1990 I Guerrieri del Bronx (1982)

Action post-apocalittico ambientato nel Bronx!

La giovane ereditiera Anne fugge nel Bronx, la "terra di nessuno", per non essere coinvolta negli sporchi traffici di famiglia legati allo smercio su vasta scala di armi. Mentre alcuni dirigenti di una multinazionale inviano uomini per recuperarla, la ragazza entra in contatto con la violenza delle gang che infestano la zona ma in suo soccorso giunge Trash, il leader dei motorizzati Riders.

Il primo bronx-post-atomico per il regista Enzo G. Castellari è un imperdibile b-action che frulla le sensazioni de "I Guerrieri della Notte" (1979) con quelle de "1997 Fuga da New York" (1981),  anche il titolo è un'esplicita citazione delle opere di Walter Hill e John Carpenter. Sceneggiatura di Dardano Sacchetti molto divertente e libera di giocare con i modelli senza presunzione, a tratti ironica, e con dei bei personaggi che trovano nell'aitante Mark Gregory, alias Marco Di Gregorio, l'ideale eroe Trash per un'avventura violenta piena di veri duri. Il film è buon successo al punto che Castellari mette in piedi altri due film simili, il meno riuscito "I Nuovi Barbari" (girato in Lazio) e il mitico "Fuga dal Bronx" (1983), il più bello della trilogia, una sorta di sequel del film in questione che segna il ritorno dell'eroe Trash. Il film che da inizio a tutto é però "1990 I Guerrieri del Bronx", ambientato nelle vere strade di New York, ai tempi il Bronx godeva di una fama talmente infima che il solo nominarlo era evocazione di degrado e violenza.

Le scenografie sono notevoli a dispetto di un budget risibile, la devastazione di alcuni quartieri abbandonati torna utile per ricreare un mondo iper-realistico dominato dalla violenza e sopraffazione, il Bronx diviene un micro-cosmo di gang variopinte che si contendono il territorio a suon di catene e sprangate in faccia. I titoli di testa introducono alcuni dei brutti ceffi e i dettagli delle armi, spesso lame micidiali, la principale gang risulta quella dei Riders, uomini inguainati di pelle e borchie che si muovono con delle motociclette bardate sul manubrio da teschi fluorescenti. In una delle sequenze più belle, nei pressi di un ponte, un batterista solitario suona lo strumento annunciando l'arrivo della gang che si schiera a formare una W (in omaggio ai guerrieri di Hill?) per una serie di inquadrature ravvicinate che ne risaltano il look trucido, di seguito arriva la banda di Ogre dai vestiti più ricchi e sgargianti, come dei papponi anni 70. Un momento che vale la visione. Trash si staglia per fisicità: alto, con il capello lungo, aitante, l'attore è un legno totale ma gli amanti del bis italiano lo amano anche per questo, a distanza di decenni Mark Gregory non si dimentica.

La multinazionale Manhattan Corporation sguinzaglia sulle tracce della ragazza il mercenario Hammer, lo sfortunato attore Vic Morrow che muore poco dopo le riprese a 53 anni, una sorta di Jena Plissken malvagio che si introduce nel Bronx a piacimento per scatenare una lotta intestina tra le bande. Trash deve convincere il potente capo Ogre del tranello, per farlo attraversa un percorso ostacolato dall'intervento di fantasiose gang che si parano sul cammino, tra le scene più bizzarre e riuscite quella del combattimento insieme ai membri di una fazione che si muovono coordinati al ritmo di danza, truccati come dei saltimbanco. Trash e altri due compari, tra i quali l'immancabile attore feticcio Massimo Vanni in versione (fetish)metallaro, si intrufolano nei sotterranei per andare incontro all'attacco di uomini dall'aspetto primitivo e grottesco che ricordano gli zombi putridi degli zombie-horror italiani del periodo ("Zombi 2"). Si susseguono scene divertenti di lotta e non si lesina in dettagli splatter.

Enzo G. Castellari si ritaglia una parte, tra i cattivi questa volta, anche la figlia del regista, Stefania Girolami, presenzia nel ruolo della graziosa Anne che si innamora del tenebroso Trash, con relativi dialoghi stucchevoli e frasi altisonanti sul destino di chi vive nel Bronx ("Noi del Bronx viviamo con la morte"). Fred Williamson interpreta Ogre, l'attore riprende i suoi personaggi blanxploitation degli anni 70, una canaglia che ricorda anche il duca di Isaac Hayes in "1997 Fuga da New York" e in alcune sequenze di corpo a corpo sfodera dei movimenti di kung fu. Al suo fianco una compagna-assistente dal portamento dark armata di una frusta e unghie rinforzate di metallo. In piccole parti si riconoscono Christopher Connelly, l'autista zoppo Hot Dog, e George Eastman (Luigi Montefiori) che compare nel ruolo di un malvagio leader vestito con un improbabile costume colorato. Gran finale con resa dei conti piena di morti ammazzati e l'intervento indiscriminato di reparti speciali armati di lancia-fiamme che serve da preludio al successivo sequel "Fuga dal Bronx".

paese:Italia
Rating:7/10

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