La Cripta e L'Incubo (1964)

Christopher Lee in un gotico italiano anni 60.

Il conte Karlstein assolda il restauratore Friedrich per indagare sul passato della sua famiglia, nel tentativo di dare una spiegazione alla forma di follia che ha colpito la figlia Laura, preda di continui incubi notturni in cui assiste alla morte delle persone care che  puntualmente si avvera. Friedrich si prende a cuore le sorti della ragazza da cui è attratto ma deve cedere all'arrivo di un'altra ospite, la giovane Lyuba, che sembra assorbire l'attenzione di Laura.

Uno dei film horror (gotici) italiani interpretati in quel periodo da Christopher Lee, gli altri sono "La vergine di Norimberga" e "La Frusta e il Corpo", nel ruolo del conte Karlstein posizionato in secondo piano rispetto l'intera vicenda, anche il personaggio è più compassato del solito ma la presenza scenica e l'autorità che da sempre contraddistinguono il grande attore sono ben presenti.  Il titolo, "La Cripta e L'incubo", è già rivelatore e svela una storia racchiusa in un vecchio castello nobiliare, infestato da un'antica maledizione che si manifesta nei sonni agitati della giovane Laura, il prologo riguarda una delle sue visioni di chiaroveggente e l'inesorabile destino mortale di una ragazza, sorpresa da una misteriosa mano assassina vicino a una sinistra carrozza nera. Il film girato in bianco e nero è ispirato al famoso "Carmilla" di Sheridan Le Fanu e filtrato attraverso il gotico italiano impostato sul capostipite "La Maschera del Demonio" (1960) di Mario Bava.

La regia è affidata a Camillo Mastrocinque all'esordio in un horror, in seguito ci prende gusto con l'apprezzato "Un angelo per Satana" (1966), il regista è però ricordato per la collaborazione con il grande Totò, il protagonista di numerosi e celebri film dei decenni precedenti (Totò, Peppino e la malafemmina), Mastrocinque muore pochi anni dopo nel 1969 all'età di 67 anni. La storia prevede, come nel citato film di Bava, la maledizione lanciata nel passato da una strega, a riguardo si vede anche un bel flash-back piuttosto lugubre, con una donna dal volto coperto e crocifissa a mostrare le nudità della schiena, peccato che duri poco. La sceneggiatura di Gastaldi è poco lineare e infarcita di elementi che sfociano nel cinema demoniaco evocato, e il caso di dire, in alcune suggestive sequenze: la bella scena del rito officiato dalla governante-fattucchiera Rowena (nela Conjiu) nei sotterranei del castello, con la giovane Laura nuda e distesa al centro di un pentacolo.

Le scenografie sono di Demofilo Fidani, successivamente regista di spaghetti-western (Per una bara piena di soldi), e riguardano il castello della famiglia Karlstein e un vicino paese ridotto in macerie. Solo un campanile è rimasto intatto e incustodito, il gioco del vento però provoca il suono ossessivo delle campane e si presta a una delle migliori sequenze, quella del rinvenimento di un cadavere da parte delle due protagoniste. Laura è interpretata da Adriana Ambesi mentre Lyuba è Ursula Davis, due ragazze giovani e ancora acerbe che si sentono attratte in una spirale saffica, molto pudica, ma inequivocabile tanto che a farne le spese è il restauratore Friedrich (José Campos), suo malgrado emarginato.

Fa capolino anche il tema del vampirismo e il controllo delle vittime cadute sotto un influsso maligno ma a risaltare sono le atmosfere gotiche di vecchie tombe e i corridoi del castello, illuminati da processioni misteriose al lume di candele propiziatorie. "La Cripta e L'Incubo" è anche la ricerca dell'identità di un assassino senza volto, lo stesso raffigurato in un vecchio dipinto fatto scomparire da mani ignote, non è molto difficile giungere alla soluzione ma per rendere il plot più intrigante compare anche il personaggio di Annette (Vera Valmont), una serva che se la intende con il conte Karlstein e testimone di strani avvenimenti consumati tra le mura del castello. Buon gotico che gli appassionati del genere apprezzeranno nonostante alcune verbosità di troppo e cali di tensione.

paese:Italia/Spagna
Rating:7/10

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