Quando i Mondi Si Scontrano (1951)

Fantascienza catastrofica per un classico anni 50.

Alcuni studiosi  si rivolgono alle Nazioni Unite per rivelare una terribile previsione: due pianeti sono in rotta di collisione con la Terra, sarà la fine per l'umanità. Non creduti dalle autorità gli uomini guidati dal Dr. Hendron iniziano a costruire un'astronave per raggiungere il primo pianeta, Zyra, che sfilerà vicino alla Terra e provvisto di un'atmosfera ideale per iniziare una nuova vita. I posti disponibili sull'astronave sono solo poche decine e formare l'equipaggio non sarà cosa facile per il Dr. Hendron.

Sensazioni come la fine del mondo e le distruzioni totali nei primi anni 50 erano palpabili e giustificate, in gran parte, dall'inizio della guerra fredda. Uno dei migliori film dello strepitoso filone fantascientifico di quel periodo è "Quando i mondi si scontrano", un catastrofico ancora attuale e caratterizzato da un senso dello spettacolo in grande stile. Il film è una produzione George Pal, come il successivo e storico "La Guerra dei Mondi", una garanzia di pellicole ricche e impegnative per sforzi finanziari ma anche caratterizzate da messaggi religiosi (neo-cristiani) neanche tanto velati. Si inizia con una citazione biblica mentre la vicenda riprende la leggenda dell'Arca di Noé, la salvezza per l'umanità è rappresentata da un'astronave che alcuni volenterosi devono costruire nel giro di otto mesi, il tempo che li divide dall'impatto finale con il pianeta Bellus. Non è difficile intuire come il recente "2012" di Emmerich riprenda per intero i punti salienti di "Quando i mondi si scontrano" con variazioni minime, si può dire a distanza di oltre 60 anni che la pellicola diretta da Rudolph Maté è molto più bella e preferibile (!).

Il film trasmette il dramma attraverso una serie di personaggi presentati con eleganza e ironia, l'eroe per caso David Randall (Richard Derr) è uno spericolato pilota dongiovanni, fantastica la sequenza che lo vede impegnato con una signorina nel corso di un atterraggio, l'uomo si prende la briga di trasferire importanti comunicazioni al Dr. Hendron. Randall entra nelle grazie della figlia del professore, la bella Joyce (Barbara Rush), per lui manda in crisi il ventilato matrimonio con il fidanzato Tony Drake (Peter Hansen). La diatriba sentimentale non è affatto banale e ben inserita nel contesto di dramma imminente, si intensifica invece l'attaccamento per i protagonisti. Il film è un variegato sguardo sulla stupidità umana e l'arroganza, con difficoltà emergono personaggi positivi, a riprova si nota il cinico Sydney Stanton di John Hoyt, un ricco magnate in carrozzella che finanzia la costruzione dell'astronave solo per salvare la pelle. Il velivolo in questione è un razzo affusolato tipico di quegli anni, con la particolarità di essere posizionato su una rampa che prevede una curvatura vertiginosa adatta a produrre lo slancio verso lo spazio.

L'impatto di Bellus è preceduto dal passaggio del suo satellite Zyra, un evento che provoca sulla terra maremoti ed eruzioni improvvise, lo sforzo tecnico che riproduce questi fenomeni è talmente riuscito e memorabile da avere raggiunto il riconoscimento del premio Oscar per gli effetti speciali. In particolare le sequenze che riguardano gli tsunami sono devastanti e realistiche, cosi come vedere i grattacieli di New York aggrediti dalla forza delle acque inarrestabili. Anche le scenografie della base in cui viene costruita l'astronave sono ben proporzionate e di alto livello, per avere un riscontro simile in quegli anni bisogna nominare "Il Pianeta Proibito", un altro classico della fantascienza. Le scene catastrofiche presentano anche alcune suggestive perlustrazioni con un elicottero che sorvola territori inondati e si prodiga in salvataggi davvero arditi e girati, questa volta, senza effetti speciali.

Ultima parte molto drammatica, con la composizione dell'equipaggio della nave, seguono sacrifici e scelte dolorose, e frasi vere, spesso banalizzate, che pesano come macigni "il futuro non è per noi ma per i giovani". Si era parlato di un possibile remake, si consiglia di ripescare invece questa opera originale che non sente il passare degli anni. Anche l'ingenuo (se visto oggi) fondale-trasferello che si intravede nel finale è a suo modo poetico e ben inserito. Si tratta di fantascienza pura ma dalle pulsioni inquietanti, radicate nella paura collettiva, non è una possibilità remota quella di subire l'impatto di un corpo celeste: nel 2040 è prevista una possibile collisione con un grosso asteroide. C'è tutto il tempo per costruire un'astronave e fuggire, il problema è che i posti sono e saranno sempre limitati. Grande film di fantascienza in Technicolor. Da non mancare assolutamente.

Tit.originale:"When Worlds Collide"
paese:U.S.A.
Rating:8/10

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