Ninja - La furia umana (1983)

Uno dei film di ninja con Sho Kosugi.

In seguito a un attacco sanguinoso dei ninja che gli ha sterminato la famiglia, Cho fugge con il figlioletto sopravvissuto e la madre negli Stati Uniti. Nel nuovo paese Cho apre una galleria d'arte, l'uomo però è all'oscuro che si tratta di una copertura organizzata da Braden, il suo amico, per un traffico di eroina trasportata all'interno di statuine giapponesi.

Sho Kosugi diviene l'indiscusso ninja del cinema negli anni 80 con una serie di pellicole di serie b, tra le quali spicca "Ninja - La furia umana", una produzione Cannon intenzionata a sfruttare il filone che, almeno negli USA, fa presa su un pubblico con poche pretese se non quella di divertirsi con le arti marziali e, soprattutto, i misteriosi guerrieri ninja. La pellicola è  molto godibile ma anche piena di approssimazione in fase di sceneggiatura e recitazione, dal punto di vista delle coreografie marziali eseguite dallo stesso Sho Kosugi, siamo su livelli accettabili, spesso sono ingenue e poco credibili ma almeno provocano ferite sanguinose, se non veri spruzzi splatter. Solo il prologo è ambientato in Giappone, ricostruito nel giardino di una villa presa d'assalto da alcuni misteriosi ninja, sin dai primi minuti la storia lascia il tempo che trova: non si capisce perché la famiglia di Cho subisce tanta violenza, il medaglione mostrato dall'anziana che simboleggia un passato da proteggere poi fa sorridere.

In queste prime inquadrature oltre al mitico Sho Kosugi (Cho), si scorge Arthur Roberts, davvero pessimo e in grado di fare apparire anche Van Damme un attore di talento, è l'amico Braden che nasconde di essere un ninja malvagio, aspetto che il protagonista scopre solo verso fine pellicola nello sconcerto dello spettatore. Per fortuna quando agisce come un ninja il volto è coperto da una maschera argentata, prima di entrare in azione si scorgono sempre inutili inquadrature di armi ninja riposte in una orribile (e troppo piccola!...soldi per comprarne una più capiente, no?) valigetta di pelle. L'interesse è tutto rivolto all'arte furtiva del ninjutsu, a dire il vero nella prima parte si vedono solo le brevi sortite di Braden che elimina alcuni elementi di un clan rivale, carino l'omicidio di una coppia nuda dentro una vasca, peccato che tutto si risolva in una comica: i due cadaveri portati via sulla stessa barella avvinghiati, assolutamente da vedere. La scena più movimentata è un lungo inseguimento, a piedi, di Cho per raggiungere un furgone, qualche scazzottata e un po' di straordinari per gli stuntmen appesi al velicolo in corsa.

Nel cast anche il figlio di Sho, il piccolo Kane, nel ruolo del figlioletto del protagonista, sulle orme del padre comincia a tirare qualche colpo di arte marziale, almeno tre le sequenze in cui è impegnato con avversari più grandi, parentesi simpatiche ma che vanno anche troppo per le lunghe. Kane Kosugi si barcamena ancora oggi nel cinema delle arti marziali, una carriera di secondo piano ma dignitosa, lo si è visto anche in film noti come "D.O.A" e "Rogue Il Solitario". Di recente il "vecchio" Sho Kosugi ha interpretato alla grande il villain del kolossal-ninja "Ninja Assassin" (2009). Il film è piuttosto sciatto, la galleria d'arte posizionata in una squallida periferia di città (!), sensazione dovuta anche alla regia di mestiere di Sam Firstenberg che si specializza nei b-movie- ninja americani, suo anche il famigerato "Guerriero Americano" (1985)con Michael Dudikoff. In un ruolo secondario di un poliziotto, molto poco credibile, l'attore marziale Keith Vitali ("Il Mistero del conte Lobos") si lancia in qualche tafferuglio con Sho Kosugi per menare alcuni calci ad altezza viso.

"Ninja La Furia Umana" è girato a Salt Lake City, si notano le caratteristiche vicine vette innevate, di quelle parti è anche la bionda modella Ashely Ferrare che deve insidiare e controllare Cho, ci scappa anche una scena a seno nudo, carina. Inevitabile lo scontro tra Cho e il malvagio Braden, nel mezzo anche una gang di mafiosi asserragliati in un palazzo che diviene la location del finale, i due ninja non prendono l'ascensore ma utilizzano alcuni divertenti trucchi del mestiere. Il duello finale situato su un tetto con vista panoramica è il momento migliore del film, anche dal punto di vista cromatico visivo con il nero dei vestiti stagliati sull'azzurro del cielo ha un bel impatto. Un piccolo classico la vestizione di Cho in guerriero ninja, con la rassegna delle armi nascoste in un vano segreto, lo scontro con Braden è piuttosto elaborato e pieno di armi ninja: spade, coltelli, fumogeni e manichini esca. Il film ha tante lacune ma alla fine viene voglia di vestirsi come Sho Kosugi, come un ninja!

Tit.originale:"Revenge of The Ninja"
paese:U.S.A.
Rating:6/10

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