La jetée (1962)

Il cortometraggio che ha fatto la storia del cinema di fantascienza.

A seguito della Terza Guerra mondiale Parigi è rasa al suolo, i sopravvissuti vivono prigionieri nei sotterranei della città e sottoposti a esperimenti. Tra le cavie da laboratorio anche un uomo, scelto dai suoi aguzzini per le capacità mentali, con il compito di viaggiare nel tempo nella speranza di trovare una soluzione per il presente.

"La Jetée" è ricordato, diciamo pure ingiustamente, più che altro per avere ispirato in maniera plateale nel 1996 "L'esercito delle 12 Scimmie" di Gilliam che, per tagliare corto, non si avvicina alla grandezza dell'opera diretta nel 1962 da Chris Marker, nome d'arte di Christian Francois Bouche-Villeneuve, autore apprezzato almeno per un altro e insolito film: "Sans Soleil" del 1983. "La Jetée" è in realtà un corto-metraggio (26 minuti) francese, girato in bianco e nero, con la particolarità di essere un montaggio di immagini (quasi) fisse commentate da una voce narrante fuori campo. Un'opera sperimentale sorprendente e di avanguardia al punto da essere un riferimento a distanza di decenni, un viaggio ai confini del tempo e dello spazio che abbraccia il destino degli uomini e delle cose verso la deriva dell'(auto)distruzione e la perdita di umanità. Il termine del titolo originale francese si riferisce al molo d'imbarco di un aeroporto (Orly di Parigi), il luogo rimasto impresso nella mente del protagonista quando, da bambino, assiste a un evento tragico legato al volto di una ragazza.

L'uomo, che non ha un nome, si ritrova anni dopo adulto e imprigionato da coloro che hanno vinto la guerra per subire una serie di esperimenti scientifici. L'olocausto nucleare è ben riprodotto nelle prime immagini in dissolvenza incrociata, con edifici distrutti e monumenti sfregiati, una scenografia post-apocalittica in piena regola, ma il grosso della vicenda si posiziona nel sottosuoli in cunicoli bui e angusti, appena illuminati. L'apparato fantascientifico è svuotato dei riferimenti classici, non compare nessun macchinario particolare, la componente spettacolare non è prevista, il protagonista viene costretto su una sorta di amaca e coperto da bende oculari collegate a strani cavi, al paziente vengono somministrate delle iniezioni non bene identificabili. E' l'inizio di un viaggio nella mente e nei ricordi, può essere un sogno, può essere la realtà, tutto si confonde in un quadro di emozioni e speranze nell'incontro del protagonista con una ragazza nel passato, in tempo di pace.

Le piccole gioie della vita, il sorriso di una ragazza, dei gatti, un giardino animato da ragazzini e cosi via, si ripetono in una serie di immagini che sembrano strozzarsi nella gola del protagonista che si risveglia, stravolto nei migliori dei casi, al cospetto dei suoi aguzzini, uomini aridi e studiosi che guardano con soddisfazione la loro cavia personale fare progressi, tra questi si nota il personaggio con gli occhiali dalle lenti speciali nere. La speranza di trovare un passaggio nelle pieghe del tempo è , per questi esseri privi di emozione, l'unica possibilità per ristabilire un ordine nel caos del presente racchiuso nel sottosuolo, una vita da topi, dopo che le radiazioni hanno contaminato tutta la superficie. Il viaggio conduce anche al futuro verso nuove scoperte e suggestioni.

"La jetéè" ha influenzato numerose pellicole di fantascienza anche in tempi recenti, non è difficile intuire come Proyas ha elaborato l'opera di Marker per il suo "Dark City" (1998, numerosi i riferimenti, tra i principali: le figure sinistre degli Stranieri, il molo con l'incontro della ragazza, ecc.), di conseguenza anche il famoso "Matrix" (1999), sino all'ultimo caso, abbastanza clamoroso, dell'apprezzato "Source Code" (2011). Tutti film che derivano da questi 26 minuti entrati nella storia della fantascienza, ogni secondo proposto è prezioso e intenso come la vita dell'ultimo uomo della Terra. Il finale a sorpresa dona quel tocco poetico e struggente che solo pochi capolavori possono vantare. Fondamentale.

Tit.originale:"La jetée"
paese: Francia
Rating:10/10

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