Riflessi sulla pelle (1990)


L'infanzia traumatica del giovane Seth per l'esordio di Philip Ridley.

Anni 50, Seth ha meno di 10 anni e vive insieme ai genitori in una malandata stazione di servizio, sperduta nelle campagne americane, il bambino si ritrova con i suoi coetanei per giocare ed è incuriosito da una strana donna vestita a lutto che vive sola in una casa in mezzo ai campi. L'attesa per il fratello proveniente dal fronte di guerra è per Seth motivo di gioia ma gli eventi funesti della vita sono pronti a trascinarlo in un mondo oscuro e inspiegabile.

I riflessi dorati dei campi di grano sono presenti sin dalle prime immagini e si imprimono nello sguardo, insieme al nero di una macchina in corsa negli sconfinati spazi americani, "Riflessi sulla pelle" risiede in gran parte in questo connubio cromatico-simbolico di naturale armonia e presagi oscuri, uno scenario unico in apparenza immutabile e puro, minato da entità maligne pronte a disintegrare i suoi abitanti piegati nel misterioso sentiero della vita. L'esordio di Ridley è un durissimo e spietato dark-tale che viene scambiato per un horror, e in fondo lo è, sul passaggio che ogni essere umano compie nel momento di divenire adulto, la fatidica perdita dell'innocenza si mostra in tutta la sua sgradevolezza impietosa sotto gli occhi del protagonista, un bambino, un angioletto che vede presto spezzarsi le ali da un vento di dolore e violenza.

"Riflessi sulla pelle" è attraversato dal tema dei vampiri ma rifugge i cliché (horror) e ne ribalta la percezione senza mostrare elementi soprannaturali, qui la creatura della notte è vista quasi come una figura da idealizzare e salvifica, scambiata in un primo momento dal piccolo Seth come un mostro da temere mentre i veri pericoli sono da ricercare altrove, alla luce del giorno e molto più vicino di quanto si possa immaginare. Ecco che molti potrebbero avere una delusione nello scoprire che canini esposti, colli da succhiare e sangue non sono contemplati, anche la misteriosa donna vestita a lutto (Lindsay Duncan) e dalla strana condotta è un abile depistaggio, dal retrogusto amaro ancora più difficile da accettare per Seth. Un altro riferimento è il libro incentrato sui vampiri che il padre di Seth legge avidamente, l'unica via di fuga per l'uomo gravato dal peso della triste routine familiare e da un brutto segreto mai cancellato, che si rivela a un certo punto in tutta la sua drammaticità in una delle scene più tragiche del film, sempre in presenza del bambino, interpretato da un memorabile Jeremy Cooper, costretto a venire a contatto con gli orrori nascosti della sua gente.

La persone in "Riflessi sulla pelle" soffrono e si arrovellano con il male che assume più forme e suggestioni, tutti hanno una ferita nel cuore e un dolore insopportabile come la perdita di un marito (la donna in lutto) mentre il punto di vista privilegiato è quello di Seth che vede scomparire i suoi amichetti, dopo l'apparizione di una misteriosa macchina nera (una Cadillac Fleetwood 60 Special) con a bordo dei bulli rockabilly. In una delle prime scene si assiste allo sgradevole scherzo ai danni di una povera rana gigante, un altro segnale che suggerisce un'inquietudine primordiale scaturita dalla mente di Philip Ridley, regista e sceneggiatore, influenzato da chissà quale tremenda energia negativa che non risparmia nemmeno lo spettro della guerra: in questo caso non servono immagini cruente o flash-back per evocarne il lezzo di morte e distruzione, basta una piccola fotografia scivolata dal portafoglio del fratello nelle mani di Seth. Ridley si fa apprezzare come regista in inquadrature suggestive e cariche di tensione, l'avvicinamento di Seth alla casa della donna solitaria, gli enormi campi di grano sono squadrati da carrelli geometrici, in scorci malinconici baciati da una luce malsana sino ad assumere un'incombenza tangibile e soffocante, quasi unica.

Nel ruolo del fratello di Seth si riconosce un giovane e, ai tempi, semi-sconosciuto Viggo Mortensen già bravo e di forte presenza fisica, un personaggio che dopo avere provato gli orrori della guerra si ritrova a fare i conti con nuovi dispiaceri. Tra allucinazioni (?) e sconcertanti rivelazioni Seth vede sgretolarsi il suo piccolo mondo, conosce troppo presto il senso di perdita e l'insopportabile sapore della morte che convergono verso uno dei più neri e disperati finali degli ultimi 20 anni, un urlo cieco contro la follia della vita. Al primo ascolto conciliante la colonna sonora di Nick Bicat si infila sotto-pelle con esiti sinistri per un film davvero spaventoso, per certi versi banale ma capace di rimanere con forza nella memoria, per la sua straziante desolazione interiore riflessa nelle praterie di un'America subdola e arcaica. Le riprese sono state effettuate in freddi set naturali situati in Canada.

Tit.originale:"The Reflecting Skin"
paese: Inghilterra, Canada
Rating: 8/10

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