X-Men (2000)

Il primo film ispirato ai mutanti della Marvel X-Men.

In un futuro prossimo il mondo si interroga sulla presenza dei mutanti, esseri umani dotati di particolari super-poteri. Il professor Xavier, un potente telepate, ha aperto una scuola per giovani mutanti con l'intenzione di incanalare le loro facoltà al servizio dell'umanità. Non è sulla stessa linea Magneto, un prodigioso essere capace di piegare i metalli, deciso a usare la forza contro gli umani, come il senatore Kelly, sempre più impauriti dai mutanti al punto da indire una loro registrazione forzata.

Bryan Singer pone le basi per una delle migliori saghe degli ultimi tempi (nonostante il zoppicante capitolo 3) e apre la grande stagione dei cinecomix al cinema del nuovo millennio, ancora lungi dall'esaurirsi, con un'eleganza e sobrietà che rendono "X-Men" una pellicola che sembra girata solo l'altro ieri, invece sono passati più di 10 anni, quando le torri gemelle (si intravedono di sfuggita in un ologramma) erano ancora in piedi. L'impegnativa saga-fumetto Marvel dei mutanti X-Men non fallisce la prova del grande schermo, ben si adatta per senso dello spettacolo e una pressoché infinita variazione sul tema dei super-poteri, sempre più incredibili e bizzarri. I primi 20 minuti sono brillanti nella presentazione dei personaggi, tanti e variegati, con il rischio che sempre si corre all'interno della saga di comprimere il tutto in veloci passaggi, non è questo il caso. Ora appare ben metabolizzato, ma il prologo nel lager nazista anni 40 è una grande intuizione, la genesi del dolore di un bambino  che rivela nel suo corpo la facoltà di piegare i metalli (la scena del cancello divelto): la nascita di Magneto. La sequenza è stata rielaborata nel recente prequel "X-men L'inizio" (2011), fedele nel seguire le direttive di Singer.

A Singer preme la sotto-trama della persecuzione e del razzismo, il bersaglio sono ora i mutanti, il tutto avviene con naturalezza e senza troppa retorica, del resto il rancore di Magneto è convincente anche grazie all'ottimo Ian McKellen che d'ora in poi verrà identificato con il personaggio. La sua nemesi è il professor Xavier di Patrick Stewart, i due affrontano un duello che diviene sempre più ravvicinato e con l'aiuto dei rispettivi seguaci, dei prodigiosi mutanti che nel corso della vicenda mostrano poteri spesso distruttivi e pericolosi. Già da questo primo capitolo emerge Wolverine, a sua volta uno dei migliori eroi dei fumetti mai realizzati, interpretato da Hugh Jackman che vede decollare la sua carriera, dopo un primo momento di perplessità per la spiccata avvenenza (il Wolvie cartaceo non è certo un bello) si capisce che l'attore è ben calato nella parte del "vecchio" Logan armato di artigli in adamantio, ne riprende il tratto burbero e solitario, mentre lo sguardo a metà strada tra una bestia selvaggia e un gentleman di poche parole, unito a un sigaro in bocca, completano l'eroe che in seguito avrà l'onore di uno spin-off collaterale "X-Men: Wolverine The origins" (2009).

Anche per la bellissima Halle Barry il personaggio di Tempesta, la ragazza che riesce a controllare i fenomeni atmosferici, significa la strada del successo, a dire il vero non compare in molte sequenze ma non si dimenticano. Si potrebbe dire lo stesso della Mystica di Rebecca Romijn, la mutante nuda, bellissima e dalla pelle blu che riesce a duplicare le fattezze umane, per cosi impersonare a piacimento chiunque. In una delle scene più divertenti del film Wolverine é costretto a combattere contro....Wolverine! Tra i vari mutanti quelli che convincono meno sono Sabretooth, un uomo-gattone che lancia qualche ruggito, e il Ciclope di James Marsden dall'aria anche troppo da ragazzino. Nel complesso si rimane colpiti dal design della pellicola, piena di effetti speciali di ottimo livello, ma razionale e ben distribuita che ben si rispecchia nelle scenografie della villa del professor Xavier e del sotto-stante laboratorio segreto, super-asettico e tecnologico.

Una delle scene più spettacolari vede Magneto fronteggiare un dispiegamento di forze di polizia, grazie ai suoi poteri disarma gli agenti che, increduli, si ritrovano le proprie armi puntate in faccia, sospese in aria guidate da una forza invisibile. Il finale nei pressi della Statua della libertà é ben congegnato e mette in campo tutti i personaggi, tra i quali anche l'acrobatico Toad con la lingua retrattile di Ray park, con al centro ancora una volta Wolverine in equilibrio sul monumento per un combattimento decisivo. Il film è un grande successo che spiana la produzione del sequel "X-Men 2", da molti considerato superiore,  e il ritorno di gran parte del cast, come la Jill della bella Famke Janssen, e utile per sviluppare gli spunti sparpagliati in questa prima avventura, a partire dai flash-back sul passato misterioso di Wolverine. Scene d'azione coreografate da Corey Yuen, Un classico dei cinecomix.

Tit.originale:"X-Men"
paese:U.S.A.
Rating:8/10



Commenti

lucia ha detto…
Questa è una saga che mi piace da morire...
solo che il mio preferito è proprio il terzo capitolo :D
Ma credo derivi dall' avvento di Fenice, che è un personaggio che adoro.
Comunque ho il cofanetto e lo venero
Sciamano ha detto…
Per il capitolo preferito sono indeciso tra questo primo e il recente prequel. Il terzo dovrei rivederlo, lo ricordo pure poco...
Anche io ho il cofano blu ray!
ciao;)