True Legend (2010)

Il ritorno alla regia del celebre martial-art director Yuen Woo Ping.

1861, L'eroico generale Su Can lascia al fratellastro Yuan Lie la nomina di governatore. La vera aspirazione di Su Can è quella di aprire una scuola per insegnare il Wu Shu e vivere con la moglie e il figlio. Yuan però rimugina dentro di sé un odio che esplode qualche tempo dopo, quando giunge per fare visita al fratello, un'occasione per vendicare la morte del padre naturale, ucciso dal padre di Su Can che per sdebitarsi lo accolse come un figlio. Yuan semina la morte, rapisce la moglie e il figlioletto di Su Can che ferito è costretto alla fuga.....

Il ritorno alla regia di Yuen Woo Ping, dopo l'ultimo lavoro diretto (Tai Chi Boxer) nel 1996, è risultato un flop commerciale considerevole, non ha portato benefici il fatto di essere il primo film cinese in 3D, nonché il primo film nel campo delle arti marziali a sfruttare questa tecnica. "True Legend" viene pensato con un'ottica internazionale e caratterizzato da effetti speciali non sempre eccelsi, nonostante il budget importante di 20 milioni di $, si immerge nel passato cinese con una storia che si concentra sulla lotta fratricida, nel vero senso del termine, tra due campioni di kung fu, tra scenari naturali e sterzate in territori fantasy. L'inizio è promettente e riguarda un attacco furtivo di Su Can, insieme ai suoi uomini, in un avamposto sotterraneo nemico per salvare un principe in ostaggio: carrellate hi-tech avvolgenti, scontri violenti, un kung fu di buon livello per coreografie e tecnica, qualche spruzzata di sangue compongono una scena complessa all'interno di una scenografia notevole.

"True Legend" in seguito sembra posizionarsi in binari collaudati, con l'arrivo di una minaccia che funesta la vita del protagonista, la raffigurazione manichea dei personaggi è esemplare: nero-vestiti i cattivi, addirittura il villain Yuan, il pelato Andy On, si è trasformato nel corpo a seguito di una tecnica detta "dei 5 veleni" (che ricorda i "Five Venoms" di Chang Cheh) che lo ha fortificato e provvisto di una pelle-corazza. Yuan è talmente imbevuto di odio da uccidere anche i suoi sottoposti in ripetute occasioni. In questi primi minuti si possono ammirare alcuni notevoli combattimenti con al centro Su Can che deve vedersela con i luogotenenti di Yuan, un uomo e una donna con le armature nere che agiscono in coppia, sino alla prima vera sfida tra i due contendenti principali, in equilibrio sui bordi di una cascata impetuosa. Le coreografie sono affidate al clan Yuen e sono piuttosto vivaci, elaborate e ci ricordano che l'attore Chiu Man Chuk (aka Vincent Zhao)nel ruolo di Su Can è un ottimo artista marziale sin dai tempi di "Fong Sai Yuk" (1993) e "The Blade" (1995).

Nella parte centrale la pellicola comincia a perdere i colpi nonostante l'arrivo di Michelle Yeoh ("La Tigre e il Dragone"), una sorta di eremita delle montagne, l'attrice compare di sfuggita senza entrare mai nel vivo della vicenda, né tanto meno è coinvolta in dimostrazioni marziali. Alcuni splendidi paesaggi naturali, si nota anche la classica sequenza che illustra il passare delle stagioni, si alternano a un'ambientazione fantastica che riproduce in computer grafica una valle dominata da un'enorme statua di un Budda, un luogo che solo Su Can può visitare per incontrare due maestri di arte marziale: un vecchio saggio (il mitico Gordon Liu) che predilige conversare capovolto in equilibrio con la testa poggiata al suolo e un formidabile guerriero (Jay Chou visto anche in "Green Hornet"), detto il Dio del Wu Shu, con il quale il protagonista inizia un duro allenamento di lotta. Il film procede con alcune ripetizioni di troppo, tra fasi di allenamento e allucinazioni del protagonista, per rimandare l'inevitabile confronto con Yuan, inoltre non viene in aiuto la qualità degli effetti speciali, anche troppo posticci, aspetto questo che si riscontra in molte delle produzioni recenti asiatiche.

Alcune deplorevoli scelte di sceneggiatura intaccano "True Legend" in modo serio, tanto che l'ultima abbondante parte appare come una forzatura temeraria, avviene anche un brusco cambio di location, e sembra di stare in un altro film, lungo le direttive di "Fearless" (2006) per intenderci, con l'allestimento di un pittoresco torneo di arti marziali. Yuen Woo Ping poi si ricorda di essere il fautore della "tecnica del kung fu ubriaco" ("Drunken Master", 1978) quindi i protagonisti cominciano a bere e a menare ubriachi colpi di kung fu. Spunta fuori anche David Carradine in uno degli ultimi film prima di morire tragicamente, nei titoli di coda compare una dedica, il suo ruolo è quello di un manigoldo a capo di una masnada di wrestlers, che vengono scagliati sopra un ring circondato da tigri affamate. Parte finale alla "Rocky" con bambini piangenti e pubblico urlante, una conclusione in calando, peccato.

Tit.originale:"True Legend"
paese:Cina
Rating:6/10

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