The Machine Girl (2008)

La vendetta al sangue di una ragazza senza un braccio.

La giovane Ami scopre tardi che il fratello minore Yu è vessato da una gang di bulli, il ragazzo dopo l'ennesimo sopruso viene ucciso insieme a un compagno nel corso di una colluttazione. Ami giura di vendicare il fratello, inizia un'indagine che la porta verso il figlio viziato di una famiglia di gangster. Giunta per regolare i conti Ami subisce l'amputazione di un braccio ma, a stento, riesce a fuggire...

Splatter action prodotto dalla Nikkatsu che verte su una storia ridotta ai minimi termini: una ragazzina vestita da studentessa macella gli avversari per mezzo di una mitragliatrice applicata a un braccio amputato. I titoli di testa si aprono con una prima carneficina, a indicare la prerogativa della pellicola: sangue, sangue e ancora sangue. "The Machine Girl" è, forse, il film più conosciuto della recente nidiata malefica di film splatter giapponesi a basso costo, una mini ondata al sangue che ruota intorno al nome di Yoshiro Nishimura, il make up artist più estremo in circolazione, un appassionato dello splatter vecchia maniera che evoca scatenati effluvi di emoglobina, tra effetti speciali meccanici e in lattice, per uno spettacolo esagerato e viscerale che negli ultimi tempi sembrava essere dimenticato a favore della computer grafica. La storia segue le direttive dei wuxiapian cinesi dei primi anni 70, quelli intrisi di vendetta e con al centro eroi menomati nel fisico, in questo caso una graziosa studentessa che si vede precipitare in un mondo di violenza.

Bisogna accettare una forte sospensione dell'incredulità, forse non serve dirlo ma non si sa mai, i personaggi sono dei pazzi completi a partire dalla famiglia di gangster che inneggia ai ninja, si vaneggia sul nome di Hattori Hanzo (storico condottiero ma anche personaggio di Kill Bill di Tarantino), la violenza cresce insieme ai morti ammazzati con il procedere degli avvenimenti mentre della polizia non vi è traccia. Ogni occasione è buona per fare saltare la testa di qualcuno, amputare e torturare, insomma c'è da divertirsi a seguire l'assurda avventura di Ami che si dimostra una battagliera sin dalle prime incursioni, a interpretarla la bella Minase Yashiro che vaga con una tenuta da studentessa ad agevolare inquadrature malandrine sexy sotto la gonna: l'inquadratura di Ami in equilibrio su un architrave. Discreta la componente action per una serie di combattimenti ravvicinati e cruenti, dove le sparatorie provocano fori enormi nei corpi e le ferite aprono cascate di sangue a spruzzo che bagnano ogni cosa, obiettivo della telecamera compreso.

Le scene migliori sono le sortite di Ami in cerca di vendetta: nei pressi della casa di una coppia (folle) che vuole proteggere il figlio, per alcune esilaranti modalità di omicidio, qui si vedono anche alcuni espliciti omaggi al cinema di Fulci (sicuro riferimento per Nishimura) con teste sfondate da coltelli che fuoriescono dalla bocca, organi interni vomitati in liquide e colorate contorsioni, senza dimenticare un cadavere (un evidente manichino, che però non disturba affatto) usato come una pompa per spruzzare sangue verso un'altra vittima. Un altro momento divertente è l'arrivo di  Ami nella tenuta dei cattivoni, qui l'azione è più intensa visto il numero maggiore di avversari da affrontare, compare anche la computer grafica per la riproduzione degli affilati shuriken lanciati verso l'eroina.

Numerose le scene di tortura, sempre più fantasiose, la migliore è di sicuro quella dei chiodi martellati in faccia a uno scagnozzo yakuza (!). L'introduzione dell'arto-mitragliatrice, già visto un anno prima in "Planet Terror", consente un ulteriore recrudescenza e una pioggia di proiettili capaci di scarnificare corpi e altre macellerie assortite. Al fianco della protagonista si segnala la presenza di Asami, attrice anche dai trascorsi porno, nei panni di una madre in cerca di vendetta molto grintosa e dallo spirito guerriero, anche per lei in dotazione un'arma particolare, molto cara agli appassionati: una moto-sega, usata in modo improprio come nella saga Evil Dead. Tra i cattivoni si segnala la donna del boss, molto fascinosa e con alcune sorprese nascoste nel reggipetto sfoderate in un duello finale delirante, accecato da una luce intermittente come in "Doom Generation". Diretto da Noboru Iguchi. Molto divertente.

Tit.originale: "The Machine Girl"(intern.)
paese: Giappone
Rating:7/10

Commenti

sembra piuttosto fico..
Simone Corà ha detto…
E' il film migliore di Iguchi, effettivamente c'è una grande inventiva splatter ed è abbastanza simpatico (anche se non così tanto come potrebbe sembrare). Insomma, si guarda volentieri. :)
Sciamano ha detto…
fico, inventivo e simpatico....direi di si!... niente di eccezionale ma averne;)