellari.

Francia 1944, un gruppo di disertori americani condannati alla fucilazione riesce a darsi alla macchia in seguito a un attacco dei nazisti. Gli uomini guidati dal tenente Yager puntano verso la neutrale Svizzera ma vengono intercettati dai partigiani francesi che li scambiano per il commando speciale americano inviato a eseguire una delicata missione. Yager e i suoi uomini accettano di proseguire nell'operazione e in quello che sanno fare meglio: uccidere i nazisti.

Conosciuto all'estero con il titolo internazionale "The Inglorious Bastards" riporta le avventure de i "bastardi senza gloria" originali, o meglio, siamo di fronte al film senza il quale non esisterebbe il famoso "Bastardi senza gloria" (2009) di Tarantino che, pur non trattandosi di un vero remake, si tratta del maggiore successo commerciale del regista di "Pulp Fiction", il quale ha sempre dispensato lodi al film di Castellari sin dai tempi (anni 90) non sospetti. Certo a vedere il film di Castellari si capiscono tante cose, le influenze, alcuni particolari che sono stati rielaborati da Tarantino con proverbiale freschezza e genialità. Dopo l'inevitabile preambolo, del resto buona parte della fama del film è dovuta all'ingombrante genio del cinema al lavoro con il nuovo "Django Unchained", per un altro debito al cinema di genere (western) italiano, si può tornare a "Quel maledetto treno blindato" che si segnala come un action scatenato, una prova generale per i futuri post-atomici di Castellari ("1990 i guerrieri del bronx" e "Fuga dal Bronx").

La pellicola conta su un numero esagerato di sceneggiatori, ben cinque tra i quali anche il regista Sergio Grieco, che ha almeno il merito di avere vivacizzato una storia piena di situazioni inverosimili e ridanciane al fianco di sparatorie furibonde e scontri continui. Emerge insieme al senso di azione una voglia di ironia insolita per un film di guerra ispirato a "Quella sporca dozzina", nonostante qui gli eroi sono solo cinque, presentati nel prologo e piuttosto eterogenei come si conviene, nel caso del soldato Nick Colasanti (Michael Pergolani) anche bizzarri visto che si tratta di un individuo esilarante pieno di gadgets nascosti e, nel doppiaggio italiano, dal forte accento meridionale, una sorta di fumetto vivente. Si nota subito la presenza del soldato nero di Fred Williamson, veterano del cinema blanxploitation anni 70, che per il colore della pelle causa una serie di scontri con i nazisti ma anche tra gli stessi commilitoni, il ruolo leader del tenente con i Ray Ban scuri invece è per l'attore svedese Bo Svenson che ha interpretato pochi film ma tutti leggendari ("Delta Force", "Kill Bill Vol.2"), chiudono il poco coraggioso Berle (Jackie Basehart) e l'infingardo Tony (Peter Hooten).

La Francia del 1944 è ricreata a Cinecittà e in alcune località del Lazio, si vedono impiegati anche un buon numero di mezzi militari, un discreto attacco con aerei mentre la location del castello é molto ben sfruttata per un'operazione dei protagonisti travestiti da nazisti, una situazione che si ripete nel corso della pellicola per una serie di equivoci tragici, l'incontro con un gruppo di americani sotto copertura, ma anche divertenti, come la scena del fiume con le ausiliarie tedesche nude intente a fare il bagno, peccato che duri troppo poco. Castellari adora gli stunts e le esplosioni, non si contano gli uomini saltati in aria e le detonazioni delle granate, in un frangente il regista forse si rende conto di questa sua predisposizione e "congela" una scena al ralenti con alcune vittime sospese nell'atto di precipitare al suolo. Le sparatorie sono incessanti al punto che vengono falciati, spesso e volentieri, bersagli amici, i proiettili poi sembrano (ovvio) inesauribili.

La storia procede spedita e si sviluppa in una serie di piccole missioni sino a quella principale del finale, l'assalto a un treno blindato che trasporta il prototipo di un missile, Castellari mantiene sempre su di giri il ritmo e il cambio di ambientazione su rotaie infonde nuove soluzioni coreografiche-spettacolari anche se la scarsa velocità del treno, che si può intuire da certe cadute degli stuntmen, può lasciare perplessi. Nel frattempo è entrata in scena anche la deliziosa Debra Berger, una crocerossina della resistenza, che tra disertori assassini e nazisti inflessibili risalta per bellezza e eleganza femminile. Gran finale con diversi caduti e gran uso di effetti speciali con miniature di treni ed esplosioni. Un bel film, niente da dire.

paese: Italia
Rating:7/10

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